Il nuovo tecnico, subito contestato da una frangia di tifosi, propone la sua ricetta per riportare in alto la squadra bolognese.
BOLOGNA, 27 dicembre 2002 - Succede di tutto nel giorno dell'investitura di Valerio Bianchini come nuovo coach della Virtus. Il presidente lo ha eletto il giorno di Natale, un regalo che però i tifosi respingono. Una decina di ex abbonati, delusi e un po' scomposti, irrompono nella conferenza stampa di presentazione del Vate ricusandolo come allenatore della V nera, gli gridano: "Non ti riconosceremo nel ruolo di coach della Virtus, non hai mai portato rispetto per la V nera e per Bologna. Ti odiamo da 30 anni". Bianchini intanto aveva già introdotto la sua nuova missione: "Quella di aiutare Bologna, che ho sempre definito un'utopia non esportabile altrove, a ritrovare la sua centralità nel basket italiano. Occorre un'alleanza Virtus-Fortitudo per riuscire a scacciare la crisi di Basket-city che poi è la crisi della nazione. Con entusiasmo e con senso di servizio accetto l'offerta prestigiosa del presidente Madrigali, l'obiettivo immediato è di proporre il derby bolognese alle finali di coppa Italia a Forlì. Il derby è infatti l'apoteosi del nostro movimento, quello che ha trainato le positività presenti in altre piazze. Dobbiamo impedire che l'utopia muoia". Bianchini è un fiume in piena: "Ai tifosi che adesso mi contestano dico che ho sempre interpretato il mio ruolo come un soldato di ventura che ha dato e dà tutto se stesso per i colori che indossa. Le mie polemiche più forti le ho rivolte contro Milano non certo contro la Virtus". Una dedica al predecessore: "Sono uscito dal colloquio con Tanjevic più carico di prima. Boscia è una persona straordinaria, mi ha incoraggiato sostenendo che questa Virtus può crescere molto. Gli auguro di allenare la nazionale slava". Non ha paura del lavoro che lo attende: "La vecchia guardia deve stimolare e assorbire la nuova. Lo sfogo di Smodis va letto in questo modo. Verso Pesaro non toccherò nulla, farò verifiche sul gruppo e, trovata una diagnosi, adotterò la terapia necessaria. Ma per ora non ho chiesto interventi di mercato. Intanto arriva come terzo allenatore Andrea Gavrilovic, un giovane che fungerà da scout e nei rapporti con gli Usa". Madrigali appare sereno, come se si fosse tolto un grosso peso dallo stomaco: "Pensavo da tempo a Bianchini come l'unica soluzione per risolvere i nostri problemi che riguardano una classifica indecorosa - argomenta il presidente -. Ci siamo accordati il giorno di Natale e stamane l'ho comunicato a Tanjevic e alla squadra. Mi spiace per Boscia, una grande persona, onesta e capace, c'erano altre possibilità d'intervento ma lui non voleva che si colpissero i giocatori. Con noi ha due anni di contratto, ci metteremo d'accordo per il futuro. Ho scelto Bianchini perché ci voleva un esterno che avesse entusiasmo e non fosse coinvolto dal vissuto di questa situazione , la soluzione del vice Consolini non era corretta nei suoi confronti: Giordano sarà capo allenatore prima o poi ma sarà giusto, quando verrà il suo momento, che cominci la stagione con la sua squadra e non con quella fatta da altri".




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