Zorro contro Berlusconi: la sfida del 2003


di Diego
Gabutti

Brutte notizie per il Cavaliere
E' finito anche lui nel mirino dei vendicatori zapatisti
Marcos l'ha inserito tra i nemici del pueblo
Ma la sinistra italiana è pronta alla revoluciòn?
Sarà il Subcomandante Marcos, vindicator escondido e supereroe di scuola guevarista, a chiudere il conto a Silvio Berlusconi, il supercriminale liberaldemò, per conto dei popoli oppressi e nel segno di Zorro? È quanto lascia intendere il postscriptum al messaggio di Capodanno che l’X Man del Chiapas ha indirizzato ai suoi nemici: P.S. para Berlusconi: no te rias, requerda che todos los caminos llevan a Roma.

Non rida, Berlusconi, ma ricordi che tutte le strade portano a Roma, come ha dovuto imparare, col tempo e le urne, persino Umberto Bossi. Stia dunque in guardia, il Cavaliere, e veda di regolarsi, ché la lega zapatista della justicia, dopo aver cazziato per lungo e per largo l’intero gobierno spagnolo nel nombre del popolo basco, notoriamente tra i più oppressi e desconsolados del pianeta, non dimentica neppure il nostro centrodestra, che tiranneggia le masse italiane col conflitto d’interessi, le scarpe troppo generose di tacchetto e le fotografie con los cuernos.

Era inevitabile che Berlusconi, trasformato da Striscia la notizia nel Cavaliere Mascarato, un metaumano dotato di superpoteri liberisti e plutocratici, tra cui le "gonadi rotanti" e le "chiappe a fisarmonica", dovesse scontrarsi prima o poi con i suoi simili, metaumani come lui: los superhombres incappucciati della resistenza all’economia (tre volte asesina) di mercado. Vero che il Subcomandante Marcos, nel suo messaggio ai popoli europei che languono sotto el talón de hierro del capitalismo global, mette l’Italia oppressa da Berlusconi in fondo al mazzo, dopo la Spagna aznarista e la Francia dei "sans papiers", addirittura dopo "la Grecia ribelle". Ma è inevitabile, de nuevo, che la sua annunciata "marcia zapatista" attraverso "l’Europa sociale" finisca per trasformarsi in una Marcia su Roma, che rimane un incontrastato modello di sovversione riuscita per tutti los revolucionarios del pianeta, destri e sinistri, incappucciati e non. Dunque Berlusconi prepari la kriptonite e attenda a pié fermo l’asalto.

In Italia, dopotutto, "ci sono tanti zapatisti quanti in Messico", spiega il Subcomandante Marcos, che in politica non è meno ottimista del Cavaliere Mascarato, el suyo mayor enemigo. Marcos pensa en positivo e, insieme ai baschi, insieme ai "sans papiers" di Francia e ai "greci ribelli", arruola nella sua lega dei supereroi anche l’intera opposizione italiana. Metterà un cappuccio a Nanni Moretti e Cofferati, a Bertinotti e Rosy Bindi, all’intero "correntone" diesse e ai pacifisti di stretta osservanza saddamita, forse anche al Papa e agli ospiti de respeto del "Maurizio Costanzo Show". Può darsi che lo stesso D’Alema e i suoi spider men riformisti gettino finalmente la spugna, s’infilino una maglietta con la faccia guapa di Che Guevara e si rassegnino una volta per tutte a far parte dell’unica sinistra per ora possibile in Italia: la sinistra sedicente etica, impotente ma fracassona.

Sta agli zapatistas italiani scegliere tra il messaggio di Capodanno del Presidente Ciampi, che invita le forze politiche di dx e di sx a farla finita con la guerra civile per finta, e il messaggio di Capodanno del Subcomandante Marcos, che invece incita a replicare questa miserabile commedia (dove ciascuno è Lex Luthor a ogni altro) all’infinito e senza sosta. Tra la revolución zapatista, che vorrebbe messicanizzare la nostra scena politica, e la buona vecchia italian way of life nella quale ci riconosciamo volere o volare, e che è già fin troppo mejicana per i nostri gusti, per intanto s’erge una sola linea di difesa: el Caballero Mascarato e la sua supersquadra de gobierno, Girolamo Sirchia compreso. Questo per dire como siamo ridotti.


Ma il Sub da noi cosa vuole????????