Proprio questo pomeriggio mi sono inoltrato di malavoglia in una libreria Feltrinelli, per cercare alcuni librucoli. Leggo da un foglietto (che sono omo ordinato e disciplinato) allo sgarbato commesso (immagino li scelgano così) il titolo del libro, al che lui si esibisce in un’espressione che è un misto tra lo schifato e il perplesso: non lo conosco, dice. Penso io, mi sorprenderei se conoscessi tutti i libri criati, brutto pirla: hai il computer, usalo. Tra l’altro, credo che ormai i tempi siano maturi anche in Italia per fornire agli utenti di una libreria moderna come Feltrinelli la consultazione autonoma del database nelle librerie, ecchecazzo. Ci metterei un centesimo del tempo che ci mette lui, e farei un lavoretto pulito pulito. Ma quello già aveva deciso nella sua bacata testolina che quel libro non s’avea da trovare, e allora, dopo una rapida ricerca, mi comunica che quel libro non ce l’hanno. Va bene, e intanto mi comincia a salire il nervoso, insisto io, sono disposto ad ordinarlo. Non ci risulta che il libro esista, risponde lui. Eppure lo so dall’autore stesso del libro, replico io, che mi pare, mi dica lei cosa ne pensa, una fonte autorevole. Messo alle corde, l’imbecille mi risponde con una frasetta che sono sicuro sia, stampata a fuoco e in rilievo, all’inizio del “Manuale del libraio scortese” (quello che evidentemente viene fatto imparare a memoria prima di essere assunti in librerie tipo queste). Intanto dietro di me si forma una schiumante fila di vecchie signore che (del tutto presumibilmente) cercano il libro di “quel tipo che va da Costanzo”. La frasetta è: “allo-o-ra mi sa che il libro è FUORI COMMERCIO.” Ma è di quest'anno, dico io. (Con questo apriamo un altro fronte: l’appiattimento temporale delle librerie. Mi è capitato anche con un bellissimo saggio, che è un classico riconosciuto nell’argomento che è mio principale interesse, e che è del 1992. “Uh, del 1992!” – mi sento dire, come fosse un libro di pedofilia – “prova in biblioteca”. Ormai un libro del 1992 è diventato quasi roba di modernariato, e io mi sento come un estroso collezionista di ossa del paleolitico.) Insomma il libro è fuori commercio, e ciò significa che sono cazzi miei. Abbandono il primo commesso e passo al secondo, che mi pare avere uno sguardo vispo e la faccia di chi qualche libro se lo è letto in vita sua. Gli riespongo il problema.. Gli suggerisco di contattare il distributore. Lo fa. E qui entriamo nel surreale. Il distributore lo informa, al telefono, che il libro gli risulta, ma che deve ancora essere pubblicato. Il commesso ha senso dell’umorismo e si mette a ridere. Io penso che un talento predittivo di questo tipo dovrebbe essere più proficuamente sfruttato nei tendoni del circo, vicino alla tenda della donna barbuta, e non sprecato nel ruolo di distributore di libri. Ripeto al commesso, che ha empatizzato con me, che l’autore stesso afferma di averlo scritto e pubblicato nel luglio di quest'anno, e che, probabilmente, la sua opinione va tenuta in considerazione. Mentre continua la surreale discussione al telefono, io mi immergo nel delizioso pensiero che se avessi il numero dell’autore lo chiamerei subito e poi mi godrei la discussione con il distributore visionario (“Ma, guardi, che io il libro l’ho scritto e pubblicato nel luglio corrente anno”, “Mi perdoni, gentile autore, ma a me risulta che lei deve ancora pubblicarlo, mi spiace”). Finita la discussione senza alcun risultato, io e il commesso ci guardiamo come reduci. Provo l’ultima cartuccia: rivolgersi direttamente all’editore? Pare non sia possibile. Mi suggerisce di provarci io, autonomamente. Ma io farò di meglio, che non per niente sono omo de panza, lo chiedo direttamente all’autore, che legge questi forum.
Aho, se me lo mandi ti faccio un vaglia.![]()




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, posso rassicurarti sul fatto che il libro c`e`. sul catalogo della manni, che arriva pero` solo ai professori di Lettere della facolta di Bari, il libro e` gia` inserito nel catalogo per quest`anno.
