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Ancora?
by Marco Tarchi Wednesday December 18, 2002 at 110 AM


Ancora questa discussione? Ma a cosa vi serve? A far passare per "fascista" un convegno di studi in cui nella stessa sessione di studi abbiamo parlato io, Gianfranco Pasquino (già senatore della Sinistra indipendente, ordinario di Scienza Politica a Bologna) e Stefano Folli (commentatore politico del "Corriere della Sera", e nelle altre una serie di docenti universitari, politologi e storici (Paolo Nello, Giuseppe Parlato, Arduino Agnelli, Pietro Neglie ecc.) che non hanno niente a che vedere con l'azione politica e le ossessioni che, a quanto pare, volete connetterle?
E poi, di nuovo, a che serve inventarsi tutta una serie di falsità ("aquilotti romani" su riviste che dirigo? C'è, sì, un'aquila su un disegno di copertina del numero più recente di Diorama: simboleggia gli Usa "imperiali" che stritolano il resto del mondo. Fascismo???; "vicino ai radicali"? Ma quando mai... Mi dispiace per voi, ma i miei voti degli ultimi anni sono andati decisamente più a sinistra...)? A trasformarmi in uno spauracchio? Mah, sai che risultato.
Il mio passato è noto. Certo che ho collaborato a organizzare i campi hobbit del 1977 e del 1980: cosa credete che fossero? Vi bevete le sciocchezze sui "campi paramilitari"? Erano incontri interni all'organizzazione giovanile del Msi di allora, in cui si cercava di far passare di mente ai coetanei le fobie viscerali e le tentazioni autoritarie e violente. Non ci credete? Bene: leggetevi il libro del 1982 ("Hobbit/Hobbit", LEdE: nelle biblioteche si trova) che parla di quelle esperienze. Esperienze finite da un pezzo. Chi non è razzista e non pensa che le idee politiche siano geneticamente radicate, può anche capire che in quasi VENTIDUE anni di riflessioni il mondo si può vedere in modo diverso.
Ringrazio chi si è letto "La paura e l'arroganza" e mi giudica per quello che scrivo e penso, non per pregiudizi intrisi di odio insensato. Ma va benissimo anche leggersi "Cinquant'anni di nostalgia" (Rizzoli), che ho usato un anno per un corso sui partiti politici (per i non frequentanti). Basta poco per rendersi conto che: a) è un testo scientifico; b) che esprime posizioni critiche sulla destra italiana, neo- e post-fascista. Ma a quanto pare a qualcuno (molti?) piace leggere solo copertine. Qualunque mio studente può constatare da quello che scrivo e dico ciò che penso. Mi dispiace - credeteci o no - che si preferisca affidarsi a pregiudizi. Non serve a nessuno. Mentre c'è chi va a testa bassa contro i mulini a vento, altri fanno danni seri. Sta per iniziare una guerra egemonica contro l'Iraq. Forse sarebbe il caso di occuparsene di più, lasciando perdere questi effluvi di bile. O no?
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Spero che tanti sloganisti facili riflettano sulle casarinate che affastellano.