...Cofferati.
Glielo dobbiamo riconoscere, è un fenomeno. Pur essendo un impiegato della Pirelli, riesce a fare un sacco di cose che con la Pirelli non c'entrano. Perfino fondare un nuovo partito, il Partito del lavoratori, lui che non ha ma lavorato.
Così inizia l'articolo di Vittorio Feltri su Libero di sabato 11 gennaio 2003; e prosegue:
Ricorderanno gli elettori le sue dichiarazioni quando abbandonò la segreteria generale della Cgil, al termine dell'estate: me ne torno in fabbrica, nello stesso posto da dove sono venuto; e non mi occuperò di politica se non da semplice iscritto. Un novello Cincinnato, forse era in buona fede ( ma un gran capo sindacale, che durante i governi ulivisti osserva senza reagire alla perdita di sessanta mila posti di lavoro in Fiat, è ancora credibile?), chi lo sa.
Poi però, in pochi mesi, ha cambiato idea e strategia. Alla Pirelli è comparso raramente per non dire mai. D'altronde ha avuto troppo da fare. Un giorno a Lecce per un incontro, un giorno a Torino per un convegno. Un altro giorno a Milano per una conferenza. Sempre in giro: impegni, confronti, dibattiti. La vita di un ex sindacalista è dura.
Mercoledì Sergio era a Bergamo, in un teatro, prima tappa di un lungo tour d'Italia per presentare il programma del nascituro movimento. Lui arringa le folle e le folle applaudano. Una cronachetta su Repubblica (ed. di giovedì) lo descrive lucido, preparato, incisivo, capace di restituire entusiasmo agli sconsolati progressisti.
Crediamo all'estensore dell'articolino.
Dal quale si evince che il Cinese è persuaso di farcela. Non a diventare leader del Partito della Sinistra ora guidato da Fassino, bensì a confezionarsi un partito su misura con l'appoggio del regista Moretti e dell'esercito incavolato dei pacifisti-disubbidienti-no global. La nuova sigla a sinistra dovrebbe annientare, nei programmi del nuovo Duce, i diessini, i rifondazionisti e i comunisti italiani, ormai in brache di tela.
Sulla carta il piano è semplice. Oltrepassare il venti per cento dei consensi (il venti sarebbe già assicurato), quindi alleanza con Prodi, nel frattempo rientrato da Bruxelles, e battaglia all'inaffidabile Berlusconi.
Chi sarà il candidato prermier? Cofferati o Prodi? Il professore.
Per adesso. Infatti l'impiegato fantasma della Pirelli medita di sostituirsi a lui in corsa, grazie alla spinta della base urlante.
Un Ulivo a conduzione cofferatiana e a trazione comunista non mi pare in grado di percorrere molta strada nè di giovarsi d'un parroco ciclista astuto e "cattivo" come il pio Romano.
Ma non vi sono certezze. Tranne una. L'ex sindacalista ha contro tutta la nomenclatura della sinistra: da Fassino a Cossutta a Bertinotti. Il che significa guerra fratricida, ulteriore frantumazione dell'opposizione e un favore al Cav.. Il quale trarrà forza dalla debolezza dell'avversario allo sbando.
Sbando che sarebbe totale qualora ci fosse l'ttacco a Saddam, su cui il Prlamento avrà l'obbligo di esprimersi. Difficile ipotizzare compattezza nelle scelte della minoranza.
I riformisti, e i margheritini, o si asterranno o si schiereranno per coerenza col governo. Altra divisione sulla rive gauche. Altro regalo a Berlusconi, sempre più saldo in sella.
E se reggerà la prossima Finanziaria, rimarrà a Palazzo Chigi finchè non deciderà di traslocare al Quirinale.
saluti




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