Materiali per uno studio comparato del
concetto di liberalismo in Inghilterra e
in Italia.
Londra. Cherie Blair, moglie del
premier, è -costretta a giustificarsi in la-
crime in tv per avere acquistato due
appartamenti per i figli con l'aiuto di,
un pregiudicato per truffa. I conservato-
ri invocano comunque una commissio-
ne di inchiesta per chiarire «come mai
un pregiudicato si aggirasse per Dow-
ning Street».
Roma. Nessun uomo politico, ne
di maggioranza ne di opposizione, ha
mai chiesto spiegazioni al presidente
del Consiglio sulla presenza di pregiudi-
cati non solo nella sua famiglia (il fratel-
lo Paolo), ma anche nel suo partito
(Dell'Utri, La Malfa, Del Pennino, Al-
fredo Vito, Frigerio...) e nel suo gover-
no (Bossi e, fino a qualche mese fa,
Sgarbi, condannato per truffa ai danni
dei Beni Culturali, cioè del ministero di
cui era sottosegretario). E, visto che nes-
suno fa domande, il premier può per-
mettersi il lusso di non dare risposte,
senza neppure il fastidio di dover dire
«mi avvalgo della facoltà di non rispon-
dere». In un altro paese, la domanda la
porrebbe il primo giornalista televisivo
alla prima intervista. In Italia però le
interviste in tv si fanno senza domande,
e anche quel rischio è scongiurato.
Figurarsi che cosa accadrebbe a
Londra se Blair facesse una sola delle
cose che ha fatto Berlusconi negli ulti-
mi giorni. Ma per fortuna, in Italia, i
«liberali» sono un po' particolari. Ci
sono quelli modello II Foglio, tutti ecci-
tati perché, nel solco della tradizione
liberale, il presidente del Consiglio sta
per aggiungere alla sua collezionedi tv
e giornali anche il Corriere della sera e
La Stampa. Giuliano Ferrara, liberale
doc, trova «inopportuno» il vigoroso
editoriale di Ferruccio De Bortoli in di-
fesa della indipendenza del primo quo-
tidiano italiano, e sbuffa annoiato da-
vanti alla «solfa barricadiera di coloro
che predicano della libertà di stampa a
rischio». ,
Un altro esemplare tipico del libe-
ralismo all'italiana è Piero Ostellino,
che due giorni fa ha sciolto un tenero
peana al presidente del Consiglio per
avere invitato i cassintegrati Fiat ad ar-
rotondare con qualche «lavoretto non
ufficiale», cioè in nero. Primo caso di
istigazione a delinquere da parte di un
capo di governo. Una cosa, però, è pia-
ciuta al liberale Ostellino: «Sono state,
quelle,di Berlusconi, le sole parole forti,
di fiducia in una società libera pronun-
ciate in un anno e mezzo di governo».
È il caso dunque di procedere oltre: ad
esempio, ai detenuti che potrebbero
uscire per l'indulto prossimo venturo,
il premier dovrebbe suggerire quakhe
altro tipo di «lavoretto», per arrotonda-1
rè e far contento Ostellino. Basta, scrive (
infatti l'illustre editorialista, con questa
«legalità positivistica (la legge è la leg-
ge), speculare alla rigidità dirigistica...
collettivistica». Fare le leggi e poi rispet-
tarle sembra brutto, è roba da sociali-
smo reale, Ora, dopo cinquant'anni di
governi comunisti, anche l'Italia deve
scoprire i piaceri di «una 'società aperta,
dinamica, flessibile». Dove i semafori
rossi servono a ravvivare il paesaggio 6
dove il codice penale - per dirla con
Luttazzi - «è un catalogo di opzioni». In
fondò - osserva Ostellino - «la legalità
non sempre coincide con la legittimità,
con il bene comune e la legge per essere
condivisibile e legittima deve essere an-
che giusta». Chi lo decide se la legge è
giusta? II presidente del Consiglio, natu-
ralmente, che accorda magnanimo ai
suoi sudditi il diritto di violarla. Alme-
no fino a nuovo ordine. Ostellino sa
che qualcuno, non aduso come lui ai
sacri testi liberali, troverà singolare que-
sto suo peana. Ma lui ha prevenuto
l'obiezione con una replica che non am-
mette repliche: «La madre del cretino è ;
sempre incinta». Schivo com'è, non ha
aggiunto: «E io, modesto, lo nacqui».


Rispondi Citando

). L'Italia non è il Regno Unito che ha una sinistra parlamentare veramente liberal e democratica.
