questa è cattiva....
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questa è cattiva....
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Io non ho mai fatto cosacce con un ciccione vestito di rosso e una scpoaOriginally posted by O'Rei
ma non sei te la Befana?![]()
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...


Originally posted by Unheimlich
Io non ho mai fatto cosacce con un ciccione vestito di rosso e una scpoa...
ALLORA HO CAPITO CHI E'!!!! E' PENSIERO!!!!
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Sarà un capo di vestiario facista...Originally posted by Franti
Come cazzo è il vestito alla romana?![]()
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Non si insultano le giovini fanciulle, ricordati quel Cecco dell'Angiolieri, "S'i' fosse Cecco, com'i' sonoOriginally posted by O'Rei
ALLORA HO CAPITO CHI E'!!!! E' PENSIERO!!!!
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e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: le vecchie e laide lasserei altrui"...


Non per niente era senese, Cecco...![]()


Originally posted by ARI6
Sarà un capo di vestiario facista...![]()
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, bisogna indagare


mih... e uno che si chiama cecco altro non puo' essere che senese de'.
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Mmmm, mica vero sai: è universalmente nota la barzelletta riguardane Cecco di Gavorrano (GR).Originally posted by Jaki
mih... e uno che si chiama cecco altro non puo' essere che senese de'.
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Tiè![]()


I bambini e i forumisti del fondoscala sicuramente non sanno la straordinaria complessità etno-antropologica che sovrasta la figura della nonnina che la notte tra il 5 e il 6 gennaio dopo aver volato a cavallo di una scopa s'infila nel camino per recare dolci, frutta secca e doni. Qualcosa invece doveva saperne Shakespeare, autore della Notte dell'Epifania o Dodicesima Notte (1599). Compitando sulle dita è proprio di 12 giorni la distanza temporale che intercorre tra la notte di Natale e il giorno dell'Epifania.
Il tema, apparentemente secondario ha invece grande rilevanza etnologica,e sono tanti i significati volteggianti attorno alla vecchia un po' nonna e un po' strega. Tra i possibili significati cabalistici (dodicesima notte dopo il solstizio d'inverno e dunque contrapposizione di una festa " lunare" a una "solare") e magico-astrali (i Re Magi, la stella cometa), la festa è probabilmente un lascito dell'antichissimo culto dell'antenato, proveniente dall'Asia Minore e diffusosi in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre. La figura della Befana viene saldamente ancorata alla credenza dell'antenato che ritorna a trovare i superstiti attraverso il foro praticato sui tetti e che serviva da accesso alle abitazioni oltre che alla fuoriuscita dei fumi del focolare e del forno. Gli scavi a Catal Hüyük, odierna Turchia, mostrano le case prive di porte alle quali si suppone si accedesse con scale ritraibili dalla sommità.
Sul fatto poi che il termine Befana sia corruzione popolaresca dell'originario latino epiphania e greco epiphaneia (apparizione di Cristo ai Re Magi) si è discusso ampiamente. E' possibile infatti prospettare un «trattamento etrusco» della medesima e dunque l'esistenza di un termine preesistente all'epoca tardo imperiale latina da riconnettere alle dee anatoliche e mesopotamiche Baba (Baba Yaga) e Buba e ad una fortuita omofonia col termine Epifania.
Naturalmente grazie a Shakespeare e alla sua dodicesima notte, esistono 12 versioni della filastrocca, che vado ad elencare:
Prima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana:
Viva, viva la Befana!
Seconda versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!
Terza versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col cappello alla romana:
Viva viva la Befana!
Quarta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
da regalare ai bimbi buoni
Quinta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la scopa di saggina:
viva viva la nonnina!
Sesta versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
se ne compra un altro paio
con la penna e il calamaio.
Settima versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
viene e bussa alla tua porta
sai tu dirmi che ti porta?
Ottava versione
La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte;
viene, bussa e scappa via,
la befana è mamma mia.
Nona versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
il suo sacco è pien di toppe
e le ossa ha tutte rotte.
Decima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
il vestito trulla là, la Befana:
"Eccomi quà!!!"
Undicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
con la gerla sulle spalle
e le calze rosse e gialle.
Dodicesima versione
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
s'è scucita la sottana:
viva, viva la Befana!
(in formazioni tratte da "Una Casa Senza Porte" - C. e L. Manciocco, Melusina Editrice, 1995)