Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 16
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito o devolution o insurrezione

    Minacce sul settimanale della Lega:
    di Carlo Brambilla

    La stella sul baschetto più noto al mondo non è rossa ma stampata in verde. Così appare sulla copertina dell’ultimo numero del «Sole delle Alpi», la rivista ideologica della Lega, l’effige di Ernesto Che Guevara. Sotto l’icona rivoluzionaria, il titolo: «Servirà un Che del Nord»? È forse improvvisamente impazzito il direttore del settimanale, Max Parisi? Il suo editoriale, «nazionalismo e libertà», fuga immediatamente il dubbio. Parisi ha lucidamente deciso di lanciare un messaggio al mondo padanista inquieto, ha voluto parlare direttamente all’anima dura e pura, secessionista e anti-italiana, del movimento. All’anima che di reggere il moccolo a Berlusconi ne ha piene le tasche. E anche del Presidente della Repubblica. Parisi ha scelto la strada del pane al pane e vino al vino: «Se fallisce la via governativa al federalismo per il Nord si apre un altro scenario». Quale? «La copertina col Che lo lascia chiaramente intuire». Insomma non resterebbe che la «revolucion». Parisi avverte: «Un Che Guevara del Nord non è necessariamente una persona, è una raffigurazione simbolica del concetto di combattere per la libertà».

    Sembra di essere tornati ai tempi in cui Bossi evocava «truppe di migliaia di bergamaschi armati e fermati all’ultimo momento», o a quando nelle notti trascorse nelle pizzerie milanesi raccontava che la libertà del Nord non sarebbe mai arrivata per via pacifica. Ecco, Parisi sembra aver voluto cogliere quegli echi lontani e affievoliti per ridare loro nuova forza: «Esiste la necessità di prepararci al caso avverso. Quindi sarebbe utile che il nazionalismo padano iniziasse a fare capolino in pubblico». Azione, azione, azione. Invoca Parisi: «Solo il gioco d’anticipo porta alla vittoria». La chiusa con citazione guevariana è una fiera minaccia a chi rema contro le riforme: «Attenzione all’ira dei popoli, perchè una volta innescata è inarrestabile e porta con sè un’energia capace di rovesciare qualsiasi situazione».

    C’è da scommettere che se interpellato, Bossi risponderebbe di non saperne nulla, ma c’è altrettanto da scommettere che l’iniziativa ad alta tensione rivoluzionaria mandata alle stampe da Parisi ha avuto la benedizione del capo. E qui si apre il problema politico. Di sicuro l’invocazione alla «revolucion» arriva in perfetta coincidenza con l’invito di Gianfranco Fini ad aprire un dialogo con le opposizioni sulle riforme. Il vicepremier ha ritirato il presidenzialismo e buttato sul tavolo (quale? e quando?) una vaga ipotesi di premierato. «Discutiamone», ha detto dalle colonne del Corriere della Sera. Ma, al di là delle reazioni dell’Ulivo e dintorni, Fini dopo meno di ventiquattro ore ha già dovuto incassare la prima, nemmeno troppo sommessa, bocciatura interna al Polo. «No» ha sentenziato il ministro Bossi: «Decisamente meglio il presidenzialismo». Una posizione che a prima vista potrebbe apparire curiosa e attribuibile al solito e ben noto atteggiamento da bastian contrario del capo leghista. Ma le cose stanno diversamente.

    Bossi ha prontamente afferrato la bandiera presidenzialista lasciata cadere da An e sventolandola beffardamente in faccia a Fini ha lanciato uno squillo di battaglia, che suona più o meno così: «Non si deraglia dai patti sottoscritti». Già perchè il tanto famoso quanto segreto patto elettorale vergato con Berlusconi costituisce la vera stella polare che guida il cammino del ministro delle riforme. E in quel patto di ferro c’è scritto, nero su bianco, alla voce riforme: «Realizzare devolution e presidenzialismo». Dove per «devolution» si intende «l’atto irreversibile di devoluzione dei poteri dello Stato alle Regioni, che porta diritto al federalismo integrale», e per «presidenzialismo» si intende «l’elezione diretta del Capo dello Stato». Di premierato non c’è traccia.

    Dunque la proposta di Fini, quantunque vaga, di fatto rompe lo schema di quell’accordo. E come noto quando si rompe una parte si può benissimo sconvolgere tutto quanto. Ed è quello che Bossi teme. Teme cioè che in cambio del dialogo con l’opposizione si annacquino gli stessi contenuti della devolution. Chi conosce il Senatur sa benissimo che argomenti come premierato o presidenzialismo non lo scaldano più di tanto. Anzi c’è chi apertamente sostiene che non gli importi un fico secco della questione in oggetto. Quindi le sue antenne politiche non sono puntate sul tema, ma sui lavori in corso nella Casa della libertà. Chiaramente Bossi non vuole alcun dialogo col centrosinistra. Lo ha ripetuto mille volte e spiegato così: «Se si dialoga si perde solo tempo e si fa il gioco della sinistra che vuole andare a votare col Governo che non ha realizzato alcuna riforma. Ma la Lega è al Governo per fare le riforme...Altrimenti». E qui il teorema comprende il corollario tutto interno al Carroccio che riguarda la sua anima costitutiva più profonda: i riservisti in fermento, quelli che Parisi (o Bossi?) ha allertato col volto del Che
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    certo che x rappresentare l'immagine del nazionalismo padano potevano trovare una figura indipendentista europea seria e non quel criminale comunista, internazionalista e assassino di Guevara...forse Calogero Parisi dimentica che esistono De Valera, Collins.....
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
    www.leganordromagna.org
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    Romagna Nazione Padana
    Messaggi
    4,777
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    che guevara nella bara !!

  4. #4
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    probabilmente ha usato il personaggio più famoso e conosciuto per lanciare il messaggio.

    Quello che ha scritto Max Parisi noi tutti lo sappiamo da un pezzo, no?

    basta guardare i nostri forum per capire che le cose stanno così, fra padanisti e leganord.

    La padanità e l'dentità padana non sono cose che si possono cancellare con un po' di contentini...


    sono contenta che Max abbia avuto il coraggio di scrivere, cioè di rendere palese a tutti, quello che è il pensiero di tutti i padaniasti, leghisti e non.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Che Guevara era un marxista. La scelta di Calogero è stata infelice.
    Ripeto: perchè non un De Valera, un M.Collins, un A.Hofer..?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    domanda:
    voi considerate la devoluzione un mezzo per raggiungere l'indipendenza, oppure il fine della vostra lotta politica?
    ciao!


    p.s
    con la devoluzione fiscale le entrate erariali sarde aumenteranno del 55% !!!

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    13 May 2009
    Messaggi
    30,192
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Perdu
    domanda:
    voi considerate la devoluzione un mezzo per raggiungere l'indipendenza, oppure il fine della vostra lotta politica?
    ciao!
    UN MEZZO.

    p.s
    con la devoluzione fiscale le entrate erariali sarde aumenteranno del 55% !!!
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    perfetto!!!!

  9. #9
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    no perdu, non saliranno. semmai diminuiranno di più della metà...

    ce le terremo noi, esattamente come fate adesso voi in Sardegna, con le vostre tasse.

    e un'altra cosa... noi siamo gente pratica. i nomi e le distinzioni filosofeggianti ci interessano poco:

    ciò che volgiamo è poter gestire da soli scuola sanità e ordine pubblico, al momento. la si chiama devoluzione? ok, chiamiamola devoluzione, ma i contenuti della devoluzione devono essere quelli concordati prima delle elezioni.

    si lo so Derche Guevara era comunista... ma quanti conoscono M.Collins? .

  10. #10
    100% sardu
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Sardìnnia
    Messaggi
    28,940
     Likes dati
    544
     Like avuti
    1,219
    Mentioned
    7 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by ilariamaria
    no perdu, non saliranno. semmai diminuiranno di più della metà...

    ce le terremo noi, esattamente come fate adesso voi in Sardegna, con le vostre tasse.

    e un'altra cosa... noi siamo gente pratica. i nomi e le distinzioni filosofeggianti ci interessano poco:

    ciò che volgiamo è poter gestire da soli scuola sanità e ordine pubblico, al momento. la si chiama devoluzione? ok, chiamiamola devoluzione, ma i contenuti della devoluzione devono essere quelli concordati prima delle elezioni.

    si lo so Derche Guevara era comunista... ma quanti conoscono M.Collins? .

    le nostre tasse aumenteranno del 55% per cento perchè le aziende presenti nel territorio nazionale sardo dovranno pagare le tasse quì e non dove hanno la sede fiscale, questa proposta a noi va più che bene!
    leggi quest'articolo:
    Piero Giorgio Pira direzione nazionale Psd'Az

    L'emendamento alla Finanziaria 2003, che impone alle aziende operanti in Sicilia di pagare le tasse alla Regione, e il successivo emendamento del leghista Pagliarini, che estende in tutta Italia il principio «le imprese pagano le tasse dove si produce», hanno registrato prese di posizione contraddittorie, paventando chissà quali disastri e rischi di spaccature nel nostro paese, con l'applicazione del concetto di regionalizzazione delle imposte.
    Tali rischi appaiono del tutto infondati e per quanto riguarda la Sardegna, non si può affermare, come leggo sulla stampa isolana, «nessun beneficio per l'isola dalla devolution fiscale» e poi continuare dicendo «la Sardegna ha una vertenza aperta con lo Stato per aumentare le entrate ma deve essere chiaro che il federalismo fiscale non è un affare per tutto il Sud».
    Intanto bisogna dire che la Sardegna non appartiene al Sud, né geograficamente ne tanto meno per altri motivi.
    Senza scomodare G.B. Tuveri che in un articolo apparso su «La Cronaca» del 27 gennaio 1867 «ma chi oserà attaccare i campanelli al gatto?», molto noto perché è il primo testo nel quale appare la formula «questione sarda», con dati alla mano dimostrava che già da allora lo Stato italiano, con l'imposizione fiscale, prelevava dalla nostra isola molto più di quanto trasferiva, sull'argomento mi preme ribadire e ampliare, alla luce degli ultimi avvenimenti, quanto sosteniamo da diversi anni.
    Attualmente, in base alle leggi che regolano il prelievo fiscale, una cospicua parte delle imposte dirette e indirette non vengono riscosse nel territorio dove si crea la materia imponibile, come previsto finalmente dagli emendamenti citati in precedenza, ma dove il soggetto, individualmente o in forma societaria ha il domicilio fiscale.
    La scelta legislativa di individuare il luogo di riscossione o d'imputazione delle imposte nel luogo di domicilio fiscale del contribuente è solo una convenzione fondata sull'esigenza di rendere agevole l'adempimento tributario del contribuente, che non di stabilire un legame diretto tra luogo di produzione del reddito e versamento delle imposte.
    Ne consegue che attualmente tutte le imposte e tasse dovute dalle ditte individuali e dalle società commerciali che operano in Sardegna, (la stragrande maggioranza delle banche, delle compagnie di assicurazione, aziende di trasporti aerei e marittimi, grande distribuzione commerciale, aziende che operano nel settore turistico, telecomunicazioni ed energia), e qui producono materia imponibile, non risultano riscosse in Sardegna, ma in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e nel resto del territorio italiano dove le stesse hanno il domicilio fiscale o la residenza anagrafica. Lo stesso avviene per i non residenti che hanno le seconde case in Sardegna e pagano l'Irpef maggiorata di un terzo nei loro Comuni di residenza e non nei Comuni della Sardegna dove ricadono le loro case.
    Le imposte riscosse in Sardegna sulla base della convenzione sopra citata, e in applicazione (da oltre 50 anni) dell'art. 8 dello Statuto Speciale, sono di gran lunga inferiori a quelle che verrebbero quantificate e riscosse con l'applicazione del nuovo criterio.
    Con l'introduzione del principio della regionalizzazione delle imposte il gettito fiscale della Sardegna aumenterebbe notevolmente. Secondo delle stime da noi effettuate, l'aumento sarebbe nell'ordine del 55%.Stime che vengono ampiamente confermate anche dai dati pubblicati dal «Sole 24 ore» del 12/11 u.s, che raffrontando i dati relativi all'Irap, imposta su base regionale, e l'Irpeg, riscossa sulla base del domicilio fiscale, emerge che mentre per quest'ultima imposta la nostra isola si colloca su una percentuale dello 0.36% su base nazionale con 233.816 mln di vecchie lire (dati riferiti all'anno 1999), per quanto riguarda l'Irap la Sardegna si colloca su una percentuale pari all'1.15% e valore assoluto di 311.181 mln di lire.
    Mentre la Regione Lombardia che per l'Irpeg si colloca su una percentuale del 33.29% su base nazionale, scenderebbe sulla base dei dati relativi all'Irap (criterio di regionalizzazione delle imposte) ad una percentuale del 29.80% e avrebbe quindi un gettito inferiore di oltre 3 punti percentuali, smentendo così le affermazioni di quanti sono convinti che il federalismo fiscale avvantaggerebbe le regioni del Nord.
    link http://www.politicaonline.net/forum/...threadid=37955

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Insurrezione e Rivoluzione
    Di Muntzer nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-06-10, 22:28
  2. Insurrezione in Uzbekistan
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 17-05-05, 01:27
  3. Insurrezione Riuscita
    Di porcobollo (POL) nel forum Fondoscala
    Risposte: 163
    Ultimo Messaggio: 04-09-04, 22:01
  4. Insurrezione in Iraq?
    Di pietro nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 26-06-04, 14:20
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-04-03, 18:33

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito