Si fermano gli ospedali, medici in sciopero
Saltano tutte le attività di ambulatorio. Garantite solo le emergenze. Protesta contro un emendamento in Finanziaria che toccherebbe l'assegno di esclusiva. All'agitazione non aderisce il Cimo.
ROMA - Sale operatorie inattive e deserte. Stop alle analisi e alle visite ambulatoriali. Emergenze a parte (vale a dire tutto ciò che ruota attorno al pronto soccorso), gli ospedali italiani oggi potrebbero fermarsi, per sciopero. Secondo le previsioni saranno 92mila i camici bianchi, tra medici e altro personale del servizio sanitario pubblico, che incroceranno le braccia. Tutti quelli che aderiscono ai sindacati Anaao-Assomed (dirigenti ospedalieri), Civenp (veterinari), Snabi-Sds (dirigenti sanitari) e Umpsped.
Nel mirino dell’agitazione un emendamento in Finanziaria che andrebbe a ritoccare la riforma Bindi del ’99. E in particolare l’indennità riconosciuta ai medici che svolgono attività “esclusiva” nel servizio pubblico.
Sarà quindi una giornata molto difficile negli ospedali: a forte rischio visite in ambulatorio, radiografie prenotate, interventi che non rappresentino un’emergenza, visite specializzate. A causa dell'adesione dei veterinari, si fermano anche i mercati all'ingrosso di pesce e carne per impossibilità di effettuare i controlli obbligatori.




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