Cari amici, anni fa mi recai per un viaggio nel nord dell'Europa.
Durante il viaggio feci una sosta non programmata ed ebbi la fortuna di visitare la bellissima e grandiosa cattedrale di Colonia, città tedesca.
Pare che la cattedrale, costruita in stile gotico, sia la più grande del il mondo; certamente i due campanili che le fanno da contorno, alti 138 metri ciascuno, rendono maestosa e imponente questa meraviglia della cristianità.
Essendo in quell'occasione alquanto impreparato, come un qualsiasi turista occasionale, non ero a conoscenza che tra i tesori conservati all'interno della cattedrale vi fosse, posto sull'altare maggiore, uno strano sarcofago avente una foggia strana.
Con mia grande ammirazione e stupore appresi che mi trovavo di fronte alla tomba dei re magi.
Alla notizia rimasi estasiato e assorto in preghiera, io infimo peccatore, di fronte alla grandezza di questi tre santi che hanno avuto il privilegio di baciare e adorare il bambino Gesù appena nato.
Vorrei perciò ricordare qui queste tre meravigliose figure che i più conoscono soltanto per averne collocato, nel presepe di casa, le statuine che li raffigurano.
In Italia la venerazione verso i re magi non è molto sentita, mentre in Germania e nei paesi nordici in generale, il culto ai santi re magi è molto vivo e sentito nelle tradizioni popolari.
C'è un motivo e risale al medioevo.
Sperando che la venerazione per questi re santi sia ripristinata anche da noi, vi propongo la storia del viaggio dei re magi da Milano a Colonia, chiedendo ai tre re magi di pregare per tutti noi.
Buona epifania.
Bellarmino
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Il viaggio dei Re Magi – Milano/Colonia, A.D. 1164
L’ultima notizia certa che abbiamo circa i Re Magi ci informa che, dopo aver trovato Gesù Bambino, per altra strada ritornarono alle loro terre: è quanto ci dice Matteo, l’unico degli evangelisti che parla di questi personaggi fornendoci le poche informazioni certe che abbiamo al loro riguardo. Matteo tuttavia non ci dice da dove venivano, limitandosi a parlare di “oriente”, quanti erano, come si chiamavano, come seppero che quella stella era la “sua” stella, per usare l’aggettivo che compare nel testo evangelico.
Sui Re Magi sorsero ben presto leggende e tradizioni sulla cui veridicità e sui fondamenti delle quali non abbiamo né certezze né indizi sicuri: non possiamo tuttavia liquidare questo patrimonio di notizie come infondate tout court , perché la loro antichità e certi aspetti di plausibilità ce le fanno apparire quanto meno probabili o verosimili.
Fu Giovanni di Hildesheim, carmelitano che scrisse fra il 1364 e il ’75 la Historia Trium Regum, a raccogliere in questa opera il compendio di quanto era stato accolto nella cultura europea della vastissima letteratura più o meno fantasiosa sui Tre Re. Circolarono così nella cristianità i nomi dei Re Magi, le loro età, i loro paesi di origine e soprattutto le loro vicende, o presunte tali, dopo il loro ritorno in oriente. Si racconta, infatti, che questi personaggi, folgorati dalla manifestazione divina nella stalla della Natività, tornati ai loro paesi vissero cristianamente e quando S. Tommaso andò a evangelizzare i popoli orientali li incontrò, li battezzò e li consacrò vescovi nelle rispettive comunità. I tre vescovi vissero a lungo e alla loro morte, avvenuta a brevissima distanza l’uno dall’altro, furono sepolti insieme e poco dopo proclamati santi.
Durante le sue ricognizioni in Terra Santa, S. Elena, madre dell’imperatore Costantino, oltre ad aver ritrovato i legni della vera Croce e il luogo della crocifissione, ebbe anche la ventura di ritrovare le sepolture dei Re Magi, i cui corpi incorrotti furono traslati a Costantinopoli nella basilica di S. Sofia.
Sicuramente prima del VII secolo queste reliquie furono portate a Milano, in seguito alla donazione che l’imperatore di Bisanzio fece al vescovo milanese Eustorgio. Il viaggio di queste reliquie, avventuroso e per certi aspetti miracoloso, si concluse con la loro collocazione nella basilica milanese che poi prese nome di S. Eustorgio e che da tempi antichissimi era chiamata la chiesa dei Santi Re.
Siamo entrati ormai nel campo delle notizie storiche. La permanenza a Milano delle reliquie dei Tre Re durò fino al 1164, anno in cui Federico Barbarossa, dopo aver distrutto la città, la volle ulteriormente punire e umiliare privandola dei santi cimeli. L’imperatore dette ordine al suo cancelliere Rainaldo di Dassel, vescovo di Colonia, di trasportare in Germania le sante reliquie e di collocarle nel duomo di Colonia. All’imperatore non premeva solo il possesso delle reliquie, ma stava a cuore soprattutto nobilitare le sue terre di origine con la presenza di un sicuro richiamo devozionale e indirettamente legittimare la sua autorità con il controllo diretto sulla chiesa in cui erano conservati i corpi dei primi santi re della cristianità.
Il viaggio di Rainaldo di Dassel è stato oggetto di congetture e di ipotesi, ma ormai si è affermata l’idea che il percorso compiuto abbia toccato dapprima Pavia, poi Vercelli (da cui Rinaldo scisse una lettera in cui si accenna alla traslazione), poi attraverso la Val di Susa abbia attraversato la Savoia e, dopo una tappa a Chambery, abbia fatto sosta a Vienne, dove il vescovo di Colonia partecipò ad un locale concilio. Il convoglio si diresse poi in Borgogna e da qui, oltrepassata Besançon, verso le terre alsaziane dove il Reno offriva una comoda via d’acqua fino alle vicinanze di Colonia.
I milanesi ricordarono per molti anni i Re Magi con processioni e con sacre rappresentazioni, ma ben presto cominciarono anche a percorrere la strada da Milano a Colonia per andare a ritrovare le loro perdute reliquie, inaugurando così una via di pellegrinaggio che fu nota come “il viaggio dei Re Magi”. Per brevità di percorso questa via non seguiva i tortuosi itinerari di Rainaldo di Dassel, ma attraverso il S. Gottardo o lo Spluga, dopo aver toccato i cantoni della Svizzera centrale e la Foresta Nera, puntava direttamente sulla valle del Reno e su Colonia.
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Stauette raffiguranti i tre re magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.
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Cattedrale di Colonia (Köln)
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Sarcofago contenente i corpi dei tre santi magi.




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