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Discussione: *Ho le tasche piene*

  1. #11
    Claude
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: *Ho le tasche piene*

    Originally posted by Alessandra


    Certo, hai perfettamente ragione, troppo facile farsi belli con la gente intorno che gioca al girotondo, se questa gente vuole candidarsi alla guida del partito o dell'ulivo tutto che si facciano avanti e che si propongano, troppo comodo agire senza nessuna responsabilità. La critica ed il diritto di critica è di tutti, ma dei girotondisti con potere di critica e con potere di fare e disfare ne facciamo volentieri a meno, delle due l'una. O tornano comuni mortali, o si candidano e vediamo chi la vince.
    Eppure sia i girotondi e Cofferati si sarebbero potuti utilizzare in maniera diversa, per dare nuova forza e impegno alla sx. Invece tutto sto casino non è servito ad altro che a dividere, e dividere ancora, con le armi del ricatto e del disfattismo utopista per giunta.

    A questo punto mi chiedo se la sx sia più masochista o più sadica.

  2. #12
    Sospeso
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    Predefinito

    eh eh cari miei...detto da uno che di sinistra non e'..date a volte (ma sopratutto i dalemoni) l'impressione di voler e poter usare cio' che si muove nella societa' a vostro piacimento..traspare da parte di taluni massimi dirigenti una certa insofferenza nei confronti di tutto cio' che si muove autonomamente e democraticamente nella societa'..
    io ho partecipato, da cittadino non di sinistra, al Girotondo di Piazza San Giovanni con spirito costruttivo..

    altri.. politici, non tanto fassino quanto d'alema, sembrano sprezzanti nei confronti dei movimenti extra-partitici e d'alema ha ragione nel lamentare eccessive asprezze nei suoi confronti da parte di alcuni..ma non si puo' certo dire che il suo agire politico nel corso dell'ultima parte della legislatura abbia contribuito alla vittoria del centro-sinistra..(vedi cacciata di prodi)

    talvolta si ha pure l'impressione che taluni, smaniosi di fare "riforme", siano proni a farsi dettare l'agenda dagli avversari piuttosto che dai propri elettori..

  3. #13
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Ognuno si agita come può e usa gli strumenti che può. Voi siete usati.....da chi ha perso elezioni (la sinistretta in generale) e da chi ha perso il congresso diessino (il correntone massimalista e neo-comunista). Divertitevi.

    Shalom!

  4. #14
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    Predefinito verissimo Pieffebi

    ......certi partecipano ai girotondi convinti di fare cosa santa e giusta, di contare attivamente alla costruzione di un progetto ( non si sa quale), ma in fin dei conti sono solo strumentalizzati da quelli più furbi che si stanno scannando per il potere.

    E che dire di Bertinotti che giustamente ha affermato esservi ben tre dinistre?????

    Divide et impera?
    Magari........ è che anche di qua le cose non sempre vanno bene e l'equilibrio mi pare spesso instabile.

  5. #15
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    Predefinito Probabilmente claude non...

    ...ha completamente afferrato i termini della questione.

    Non è che Fassino e gli altri diessini "ragionevoli" abbiano sbagliato nel gestire Cofferati e i suoi; è l'esatto contrario: è Fassino che si dibatte perchè rifiuta di essere "gestito" da Cofferati, come per anni ha fatto con i leader diessini al governo e nel partito.

    Pensate solo ai governi ulivisti, alla Fiat e alla Cgil (tutti insieme appassionatamente) tra il '94 e il 2001.

  6. #16
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.ilnuovo.it

    " Fassino assolve Cofferati e Rutelli tenta l'arruolamento


    "Da Firenze nessuna lacerazione", dice Fassino, ma Violante puntualizza che il leader dei ds è l'attuale segretario. Rutelli gli propone l'Ufficio di programma dell'Ulivo. La Cdl: con lui leader restiamo fino al 3000.
    di Fe. Al.

    ROMA- "Ha potenzialità importanti", "E' un leader dell'Ulivo", "Suscita emozioni che servono". E' loquace la Margherita nel valutare Cofferati il giorno dopo quella manifestazione fiorentina che lo ha incoronato certamente leader della sinistra movimentista . Ancor più loquace è il leader Rutelli che gli ha proposto di entrare a far parte dell'ufficio per il programma che l'Ulivo dovrebbe costituire a breve. La proposta non è venuta dopo Firenze, ma nei giorni scorsi: vuole Cofferati far parte di un ristretto gruppo composto dai segretari dei partiti del centrosinistra più tre o quattro personalità esterne? Ambienti a vicini all'ex leader sindacale, spiegano che Cofferati avrebbe dato una disponibilità di massima, a patto che si tratti di mettere in piedi un gruppo di lavoro largo e con il coinvolgimento dei movimenti. E dunque la palla sarebbe tornata al coordinatore dell'Ulivo.

    I diessini, invece, restano silenziosi per buona parte della giornata, poi è il leader a parlare: '' Da Firenze viene una risposta che dice che non si cercano lacerazioni. Ne sono contento perché questo era il mio obiettivo. Adesso alle parole devono seguire i fatti. Adesso lavoriamo tutti insieme per creare un' alternativa forte a Berlusconi. I Ds sono pronti a fare la loro parte per dare vita ad un centro sinistra unito che sia la casa di tutti ''.

    Parla Fassino che due giorni fa aveva attaccato il "cofferatismo" del suo partito e risponde al Cofferati che dal palco del palasport gremito aveva assicurato, a notte fonda, "non voglio contrapposizioni, insieme possiamo fare grandi cose". E parla anche Violante che dà un riconoscimento all'ex leader Cgil: "Sta facendo un buon lavoro di tessitura tra partiti e movimenti, non di divisione. E' importante che la sinistra si confronti con i movimenti che portano sempre idee e nuove forze''. Riconoscimento e puntualizzazioni . A chi gli chiedeva un commento sul grande successo ottenuto ieri da Cofferati a Firenze, ha risposto: ''L' attuale leadership dei Ds, e in primo luogo Piero Fassino, sono stati eletti dagli iscritti all' ultimo congresso, un congresso sicuramente difficile. Se altri soggetti si guadagneranno nuovi consensi lo vedremo alle elezioni del prossimo appuntamento congressuale che si terrà più o meno tra un anno e mezzo. Però ora sarebbe giusto che Cofferati venisse a confrontarsi sui principali temi nelle sedi ufficiali dei Ds e dell' Ulivo''.

    Il clima non è affatto sereno, e bastano le parole del coordinatore della segretaria a dimostrarlo: " I leader non li scelgono le piazze - dice Vannino Chiti - Non siamo né nella Cina della rivoluzione culturale, né nella Cambogia di Pol Pot ". Mentre Giovanni Berlinguer insiste: "Ora tutti si confrontino con lui".

    Ma sono gli esponenti della Margherita ad allargare le braccia all'ex sindacalista. Certo Rosy "la rossa", come ormai viene chiamata la Bindi ieri sera acclamata al Palasport. "E' una risorsa per tutto il centrosinistra - dice oggi a Vallombrosa, contenta - dell'accoglienza ricevuta ieri. Soprattutto perché credo che il rapporto con i movimenti non possa essere prerogativa esclusiva della sinistra e dei Ds. O peggio ancora che possa provocare dei problemi ai partiti della coalizione. Il centrosinistra e tutta la politica italiana deve confrontarsi con questa primavera iniziata l'anno scorso e dalla quale è venuta una spinta molto importante alla politica stessa".

    Sempre da Vallombrosa parlano Castagnetti ed Enrico Letta: "Le potenzialità di Cofferati sono sicuramente molto importanti - dice il prima - E' importante che si ponga l'obiettivo di parlare a tutti. Oggi e' uno dei leader di un Ulivo pluralista ". E Letta: "Penso che siano emozioni che servono. In politica c'è bisogno di passione". E l'uomo più vicino a Prodi: ''Il suo atteggiamento conferma una passione civile e quello di ieri è un avvenimento al quale non possiamo che guardare con simpatia'', dice Arturo Parisi.

    E se Diliberto lo vede già leader della sinistra, dal centrodestra una posizione comune: con Cofferati leader governeremo fino al 3000. E dal centrosinistra Boselli sembra d'accordo: "con lui difficile vincere " .

    (11 GENNAIO 2003: ORE 151, aggiornato alle 187)
    "



    Neppure i governi sono scelti o...abbattuti dalle piazze....in DEMOCRAZIA.

    Saluti liberali

  7. #17
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    dal quotidiano torinese LA STAMPA

    " La Stampa del 13/01/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Bassolino: caro Sergio, sulle riforme bisogna confrontarsi col Cavaliere
    «Entri nell'ufficio-programma». A Fassino dico: gestione unitaria dei Ds

    --------------------------------------------------------------------------------

    NAPOLI PER Sergio Cofferati è l'ora di un altro passo in avanti. Rutelli e Fassino gli chiedono di lavorare al programma del nuovo Ulivo? Antonio Bassolino dice: «Penso che sia la via giusta e realistica per impegnare Cofferati in uno sforzo politico più collegiale, per il quale - credo - sia giunto il tempo». Ma anche per Piero Fassino è venuto il momento di un altro passo avanti. « E' l'ora, a mio avviso, di una iniziativa del segretario per giungere ad una gestione unitaria del partito - spiega Bassolino -. Lo dico, naturalmente, in modo del tutto disinteressato: ma se si trova la maniera di coinvolgere positivamente Cofferati nel ruolo che dicevamo, allora nei Ds ci sono altri uomini e altre forze che al Congresso di Pesaro sono state su posizioni diverse da quelle di Fassino e che possono essere coinvolte in uno sforzo di gestione e direzione unitaria del partito ». Questo dice il governatore della Campania. E alcuni, magari, commenteranno: ecco il Bassolino «pontiere», terzaforzista e chissà che altro. In realtà, il vero assillo che è dietro il ragionamento dell'ex sindaco di Napoli, è che qualcosa si muova, che si avvii una sorta di disgelo «perché io voglio vincere e per vincere è necessario coinvolgere tutti e allargare l'Ulivo anche oltre i suoi confini del `96». Per il resto, Bassolino si distingue - nel merito - da alcune delle posizioni di Sergio Cofferati (sostiene per esempio che sulle riforme il confronto con Berlusconi è necessario), ma chiede al vertice dei Ds di avere memoria, di non offuscare il ruolo cui ha assolto e può assolvere l'ex capo della Cgil: «Sarebbe ora - dice - che tutti riconoscessero che sull'articolo 18 Cofferati ha condotto una grande battaglia e ha avuto ragione, riuscendo a fare di una questione di merito una grande lotta politica, sociale e sindacale: quella, appunto, in difesa dei diritti».
    Lo dice perché tutto ciò le sembra poco riconosciuto?
    «Lo dico perché a volte si sottovaluta quanto la situazione sia cambiata rispetto a un anno fa, e come e perché questo sia avvenuto. Dopo la sconfitta elettorale e con un Ulivo immobile, diviso e incapace di reagire, si sono messe in moto molte cose, dal punto di vista sociale e politico. Ma sociale innanzitutto».
    Si riferisce alla battaglia di Cofferati in difesa dell'articolo 18, è così?
    «Secondo me si è poco riflettuto sulla prontezza con la quale Cofferati ha colto l'importanza e le potenzialità di quella lotta, muovendosi anche in modo non tradizionale rispetto alla storia del sindacato (penso all'unità sindacale, spesso considerata un valore in sé). Quella lotta - a differenza di tante critiche mosse alla Cgil - è stata vissuta nel paese come una battaglia di modernità: e questo spiega una partecipazione che è andata ben al di là dei lavoratori dipendenti, fino a coinvolgere quelli che Paul Ginsborg ha definito ceti medi riflessivi».
    Tutto questo, però, riguarda il passato. La questione che è oggi di fronte al centrosinistra...
    « Guardi che riflettere sul passato non è un esercizio inutile. Vorrei ricordare che dopo la vittoria di Berlusconi discutevamo sul numero di decenni che sarebbero stati necessari per tornare a vincere e governare... Oggi l'opposizione ha rialzato la testa, in Parlamento e nel paese: e se è vero che Rutelli e Fassino stanno facendo un buon lavoro, è innegabile il ruolo avuto da Cofferati e dai movimenti nati anche sull'onda dell'iniziativa della Cgil».
    Oggi, però, Rutelli e Fassino chiedono a Cofferati di dare una mano stando sul ponte di comando dell'Ulivo. Lei è d'accordo?
    «Bisogna muoversi con attenzione e intelligenza, sapendo che i tempi politici non sembrano brevissimi, che dunque occorre respiro e fiato lungo, e che ci possono essere diversi ruoli nella battaglia per sconfiggere il centrodestra. Credo che l'invito rivolto a Cofferati di lavorare all'elaborazione del programma del nuovo Ulivo sia la via giusta e realistica per impegnarlo in uno sforzo politico più collegiale, per il quale credo sia giunto il tempo. E' anche, a mio avviso, il modo migliore per sottrarre Cofferati alle spinte opposte cui è sottoposto: quella di chi gli dice "continua a fare soltanto quello che stai facendo", e quella di chi lo preme sulla linea "vieni qui al partito, che c'è una stanza importante per te". In particolare, credo che sarebbe un danno enorme per l'Ulivo se Cofferati recidesse i suoi legami con un mondo che è indispensabile per una futura vittoria elettorale».
    Dunque lei è favorevole ad un diverso e più diretto impegno di Cofferati ai piani alti dell'Ulivo?
    «Ripeto: chiedergli di lavorare al programma mi pare una via giusta e realistica. Ad una condizione, però: che assieme a Cofferati siano chiamate all'impegno altre personalità del centrosinistra - penso ad un uomo per tanti aspetti essenziale come Giuliano Amato - ed esponenti dei movimenti: intendo quelli di Firenze ma anche quelli che a Firenze non c'erano. Questo, naturalmente, se si vuole vincere... Perché io apprezzo il richiamo che arriva da più parti allo spirito del `96, ma bisogna sapere che rispetto a quell'epoca molte cose sono cambiate. E che quel che ci serve è un Ulivo vincente domani, cioè nel 2204, nel 2005 o nel 2006, non una fotocopia dell'Ulivo che vinse dieci anni fa».
    E il rapporto tra i Ds e Cofferati può, a suo avviso, superare le attuali e durissime polemiche?
    «Io credo questo: che se si trova il modo di coinvolgere positivamente Cofferati nel ruolo che dicevamo, sarebbe giusta una iniziativa per una gestione ed una direzione unitaria del partito. Lo dico in maniera disinteressata, avendo già di che occuparmi qui in Campania... E aggiungo che, proprio per il buon lavoro che sta facendo pur in mezzo a tante difficoltà, dovrebbe essere Fassino ad assumere questa iniziativa. Non è possibile che siano solo i Ds, anche nella Seconda repubblica, a cristallizzare all'infinito le divisioni uscite dal congresso».
    Un'ultima domanda, sul tema che ha riaperto la polemica tra Cofferati e il vertice dell'Ulivo: secondo lei è necessario, opportuno, un confronto con la maggioranza sul tema delle riforme o «con Berlusconi non si tratta»?
    «Noi abbiamo un grande problema: completare il cammino tortuoso fatto in questi anni sul terreno delle riforme. Perdemmo, negli anni in cui era possibile, l'occasione di farlo nella sede più giusta: un'Assemblea costituente che vedesse al lavoro non solo parlamentari, ma anche personalità, sindaci e presidenti di province e di regioni. Ora dico: è importante che su questo tema si sviluppi un confronto unitario, che veda protagonista - dunque - anche il centrosinistra e che trovi nel Parlamento e nei suoi organismi la sua sede naturale. Ciò va fatto non solo per le giuste e ripetute sollecitazioni del capo dello Stato, ma perché ne ha bisogna la nostra democrazia. La mia opinione, dunque, è che su questo tema occorra lanciare una sfida e andare al confronto con il centrodestra. Ponendo alla maggioranza anche la questione di riforme su materie quali il pluralismo dell'informazione e la concentrazione dei mezzi finanziari e televisivi. Si tratta di grandi temi che riguardano la democrazia e dunque le istituzioni. E si tratta, soprattutto, di temi non più eludibili».



    Saluti liberali

 

 
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