Intervistato da Giancarlo Perna sul "Giornale" del 24 dicembre, Vittorio Mathieu si dichiara prima plotiniano, sostenendo che le Enneadi contengono tutto ciò che conta, poi, alla domanda se si consideri un filosofo cattolico, risponde che cattolico lo è, ma che "filosofo cattolico" equivale a "ciclista cattolico", cioè è un nonsenso. Ora, a parte il fatto che Bartali si dimostrava "ciclista cattolico" se non altro nel rifiuto delle "bombe", perché mai "filosofo cattolico" dovrebbe essere un nonsenso? Il filosofo cattolico (definizione che certo Michele Federico Sciacca, Maria Adelaide Raschini o Sofia Vanni Rovighi non avrebbero rifiutato) dovrebbe essere fedele al Magistero. Invece l'asserita fede plotiniana, cioè gnostica (lo gnosticismo di Plotino è stato dimostrato da don Ennio Innocenti contro lo stesso Mathieu e contro Giovanni Reale), esclude l'adesione al cattolicesimo. Quindi Mathieu non solo non è un "filosofo cattolico" ma non è nemmeno cattolico.




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