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  1. #1
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    Predefinito Piano per il dopo Saddam

    Dal corriere

    PIANO PER IL DOPO-SADDAM - Intanto la Casa Bianca sta mettendo a punto i piani definitivi per amministrare l'Iraq e instaurarvi la democrazia dopo il rovesciamento del presidente Saddam Hussein. Lo rivela oggi il «New York Times» - letto nella sua edizione online - precisando che tali piani includono una massiccia presenza militare americana nel paese per almeno 18 mesi, una rapida presa di controllo dei pozzi petroliferi per poter pagare la ricostruzione, e corte marziale solo per i massimi esponenti del regime iracheno. Le proposte - secondo quanto riferito al giornale da funzionari dell'Amministrazione che le hanno elaborate - sono state discusse informalmente col presidente George W. Bush nei dettagli.


  2. #2
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    Non ci trovo nulla di strano.
    E' evidente che gli irakeni hanno votato un plebiscito a favore di un terrorista (saddam), è evidente che l'invasione e la conquista dell'irak, necessaria per la sicurezza del mondo occidentale, vada rimborsata DAGLI IRAKENI STESSI col loro petrolio.
    Mica gli Usa devono fare "beneficienza"!!!
    La guerra secondo le ultime stime costerà 60 miliardi di dollari.
    Quei pozzi a confronto non valgono un cazzo...

    Mi sembra giusto, equo, e se non ti sta bene puoi pur sempre decidere di andare a Baghdad a beccarti pure tu qualche filotto di missili Cruise. Se no non rompere, grazie

  3. #3
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    Ma i pozzi di petrolio in Irak non sono proprietà degli abitanti del luogo?

    Dove è finito il concetto di proprietà del proprio suolo?

  4. #4
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    Originally posted by KLASSENKAMPF
    Io vi vedo e vi piango...
    ....
    Si vultis bellum, parate culum!


    mah...

    io sarei propenso a valutare per quello che sono...
    i deliri di un pò d'invasati che infestano pure questi fora.
    C'è un numero di persone elevatissimo ed in continua crescita che sta prendendo coscienza della schizofrenia galoppante dell'amministrazione di george-adolf bush e del suo maggiordomo inglese tant'è:........



    http://web.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=27184

    Venerdì, 10 gennaio 2003

    Uk: macchinisti anti guerra all'Iraq bloccano i treni
    di Carlotta Jesi





    I treni trasportano munizioni per la guerra contro l'Iraq. E i loro macchinisti si rifiutano di guidarli.




    I macchinisti scozzesi scendono in campo contro la guerra all'Iraq. È successo l'8 dicembre a Glasgow, dove due macchinisti si sono rifiutati di condurre i loro treni merci a Glen Douglas, il più grande deposito di munizioni della Nato in Europa.

    Il motivo del rifiuto? I macchinisti sono convinti che i loro treni trasportano munizioni destinate alle truppe inglesi che si preparano alla guerra contro Saddam Hussein.

    Inutili, fino ad oggi, i tentativi delle Ferrovie scozzesi e inglesi di far pressione sui sindacati per sbloccare la situazione. Anche i sindacati si oppongono alla guerra.

    Non è la prima volta nella storia che i trasportatori inglesi prendono posizione contro la guerra. Nel 1973 toccò a quelli dei porti che si rifiutarono di caricare armi inglesi su una nave in viaggio verso il Chile dopo l'assassinio di Salvador Allende.




  5. #5
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    e fra un pò, se non s'inventa qualcosa, il vaccaro i contestatori se li trova direttamente diritto all'uscio:





    Usa: spot anti fuoristrada, aiutano Al Qaeda

    di Giampaolo Cerri

    09/01/2003


    Uno spot di trenta secondi che fa il verso alla campagna federale contro la droga. Volti americani che dicono, guardando diretti in camera: «Ho aiutato il dirottamento di un aereo», oppure «ho finanziato i campi di addestramento dei terroristi».

    Come? «Guidando il mio Suv», ovvero i grandi fuoristrada dai pazzeschi consumi energetici e che negli Usa stanno conoscendo un boom di vendite (quasi 4milioni di macchine vendute nel 2001).
    È l'ultima campagna shock della Americans for Fuel Efficient Cars (AFEC), gruppo non profit che punta «a diminuire la dipendenza petrolifera degli Stati Uniti».

    Lo costituiscono una giornalista, Arianna Huffington, un produttore di film che ha lavorato anche con Tarantino, Lawrence Bender, un ambientalista, Laurie David e un agente cinematografico Ari Emanuel.

    Ieri la Huffington, portavoce della campagna, è stata intervistata per un quarto d'ora dalla Cnn, nel notiziario delle 21 (rilanciato in Italia dalla 7).

    La loro equazione è semplice: guidando questi mezzi, gli americani alimentano i consumi di carburante e quindi dell'import di petrolio da Paesi come Iraq e Arabia Saudita, considerati finanziatori e protettori di Al Qaeda.

    Una mobilitazione analoga, alla quale stanno dando vita una serie di organizzazioni religiose, ordini monastici inclusi. Anche in questo caso, la campagna si è servita dell'advertising sociale e di un testimonial di eccezione: Gesù Cristo.

    I manifesti, diffusi in tutto il Paese, ritraggono il Salvatore e un messaggio sibillino: «What would Jesus drive?», ovvero «Che cosa guiderebbe oggi Gesù?». Nessun riferimento al terrorismo in questo caso, ma alla difesa dell'ambiente e al Protocollo di Kyoto, disattesto dall'amministrazione Bush


  6. #6
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    Originally posted by EMPEROR DOLLAR $
    Non ci trovo nulla di strano.
    E' evidente che gli irakeni hanno votato un plebiscito a favore di un terrorista (saddam), è evidente che l'invasione e la conquista dell'irak, necessaria per la sicurezza del mondo occidentale, vada rimborsata DAGLI IRAKENI STESSI col loro petrolio.
    Mica gli Usa devono fare "beneficienza"!!!
    La guerra secondo le ultime stime costerà 60 miliardi di dollari.
    Quei pozzi a confronto non valgono un cazzo...

    Mi sembra giusto, equo, e se non ti sta bene puoi pur sempre decidere di andare a Baghdad a beccarti pure tu qualche filotto di missili Cruise. Se no non rompere, grazie
    Smettila di sparare frescacce e ragiona! Renditi conto che l'interesse di Bush e del governo inglese è quello di far salire il prezzo del petrolio. Bush ha un vero conflitto di interessi (è un petroliere) e la GB ha i pozzi nel mare del nord.

    Purtroppo una eventuale guerra non la pagheranno gli irakeni, che già oggi hanno solo gli occhi per piangere, ma proprio noi europei, i giapponesi, i cinesi e gli stessi cittadini americani.

    Il tutto per rimpinguare le casse delle finanze inglesi ed il portafoglio di Bush. Fate già oggi i conti di quanto ci stanno guadagnando alla nostra facciaccia!

  7. #7
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    Originally posted by il Pasquino

    Smettila di sparare frescacce e ragiona! Renditi conto che l'interesse di Bush e del governo inglese è quello di far salire il prezzo del petrolio. Bush ha un vero conflitto di interessi (è un petroliere) e la GB ha i pozzi nel mare del nord.

    Purtroppo una eventuale guerra non la pagheranno gli irakeni, che già oggi hanno solo gli occhi per piangere, ma proprio noi europei, i giapponesi, i cinesi e gli stessi cittadini americani.

    Il tutto per rimpinguare le casse delle finanze inglesi ed il portafoglio di Bush. Fate già oggi i conti di quanto ci stanno guadagnando alla nostra facciaccia!
    ma piantala con le lagne!
    Clinton era un petroliere??
    NO. EPPURE L'IRAK LO HA ATTACCATO LO STESSO!

  8. #8
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    Originally posted by afam
    Ma i pozzi di petrolio in Irak non sono proprietà degli abitanti del luogo?

    Dove è finito il concetto di proprietà del proprio suolo?
    A farsi fottere
    Vogliono tenersi i pozzi? E allora caccino saddham.
    Per il resto, le guerre fanno CONQUISTARE dei territori, che quindi non sarebbero + degli irakeni

  9. #9
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    Originally posted by EMPEROR DOLLAR $

    ma piantala con le lagne!
    Clinton era un petroliere??
    NO. EPPURE L'IRAK LO HA ATTACCATO LO STESSO!
    Mi sa che lei non si ricorda neanche come si è vestito ieri!

    Era Bush padre ad aver attaccato l'Irak nel 1990-91.
    La ragione era ben valida. Aveva invaso una stato sovrano impossessandosene e non aveva intenzione di andarsene.

    Vi fu la risoluzione 678 del 29 novembre del 1990 che autorizzava la coalizione internazionale di numerosissimi paesi a liberare il Kuwait con la forza. Un forza di oltre 500mila uomini di USA, Arabia Saudita, Egitto, Siria, Gran Bretagna, Francia e Italia.
    Una situazione ben diversa dall'attuale!!!

    Prima di diventare presidente più volte dichiarò il livore che provava per quella mancata vittoria completa del padre. La considerò a lungo come una sconfitta. Il non essere potuto arrivare a Bagdad gli ha bruciato a lungo ed oggi gli si presenta finalmente una occasione di rivalsa.

    Così unisce l'utile a dilettevole. Si arricchisce e lava l'onta della sua famiglia.

    Nelle mani di chi siamo!!!

    Poveri noi!

    Ed il mondo dipende da questi psicopatici interessati a diventare sempre più ricchi alle spalle di chiunque.

    Assassini senza scrupoli!

  10. #10
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    Originally posted by il Pasquino

    Mi sa che lei non si ricorda neanche come si è vestito ieri!

    Era Bush padre ad aver attaccato l'Irak nel 1990-91.
    NEL '98 L'IRAK FU ATTACCATO, E IL PRESIDENTE ERA CLINTON, IGNORANTE!!!

 

 
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