Il piccolo quadratino di materiale plastico sul quale poggia il mio mouse (mi pare si chiami mouse-mat in inglese) raffigura i due celebri putti alati che, braccia poggiate su una balaustra, con aria annoiata rivolgono lo sguardo verso l' alto. Forse non tutti sanno che fanno parte di un celebre quadro di Raffaello: la Madonna Sistina. Cosiddetta perché destinata in origine alla chiesa piacentina di S. Sisto e finita, dopo molte vicissitudini, alla pinacoteca di Dresda. Quel che i due frugoletti osservano è la più bella raffigurazione della Vergine mai eseguita.
Maria incede, con sublime levità, su di un denso banco di nuvole reggendo il Bambino tra le braccia mentre un tenue alito di vento dolcemente le ondeggia l' ampio mantello. Madre e Figlio entrambi fissano lo spettatore con occhi grandi e attenti, mentre Santa Barbara e San Sisto, ai lati della Vergine, si genuflettono in segno di omaggio.
Questo quadro ha rischiato di andar perduto per sempre durante uno dei più massicci, ed inspiegabili, bombardamenti della seconda guerra mondiale. Inspiegabile perché la Germania era ormai in ginocchio, si era negli ultimi mesi di guerra, e Dresda, detta la Firenze sull' Elba, non possedeva obiettivi bellici di sorta.
Invece la capitale della Sassonia fu quasi completamente rasa al suolo e molte delle opere d' arte intrasportabili, come chiese, palazzi e castelli, furono persi per sempre.
Speriamo che i curatori dell' immenso patrimonio archelogico iracheno, proveniente dagli scavi di antiche e favolose città quali Ur, Ninive, Babilonia, Samarra, Ctesifonte, provvedano a mettere al sicuro le loro inestimabili opere d' arte affinché, tornata presto la pace, esse siano nuovamente rese fruibili agli appassionati del mondo intero.

Gianni Guelfi