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" Il Sole 24 ore del 03/01/2003
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Lo scatto di dicembre / L'avanzo record del mese scorso (+22,5 miliardi) abbatte il fabbisogno annuo a 25,1 miliardi (contro i 33,5 del 2001)
Conti pubblici, sprint positivo a fine 2002
Il Tesoro: e' il risultato del decreto taglia-spese e della cartolarizzazione degli immobili - Le una tantum incidono per circa 15 miliardi
Luigi Lazzi Gazzini
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ROMA - È stato di 25,1 miliardi di euro il fabbisogno annuo di cassa del 2002. Un risultato migliore di ogni più rosea previsione, accolto con grande soddisfazione dal ministero dell'Economia. Il mese di dicembre, da solo, ha contribuito con un avanzo record di 22,5 miliardi a contenere un passivo che sembrava, nel corso dell'anno, destinato a travolgere l'obiettivo di 32,6 miliardi fissato dal Governo. Che, invece, è stato abbondamentemente conseguito. Ancora a ottobre scorso, il fabbisogno accumulato nei 10 mesi sfiorava i 50 miliardi.
Il deficit di cassa del settore statale, dunque, è stato nel 2002 sensibilmente inferiore ai 33,5 miliardi del passivo del 2001. Dicembre 2001 fu in avanzo di poco più di 12 miliardi, anche perché dal totale venne eliminato il gettito delle cartolarizzazioni immobiliari cadute sotto la censura di Bruxelles.
Un risultato positivo, dunque, quello del 2002, che il direttore generale del Tesoro Domenico Siniscalco attribuisce anche alla proficua collaborazione instauratasi tra lo stesso dipartimento del Tesoro, la Ragioneria generale dello Stato diretta da Vittorio Grilli e il dipartimento delle Entrate, ma che non permette in alcun modo di abbassare la guardia sul fronte dei conti dello Stato. E che, anzi, costituisce la necessaria premessa a nuovi sforzi di contenimento permanente del passivo di bilancio, da perseguire in primo luogo con interventi sulla spesa corrente .
Infatti, alla riduzione del deficit di cassa, riduzione che soltanto in parte (forse meno della metà) potrà riflettersi anche sul conto di competenza delle pubbliche Amministrazioni, quello che rileva per il rispetto del patto di stabilità europeo, hanno contribuito in maniera molto significativa operazioni non ripetibili.
Misure che i tecnici preferiscono definire " interventi sullo stato patrimoniale " ma che, proprio per questo, esauriscono i loro effetti sul saldo annuale nel momento in cui vengono compiute. E che debbono dunque essere rinnovate ogni anno, almeno fintanto che non vengano sostituite con misure definitive.
A quanto ammontano le correzioni non permanenti che hanno concorso a contenere il deficit di cassa del 2002? Un conteggio approssimativo permette di stimarle superiori ai 15 miliardi di euro. È appena il caso di indicare che, senza quegli interventi, il fabbisogno di cassa sarebbe risultato intorno ai 40 miliardi. Con un ulteriore, marcato aggravio sull'anno precedente.
Ecco un elenco sommario di quelle che, un po' banalmente, si possono definire misure una tantum: la recente cessione di crediti da parte della Cassa depositi e prestiti ha contribuito per 3,5 miliardi (la nota diffusa dall'Economia la cifra in 3,2 miliardi). L'operazione Scip2 di cartolarizzazioni immobiliari effettuate nel rispetto di criteri di trasferimento del rischio imposti dalla Unione europea ha contato per altri 6,5 miliardi. Scip1, cioè la precedente cartolarizzazione, ha contribuito a sua volta con circa 2,4 miliardi grazie alle vendite di immobili pubblici proseguite nel 2002 dopo che i rilievi di Eurostat hanno costretto a riportarle a nuovo dal 2001 all'anno appena terminato. Ancora: il decreto legge di fine anno e le altre misure (tra cui quelle sui concessionari delle imposte) susseguitesi nel corso del 2002, valgono altri 3 miliardi circa. Totale, 15,4 miliardi.
Passando alle altre correzioni, di 4 miliardi circa sarebbe il frutto del monitoraggio sulla spesa nonché del decreto 194 che permette di tagliare i pagamenti quando il deficit tenda a scappar di mano.
Il provvedimento taglia spese mostra una discreta efficacia e promette una (relativa) permanenza dei suoi effetti: spese correnti cadute sotto la mannaia dal ragioniere generale non dovrebbero, soprattutto se disposte in virtù di mandati scaduti, ripresentarsi in gennaio. In precedenza, mandati scaduti venivano onorati ben dopo la fine dell'anno cui si riferivano. La speranza è dunque che il mese appena iniziato non registri il consueto rimbalzo del deficit di cassa per via dei trascinamenti dall'anno precedente operati, come accadeva in passato, a scopo di abbellimento contabile .
La nota ministeriale aggiunge altre ragioni a spiegare come si sia ottenuto il risultato: l'onere degli interessi sul debito pubblico è calato nel corso del 2002, così da determinare un risparmio di 800 milioni. Anche la tenuta delle entrate ha aiutato: quelle da delega unica appaiono in linea con le previsioni. Secondo altre fonti, il gettito sarebbe risultato di circa 3 miliardi superiore alle attese . "
Saluti liberali




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