Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Devolution

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Jul 2002
    Località
    BRUGHERIO - MILANO
    Messaggi
    1,976
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Devolution

    Gradirei ricevere opinioni su questo articolo apparso su Repubblica.
    Grazie.

    Se la Costituzione si trasforma nel self service delle Regioni
    di Andrea Manzella



    tratto da "la Repubblica" del 13/11/02

    Dalla questione morale alla questione nazionale. Dopo la "Cirami", ecco al Senato la devolution di Bossi. Anche questa, come quella, arriva in Assemblea per diktat di maggioranza, senza che l´istruttoria legislativa in commissione sia stata completata. Secondo la maledizione cinese, il Senato s´appresta dunque a vivere altri "giorni interessanti".
    È bene chiarire subito che questa devolution leghista non ha nulla a che fare con il sistema costituzionale regionale, messo in piedi con il referendum del 7 ottobre 2001. Al contrario, è un provvedimento che si pone contro quel sistema e lo ferisce a morte in tre modi diversi.
    In primo luogo, perché ostacola, nei tempi e soprattutto nella sostanza, l´attuazione concreta di quell´ordinamento. È già pronto, infatti, lo specifico progetto governativo che puntualmente esegue e completa il disegno regionale. Non ci sono motivi - se non di malapolitica - perché la devolution passi avanti e prevarichi su questo adempimento, dovuto per Costituzione.
    In secondo luogo, perché la devolution sfascia nella culla il meccanismo stesso di ripartizione solidale delle risorse fra le regioni. La sua è, infatti, una procedura di auto-attribuzione di compiti da parte delle stesse singole regioni. E questo significa accaparramento di crediti fiscali (le regioni ricche diventano così più ricche di competenze e soldi; le regioni povere, più povere di tutto).
    In terzo luogo, perché la devolution scompagina i criteri di ripartizione delle competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni nelle tre grandi reti nazionali: la scuola, la sanità, l´ordine pubblico. Ma non affaccia un minimo criterio ricostruttivo della fisionomia culturale, assistenziale, di sicurezza interna della Repubblica.
    Chi ha sotto gli occhi la conflittualità tra i governi territoriali già così vistosa in questi giorni di Finanziaria, capisce facilmente che questa devolution istituzionale è una cisterna di benzina versata su un incendio.
    L´esatto contrario, insomma, di quel che deve essere fatto perché uno "Stato regionale articolato in comuni", come il nostro, abbia il suo quadro unitario d´ordine. Un ordine che si fonda su due pilastri già individuati dalla Costituzione. Un Senato della Repubblica in cui siedano, come vuole lo stesso concetto di Repubblica, anche i rappresentanti di regioni, province, comuni: la Camera nazionale di compensazione degli squilibri e delle tensioni territoriali. E un meccanismo che regoli la ripartizione delle risorse pubbliche; tenendo conto dei "territori con minore capacità fiscale per abitante": il criterio di solidarietà per cui una nazione si fa Stato.
    La devolution volutamente smarrisce questi due pilastri di riferimento: il Parlamento, la perequazione fiscale. Con la Costituzione ridotta a self-service delle Regioni, senza controllo di Parlamento nazionale, si rende impossibile il concetto stesso di Repubblica "indivisibile". Con la Costituzione aggirata - sul punto cruciale della ripartizione delle risorse secondo la duplice regola di "promuovere la coesione e la solidarietà sociale" e di "rimuovere gli squilibri economici e sociali" - si rende impossibile il concetto stesso di Repubblica "una".
    L´impianto istituzionale della devolution viene a corrispondere così perfettamente al "principio della regionalizzazione del reddito delle imprese" che è già stato introdotto nella Finanziaria, alla Camera dei deputati, come criterio per la devolution fiscale. Significa che le imprese pagano le tasse dove si produce. Ha scritto il Sole24 ore: "Un blitz che potrebbe anticipare una devolution fiscale radicale, rischiando di spaccare in due l´Italia". Ha scritto il Messaggero: "Se si mira a trattenere l´importo del reddito prodotto nelle singole regioni per compensarlo con crediti vantati verso lo Stato centrale, siamo alla sedizione minacciata". Ha scritto il Mattino: "Non hanno pudore né senso della misura".
    I toni di queste "testate" giornalistiche sono sufficienti a spiegare quale profonda sensibilità nazionale sono arrivate a ferire le manovre "leghiste" del governo. Devolution istituzionale e devolution fiscale "vanno in coppia", come dice giustamente il ministro Bossi. E insieme vanno verso la disgregazione italiana. Dal momento che, nei fatti attuali e concreti che hanno sempre più forza delle astratte promesse future, la questione del Mezzogiorno è rinnegata come unica vera questione sociale del paese, come la vera questione nazionale.
    Vale anche la pena aggiungere che queste sono posizioni totalmente al di fuori della comune cultura istituzionale europea: quella che si va affermando nei lavori della Convenzione di Bruxelles. Dove il necessario affievolimento di sovranità degli Stati a favore di un ordinamento sovrastatuale non tocca minimamente l´unità politica degli Stati-nazione. Solo da noi si riesce a sposare un "sovranismo" anti-europeo con una devolution anti-nazionale.
    Finora si era parlato di scorie sub-culturali che, alla fine non avrebbero fatto breccia nella linea conclusiva di governo. Quando però il presidente del Senato si appresta ad aprire una seduta che ha all´ordine del giorno la devolution, il discorso cambia.
    V´è un governo che, per sue ragioni interne, con un suo progetto di legge anti-italiana, ammaina la bandiera dell´unità nazionale. L´impensabile è stato così già pensato. E minaccia di correre con i grossi numeri della "dittatura di maggioranza". Ma ora che la corsa è contro chi vuole staccare le "Italie" dall´Italia e l´Italia dall´Europa, forse l´opposizione non sarà più tanto sola nel riprendere in mano quella bandiera.
    Ciceruacchio

  2. #2
    l'Edera del Cugino è sempre...
    Data Registrazione
    24 Jul 2002
    Località
    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
    Messaggi
    936
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito dal sito www.repubblicanesimo.it

    sul federalismo è bene che ci chiariamo. Ed esiste federalismo e
    federalismo. Intanto, credo, che federalismo sia un prius e non un post, parte dal basso non dall'alto, dal particolare al totale. Mi spiego (cerco):
    tutti gli stati federali partono dall'esistenza di più stati autonomi ed indipendenti che si mettono insieme in un "patto" federale, rinunciando ognuno ad un pezzo della propria sovranità per un progetto comune. E' il caso degli Stati Uniti d'America, dei lander tedeschi, della stessa Svizzera etc. e come si sta tentando con l'Unione Europea (anche se il cammino è lungo). I casi contrari cioè da uno stato unitario (anche se a forza tenuto insieme) ad una federazione producono i guasti che ha prodotto nell'ex-jugoslavia (comunque ho esemplificato al massimo essendo quella
    Jugoslava un fatto molto più complesso come tu mi insegni). A proposito... hai letto dei lander tedeschi che stanno cercando di unirsi ulteriormente?
    Non divaghiamo!
    Quindi il federalismo, come io l'intendo, è un progetto di crescita che raccoglie l'adesione di stati liberi. Non fusione quindi, ma federazione.
    Appunto.
    Ed ora veniamo a noi! Certo l'unità di Italia o meglio il sogno di un'Italia unita che non fosse "un'espressione geografica" ha mosso il nostro risorgimento e le guerre d'indipendenza. Esisteva quindi la necessità avvertita (sia pure solo nelle menti illuminate del tempo) di riunire le "piccole Patrie" disseminate in tutta la penisola (...Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perchè non siam popolo, perchè siam divisi.Raccolgaci un'unica Bandiera,una
    speme: di fonderci insieme già l'ora suonò... dall'inno di Mameli). Beh quello era il momento del federalismo Italiano! Ma l'unità tanto invocata non si potè realizzare se non con la "conquista" Savoiarda. Ma era tanta la voglia di unità che "repubblicani" convinti e ferrati come Garibaldi e Mazzini misero da parte le loro convinzioni, il primo "cedendo" il regno delle due sicilie, appena conquistato, al Savoia a Teano ed il secondo sollecitando lo stesso Savoia in una lettera (immagino quanto gli sia costato) ad andare avanti. E certo non si realizzò il federalismo ma si
    arrivò alla Nazione Italiana! Sin qui la storia! Poi col tempo, con la
    retorica, con la volontà questa unità si è cementata in un "unicum" che adesso qualcuno vorrebbe ridividere... ritornare alle piccole patrie, ( in teoria e per assurdo, una volta passato il principio chi potrebbe impedire che ogni regione federata sia a sua volta un insieme di provincie federate e queste un insieme di comuni federati che a loro volta sarebbero composti da
    quartieri federati ed i quartieri perchè dovrebbero essere discriminati e non essere composti da condomini federati? noi "Italiani" siamo maestri nello spaccare il capello in quattro) ognuna con la sua polizia, la sua scuola, la sua giustizia, i suoi ospedali, le sue piccole gelosie ed i suoi piccoli e grandi egoismi... torniamo alle gabelle ed alle cinte daziarie?
    dove andrebbe a finire la storia comune (...Dall'Alpi a Sicilia ovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio ha il core, ha la mano, i bimbi d'Italia si chiaman Balilla, il suon d'ogni squilla i Vespri suonò.... sempre dall'Inno di Mameli)?
    Allora di che tipo di federalismo parliamo? Quali limiti dobbiamo porre allo smembramento della nazione? Chi deve assicurare l'unità della nazione federata (attento alla risposta)? E' prevedibile che una regione possa decidere di non far più parte della federazione?
    C..zzo centrano i celti?
    Adesso che si sta realizzando il sogno mazziniano di un'Europa unita (già l'Aquila d'Austria le penne ha perdute.Il sangue d'Italia, il sangue Polacco, bevè, col cosacco, ma il cuore le bruciò.... idem), noi andiamo a creare dei distinguo al nostro interno? Ogni Popolo ha la forma di stato che è il frutto della sua storia e se la mette in discussione è per un progetto più alto non per un minimum.

    lettera ad un amico

  3. #3
    l'Edera del Cugino è sempre...
    Data Registrazione
    24 Jul 2002
    Località
    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
    Messaggi
    936
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito aggiungo io

    Inoltre, la devolution sta cominciando a produrre i suoi guasti...
    le risorse economiche e finanziarie che dovrebbero restare nei luoghi di produzione, servono invece a finanziare nuovi centri di spesa che sono il contrario della razionalizzazione della spesa e dello sfruttamento delle sinergie che si creano in un sistema coordinato ed integrato.
    Valga un esempio per tutti... è in discussione in questi ultimi tempi al Consiglio regionale Piemontese la proposta di adeguare il compenso dei "deputati" regionali a quello dei "deputati" del Parlamento Nazionale (con la scusa che essendo i Consigli regionali titolari di potestà legislativa devono vedere riconosciuta (monetizzata) questa loro potestà) e la discussione verte sul fatto se tale indennità debba essere commisurata all'80% o al 100% o al 110% dell'indennità dei parlamentari nazionali... e questo nonostante e incuranti del fatto che Torino ed il Piemonte col caso Fiat stiano attraversando una delle peggiori crisi dal dopoguerra con migliaia di cassaintegrati.
    Inoltre si accentuerebbe la litigiosità tra le regioni, non per crescere autonomamente, ma per strapparsi i gioielli di famiglia come è successo per Telecom passata da Torino a Milano, per la fusione sai-fondiaria che perde Torino per passare a Firenze, come per il salone dell'auto perso da Torino a favore del motor-show di Bologna etc. etc.
    Sana concorrenza, dirà qualcuno... insipienza della classe politica ed economica piemontese, dirà qualcun'altro...e chi ha più tela da tessere, tesse!
    Forse è così, ma che tristezza! Dove va a finire il sistema integrato Paese per reggere la concorrenza di paesi più forti economicamente e più fortemente strutturati?

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Jul 2002
    Località
    BRUGHERIO - MILANO
    Messaggi
    1,976
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Devolution

    La pensiamo allo stesso modo!
    Io credo che il detto "Dividi et impera" sia quello che persegue il Berluskaiser. Il quale crede che così permettendo possa prepararsi il trampolino per le PRESIDENZIALI a cui mira.
    Ciceruacchio

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 May 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    6,067
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Anche se non c'entra niente con il 3d mi fa molto piacere vedere sempre la Sbarbati nei vertici ulivisti.

 

 

Discussioni Simili

  1. IRS e la Devolution
    Di repubricanu nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 07-03-06, 14:30
  2. Devolution su rpl
    Di Gianluca J nel forum Padania!
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-10-05, 10:43
  3. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-04-03, 18:33
  4. Devolution
    Di Aug83 nel forum Toscana
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 05-01-03, 18:59

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito