Tratto da ORION
CON IL DISCORSO DEL 24 GIUGNO SCORSO, è NATO IL "BuSharonismo", DOTTRINA DI POLIZIA ETNICA ANTI-ARABA CHE PRENDE UFFICIALMENTE IL POSTO DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA IN MEDIO ORIENTE
di Arkan Crkovic
La stampa addomesticata (attenzione questa non è una tautologia) dell'Occidente non ha dato molto rilievo al discorso sulla crisi mediorientale tenuto da Bush al mondo lo scorso 24 giugno.
George W. non parla molto, forse non più dei suoi predecessori, ma certo non meno di loro e i filtri mediatici ci hanno abituato da tempo a riassunti edulcorati del Bush-pensiero che riducono ogni esternazione presidenziale ad una marmellata globalista di universale spalmabilità.
Il fatto è che il discorso del 24 giugno costituisce la proclamazione della posizione ufficiale di Washington sul Medio Oriente e non è riconducibile soltanto al sentire personalissimo di quello che, per riportare soltanto le espressioni più gentili, è stato definito come " un comico, una barzelletta, un ubriacone perso nel suo mondo etilico, un imitatore di Caligola, un cieco che segue un cane cieco, un opportunista, un pilastro del Likud, un razzista, un fanatico, lo stuoino davanti alla porta di Israele, un criminale innamorato della guerra e un guerrafondaio"(Ahmed Amr, IMAGINE IF GEORGE BUSH HAD AN IMAGINATION, http://www.nileMedia.com - 30/06/2002).
L'impressione che si ricava dalle parole di Bush è che il livello della politica estera statunitense abbia conosciuto momenti migliori: più che di acquiescienza nei confronti di Israele, si potrebbe parlare di complicità col governo di Sharon, se non addirittura di subordinazione ad esso.
Il che, tuttavia, presenta dei risvolti interessanti dal punto di vista culturale dell'umanità, se è vero che proprio grazie a quest'ultimo sbandieramento della grande armonia che regna fra il giovane George e il grosso Ariel la lingua araba sembra arricchirsi di nuove parole: "i giornali del Cairo parlano di BuSharonismo, una dottrina di pulizia etnica. E un altro termine è SioAmericanismo, ad indicare un particolare tipo di globalismo proprio del Medio Oriente e dominato dalla lobby ebraica (Ahmed Amr, art.cit.).
Peccato che l'immaginificità linguistica non tolga un grammo alla violenza brutale che sta devastando la già martoriata Palestina.
Ma nell'acuta analisi di Bush:"Non è l'occupazione il problema. Piuttosto l'agitazione palestinese per la libertà è la vera causa di tutta la violenza. La brutalità di Sharon non è un ostacolo alla pace. E' la mancanza dell'acquiescenza di Arafat nei confronti di ogni capriccio del governo Sharon"(Ahmed Amr, BUSHARONISM 101, WHAT EVERY ARAB SHOULD KNOW, http://www.nileMedia.com - 14/07/2002).
Visione, questa, comunicata al mondo ed imposta per ogni dove dalla potenza mediatica americana, in un'apoteosi di manipolazione e criminale travisamento della realtà.
Contrastare quella che, con eufemismo un pò ottuso, potremmo continuare a chiamare propaganda americana è possibile: solo che in Occidente (Europa e Usa) non abbiamo giornalisti tanto coraggiosi da scrivere cose come queste:
"...Quello che tutti gli arabi dovrebbero sapere è che George Bush ha una dottrina nuova, sviluppata congiuntamente al placet di Sharon, Netanyahu e Sharansky. La nuova dottrina è stata chiamata BuSharonismo e si basa sulla semplice premessa che gli ebrei del Medio Oriente sono infinitamente più importanti degli arabi mussulmani e cristiani del Medio Oriente. Questa dottrina permette agli assassini israeliani d'irrompere nelle città e nei villaggi palestinesi, riversandovi indisturbati la loro chiassosa violenza, distruggendo, uccidendo e mutilando. Tutto quello che Sharon deve fare è descrivere tali azioni come 'misure di sicurezza' e l'Amministrazione Bush gli darà carta bianca per polverizzare i nativi. ... Nessun presidente americano è ma stato esplicito come Bush nel manifestare il suo aperto disdegno per gli arabi. Il giorno dopo aver pronunciato il suo discorso ha definito i Palestinesi una 'società corrotta'. Nonostante la chiarezza della nuova dottrina del BuSharonismo, parecchi esperti stanno ancora frugando tra le righe del discorso alla ricerca di segnali 'positivi'. Attualmente la West Bank è divisa in 220 zone isolate che vivono in un clima di sistematica caccia all'uomo, sottomesse ad un continuo coprifuoco che permette alle truppe di Sharon di terrorizzare in continuazione i civili palestinesi. Ogni singola bara palestinese ora reca un sigillo presidenziale di approvazione. E i governi arabi stanno ancora annusando alla ricerca di segnali positivi. Perchè gli arabi rifiutano di accettare la realtà del BuSharonismo? Il Presidente degli Stati Uniti non sta lavorando per una pace da realizzare adesso. La giustizia e la lealtà non rientrano nel suo vocabolario politico. I diritti umani non trovano posto nella sua agenda. I diritti civili dei Palestinesi e la loro libertà sono cose lontanissime dalle sue preoccupazioni quotidiane. George Bush pensa di essere la reincarnazione di ANDREW JACKSON(1767-1845, 7° presidente degli Usa chiamato dagli indiani COLTELLO AFFILATO, durante la sua carriera militare insieme ai suoi soldati aveva trucidato migliaia di Cherokee,Chickasaw,Chocktaw,Creek e Seminole. Con l'emanazione nel 1830 di una legge che relegava tutti i Cherokee,Chickasaw,Chocktaw,Creek e Seminole in un ampio distretto ad ovest del Missippi, JACKSON fu l'iniziatore della politica di sradicamento e concentramento in riserve dei nativi americani sopravvissuti ai massacri), che si fece un nome come 'assassino di indiani'. Bush non ha nessuna difficoltà ad abbracciare uno psicopatico pervertito come Ariel Sharon che quotidianamente aggiunge qualcosa alla sua reputazione di 'assassino di arabi'. Il BuSharonismo è una dottrina che crede che l'unico modo di confrontarsi con gli arabi stia nell'infliggere loro un dolore tale da lasciare cicatrici ben visibili, nel tenerli sotto pressione e nell'utilizzare punizioni collettive per assicurarsi che ad ogni palestinese venga inflitta una ferita da ricordare. ... Non bisogna mai dimenticare la ragione per cui George Bush può abbracciare un assassino come Sharon. Il fatto è che lui non attribuisce alcun valore alla vita delle sue vittime palestinesi. In fondo, questo Sangue Blu Yankee ha qualche problema con chi non è di origine europea. Nella sua famiglia Bush Senior si riferisce ai suoi nipotini di origine latina come ai 'morettini'. Quello che tutti gli arabi dovrebbero sapere è questo: non tocca a loro offrire soggiorni terapici in qualche buona clinica ad ogni bigotto sangue blu yankee che si pavoneggia sul loro prato con i suoi stivali texani per calpestare tutti i diritti che il loro Dio gli ha dato da vivere da uomini liberi. Trattare un nano intellettuale come Bush con rispetto potrà soltanto incoraggiare questo ( censura) a rinfocolare la sua storia d'amore con quell'assassino di massa seriale che è Ariel Sharon - Ahmed Amr, BUSHARONISM 101, What every Arab Should Know, http://www.nileMedia.com, 14 luglio 2002).
Al di là delle parole, questi sono i fatti non le idee confuse farfugliate da Bush e riprese dal resto del mondo occidentale cosiddetto civile, che sembra aver perso ogni residuo di senso critico.
Ed è con questa realtà - brutale, sanguinosa, intollerabile - che dobbiamo fare i conti, perchè con essa li fanno - da oltre mezzo secolo - i nativi palestinesi per i quali morire da suicidi non è nè meglio nè peggio che morire da martiri, visto che comunque la morte sembra essere l'unica certezza di un'esistenza alla mercé dei capricci di un ubriacone e/o di uno psicopatico.
Allo stato attuale delle cose, i Palestinesi non hanno scelta.
Noi, invece, SI: quello che non abbiamo, forse, è il CORAGGIO di schierarci - poca cosa, di fronte al coraggio di morire per continuare a vivere sulla propria Terra.




) a rinfocolare la sua storia d'amore con quell'assassino di massa seriale che è Ariel Sharon - Ahmed Amr, BUSHARONISM 101, What every Arab Should Know,
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