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Discussione: Proconsoli.

  1. #1
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    Predefinito Proconsoli.

    Visto che ci avete cercato voglio farvi anch'io una domanda: per quale motivo il P.R.C. in Sardegna non ha un segretario sardo, ma è governato dal proconsole romano Valentini?

    Strana coincidenza, ma anche Forza Itaglia ha fatto la stessa cosa, inviando un proconsole milanese. Quali affinità elettive vi sono tra voi e loro?


  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Avevo letto tempo fa della maretta che c'era in quella regione. Forse se cerchi sul web trovi qualcosa, ma non so aiutarti...

  3. #3
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    Il prc in Sardegna ha avuto un congresso regionale come in tutte le regioni d'Italia e Valentini è stato scelto democraticamente da tutti i militanti sardi del prc.
    Qual'è il problema?
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  4. #4
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    In Sardegna il Prc verso il congresso regionale
    Il segretario Valentini polemico: «Negato il valore strategico dell’autonomia”


    Dal nostro inviato
    Rimini
    La Sardegna si conferma isola controcorrente anche nel Partito della rifondazione comunista. Caso raro in Italia, il 56 per cento dei 29 delegati sardi del Prc sta con lo schieramento dell’Ernesto, non favorevole ad aspetti assai rilevanti della svolta di Bertinotti. L’area che in Sardegna ha il suo leader nel segretario regionale Sandro Valentini non apprezza in particolare il movimentismo del segretario e la sua critica alla tradizionale visione comunista della centralità del ruolo del partito.
    Gli ex cossuttiani (ma loro preferiscono chiamarsi postogliattiani) storcono il naso anche davanti al ridimensionamento operato da Bertinotti rispetto ai padri storici, da Gramsci a Lenin. Hanno tuttavia votato il segretario generale, dal quale li distanzia soltanto alcuni passaggi politici ma del quale condividono la linea principale. Forti in Gallura, nel Sulcis, a Cagliari e Sassari, mentre i comunisti di Nuoro e Oristano sono senza riserve con Bertinotti, i dirigenti dell’area dell’Ernesto hanno aperto a Rimini una forte polemica sulle questioni dell’autonomia sarda, anticipando il congresso regionale previsto per giugno che dovrà decidere se Valentini, segretario in Sardegna da sette anni, resterà ancora alla guida del Prc.
    Assai polemico dopo la bocciatura nella commissione che ha elaborato il nuovo Statuto del partito di alcuni emendamenti autonomistici, Valentini ha annunciato «la responsabile e dolorosa decisione di non entrare nel nuovo Comitato politico nazionale in segno di protesta e in coerenza».
    E così nel nuovo parlamentinodel partito entrano soltanto Ivana Mattu e Alessandro Vinci, scelti dalle federazioni di Nuoro e Oristano, piuttosto polemiche con le posizioni di Valentini, respinte-fanno notare i suoi critici-da una commissione presieduta da Carlo Grassi, leader dell’area dell’Ernesto. «Un congresso di svolta - sostiene Valentini - avrebbe dovuto mostrare maggiore sensibilità al tema dell’identità e dell’autonomia, patrimonio politico e di lotta costitutivo del Prc della Sardegna. La battaglia dei comunisti sardi per l’autonomia, senza la quale non si realizza progresso sociale e democratico per il popolo sardo, avrebbe avuto bisogno del sostegno convinto di tutto il partito. Invece, si è scelta una concezione centralistica e burocratica».
    Parte così in anticipo il congresso regionale del Prc, che avrà al centro-oltre alle questioni sociali- la questione sarda, il tema del federalismo, molto caro a quegli ex demoproletari, come il sindaco di Laconi Paolo Pisu e Vincenzo Pillai, che alla lotta di classe affiancano la centralità della questione nazionale come asse fondativo del Prc.
    A Rimini le questioni regionali (o nazionali) sono restate sullo sfondo. Qui spira un vento movimentista che piace a Luigi Cogodi, schierato con Bertinotti come Walter Vassallo (sull ’altro fronte il terzo consigliere regionale, Velio Ortu). Rifondazione esce rinvigorita da un congresso che la impegna a un forte sforzo sullo sciopero generale in difesa dei diritti dei lavoratori. Grande è anche l’impegno per il voto del 26 maggio, quando in 61 Comuni sardi si voterà per rinnovare i Consigli. E se da Rimini è venuta la linea dell’unità d’azione con il centrosinistra, c’è da dire che in Sardegna la tradizione unitaria è forte e radicata già da tempo in un partito nel quale anche nell’Isola la minoranza trozskista ha un suo radicamento, e un delegato a Rimini, Augusto Fonnesu.
    Tante sono le donne: fra loro le nuoresi Ivana Mattu e Maddalena Salerno, la sassarese Maria Francesca Atene e le tre componenti del Comitato politico uscente: Vittoria Melis, Paola Okroglic e Alessandra Pintus.
    Insieme a loro e agli altri delegati, i militanti sardi di Rifondazione erano rappresentati a Rimini fra gli altri da Velio Ortu (federazione di Cagliari), Antonio Saba, ex sindaco comunista di Carbonia, Francesco Carta (Oristano), Pierluigi Mulliri (Nuoro), Franco Cordoni (Sassari) e Agostino Bifulco (Gallura). Tutti loro, ma anche Antonio Carzedda, consigliere provinciale di Nuoro, Ciriaco Davoli e gli altri delegati si sono pronunciati sulle scelte nazionali. Per tuffarsi fra qualche mese in un congresso regionale che si annuncia carico di novità, come prevede con fare sornione Marco Ghinolfi, assessore comunale a Monserrato.


    G.G

    L'unione Sarda 09 aprile 2002
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





 

 

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