Con un interessante articolo a pagina 6 del "Giornale" di oggi, Gian Luigi Nuzzi ci informa degli ultimi sviluppi del processo perugino ai due ispettori di PS autori (2 marzo 1996) della famigerata intercettazione al Bar Mandara di Roma: apprendiamo in particolare che l'insigne Professor Paolo Guia, esperto di acustica del CNR (Comitato Nazionale della Ricerca) e consulente del GIP, deponendo durante l'udienza dell'incidente probatorio, è tornato a ribadire pubblicamente come la cassetta contenente i nastri dell'intercettazione sia stata manipolata, e la bobina registrata non sia affatto quella originale.
In attesa che il professore depositi la perizia conclusiva, non bisogna dimenticare che si tratta di un dato inquietante: nel 1996 infatti,dall'esito di questa intercettazione - che il pm titolare dell'inchiesta, Ilda
Boccassini, asserì essere stata condotta..."con tecniche da antimafia di prima linea" (sic!) - scaturì la tempesta giudiziaria sulle "toghe sporche" romane, nella quale, come supremo ispiratore, restò invischiato da subito Silvio
Berlusconi, allora leader del Polo delle Libertà, a poche settimane dalle elezioni politiche (che poi l'Ulivo vinse di stretta misura, quanto a numero totale di voti presi).
L'allora capo dell'opposizione democratica era infatti accusato dalla famigerata "Teste Omega", ossia Stefania Ariosto, di aver operato attraverso l'avvocato Cesare Previti per corrompere vari giudici romani,al fine di
"aggiustare" a proprio favore le sentenze di alcuni importanti processi dei primi anni '90: ed a tutt'oggi, facendo leva sul suo ruolo di imputato nei processi milanesi per corruzione delle (presunte) "toghe sporche"
capitoline, la Sinistra ha buon gioco ad infangarne l'immagine di leader credibile.
C'è nessuno che, fremendo di autentica indignazione, consideri ciò di una estrema gravità?
Jeronimus per Il Legno Storto




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