Hey... Babbo Natale,
è la seconda volta che ti scrivo una lettera e sono anche un po’ arrabbiato perché a quella di un anno fa non ho ricevuto risposta ne ciò che ti chiedevo è mai arrivato: forse ti ho chiesto l’impossibile e come tale è rimasto: la rabbia è solo mia.
Sono un po’ stanco di pensare che in questo giorno tutto debba andare per forza bene, tutti debbano essere necessariamente sereni, felici e contenti; perché poi così non è mai stato e sono anche stanco di immaginare progetti di solidarietà e fratellanza validi solo ventiquattrore. Per tanti che in questo giorno festeggiano una festa, altri non la festeggiano; per molti che gioiscono, altri piangono; per molti che nascono, tanti altri muoiono: nulla si ferma, niente cede il passo.
Il 24 dicembre di qualche anno fa andai a salutare un amico ricoverato per accertamenti in un istituto per tumori e quel giorno sbagliai a premere il pulsante del piano giusto in ascensore così mi ritrovai ad uscire in un reparto del quale ignoravo l’esistenza; riservato ai bambini ammalati di tumore. C’era un silenzio irreale tra quei bambini di ogni età, il silenzio della speranza perduta, volata via. Tu non c’eri, caro Babbo Natale, e se anche da una parte c’era un bellissimo albero addobbato e ricco di infinite luci, tu mancavi.
Mi dirai “io c’ero, perché io ci sono sempre” e forse hai anche ragione ma spesso è molto difficile crederlo e continuare a crederci. Chissà, forse, quel giorno eri già passato da quelle parti o dovevi ancora arrivare, forse ero io fuori orario ma la rabbia che avevo dentro nel vedere quei corpicini ridotti ad un insieme di file, tubi, sensori, bende non me la sono dimenticata, me la porto ancora dentro e si accresce ogni volta che innocenti si trovano a perdere la vita per colpe altrui o per violenze inaudite dettate dagli impulsi più assurdi che le menti di pochi possono concepire.
Non si può essere buoni solo in un giorno. E’ come se un assassino uccidesse ogni giorno dell’anno e nel giorno di Natale si fermasse espiando così tutte le colpe commesse.
E’ uno strano mondo quello nel quale mi ritrovo a vivere: talvolta vorrei non esserci, altre non potrei farne a meno, altre ancora non comprendo il senso degli eventi e non riesco ad adattarmi perché ho sempre creduto di essere l’artefice del mio destino ma più passa il tempo e più mi convinco del contrario.
“… io ricevo lettere con richieste di regali…” , so che lo pensi ed è anche questo il modo giusto perché nell’immaginario di chi lo desidera tu resti vivo e sia così per tutte le notti che verranno nei secoli futuri, ma io non voglio chiedere nulla per me. Sai che ho già tanto? Sono ricco, non come puoi pensare in denaro ma in qualcosa che per me è più importante dei soldi.
Ho l’amicizia di tutti in questo sito e pur se virtuale ogni giorno ci incontriamo e scambiamo le nostre opinioni non sempre in accordo ma sempre rispettose e aperte. Forse penserai che è davvero poca cosa, ma credimi, che per me è tantissimo.
Facciamo un accordo: tu mi prometti che ascolterai il loro cuore e cercherai di accontentare i loro desideri ed io prometto che potrai chiamarmi ogni volta che ti serviranno due braccia forti per caricare regali sulla slitta. Se puoi regala loro un giorno di tranquillità e serenità con le loro famiglie o con le loro solitudini.
A quei bimbi e con essi alla sofferenza vorrei chiedertelo non solo per un giorno.
Accordo fatto?
Si dice Buon Natale a Babbo Natale?
… è tutto!
P.s. ... se caso mai la incontri... dalle un bacio per me.




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