Ogni domenica i figli degli immigrati studiano lingua e cultura del paese d'origine e le richieste aumentano
A Treviso una scuola araba
Ospitata dalla Circoscrizione Centro, accoglie 40 bambini
di Michela Santi
TREVISO. Tre ore ogni domenica mattina per conoscere lingua, tradizioni ed arte araba. A frequentarla sono i bimbi degli immigrati marocchini. In quaranta, tra i 3 e i 5 anni e mezzo, provenienti da tutta la provincia, si ritrovano nella sala della circoscrizione Centro, in via Dalmazia. Ma la lista di attesa supera già le 80 unità, e l'Unione delle Associazioni Marocchine è in cerca di nuovi spazi.
La scuola araba «Averroè» ha così sondato la disponibilità delle parrocchie. Don Giovanni Pesce, del Sacro Cuore, prende tempo: «Nessuna preclusione se si tratta di favorire l'integrazione. Una scuola religiosa dove si studi il Corano sarebbe, invece, un'altra cosa». Gli fa eco il presidente della Circoscrizione, Maurizio Demma, di An: «La sede è aperta e non abbiamo nulla contro l'insegnamento dell'arabo. Basta che vengano rispettate le regole».
--------------------------------------------------------------------------------
TREVISO. Tre ore ogni domenica mattina per conoscere lingua, tradizioni ed arte araba. A frequentarla sono i bimbi degli immigrati marocchini. In quaranta, tra i 3 e i 5 anni e mezzo, provenienti da tutta la provincia, si ritrovano nella sala della circoscrizione Centro, in via Dalmazia. Ma la lista di attesa supera già le 80 unità, e l'Unione delle Associazioni Marocchine, che ha promosso la scuola, ora cerca nuovi spazi, chiedendo disponibilità alle parrocchie del Sacro Cuore e di San Liberale.
La «scuola araba Averroè» gestita da volontari e da insegnanti marocchini, è gratuita e aperta a tutti. Ma di fatto, per ora, riesce a rispondere soltanto alla domanda numerosa delle famiglie di immigrati, che desiderano far conoscere la cultura del loro paese di origine, ai figli nati in Italia. L'iniziativa utilizza i locali della Circoscrizione come molte altre associazioni, apolitiche e laiche, con permesso deliberato dal consiglio nel giugno scorso. Secondo il regolamento infatti, tutti possono usufruire della sede di quartiere, purché non si facciano attività di tipo politico o religioso. I bambini si ritrovano in via Dalmazia, vicino alla chiesa del S. Cuore, ogni domenica mattina da un mese. L'entusiasmo è alle stelle e l'iniziativa sta attirando l'interesse delle famiglie residenti nei comuni limitrofi, ma anche di Pieve di Soligo, Follina, Mogliano. La Comunità Marocchina desidera far conoscere ai trevigiani questa iniziativa, che va a favore dell'integrazione nel rispetto delle diverse culture. «Stiamo lavorando per aprire "scuole arabe" anche fuori Treviso - spiega Kounti Adberrahamane, presidente dell'associazione marocchina Atlass e promotore con altre associazioni dell'iniziativa culturale - ora stiamo cercando altri spazi. C'è la necessità di coinvolgere insegnanti volontari italiani. Ci hanno già dato disponibilità alcuni docenti e studenti universitari dell'associazione Miani, già attiva nell'inverno scorso, per aiutare, in una sorta di doposcuola, i ragazzi immigrati che frequentano la scuola dell'obbligo. In questi giorni abbiamo preso contatto anche con la direzione didattica del quinto circolo, per avere la possibilità di utilizzare di un'aula nel pomeriggio. Sappiamo che, per questo, dobbiamo fare una richiesta al sindaco Gentilini. Senza farci illusioni seguiamo la prassi, dimostrando, indipendentemente dalla risposta, la nostra presenza e l'intenzione di essere cittadini attivi».
Tra i progetti della Comunità c'è anche il desiderio di dare formazione pedagogica agli insegnanti marocchini. Nella piccola scuola allestita nella sede di via Dalmazia, sono attivi 4 maestri, si tratta di marocchini immigrati diplomati con all'attivo alcuni anni di università, che però in Italia lavorano come operai. Sono però dieci quelli che vorrebbero fare il corso di aggiornamento didattico, magari in collaborazione con le direzioni didattiche. I bambini che si ritrovano ogni domenica sono divisi in due classi che alternano una parte artistica e una di lingua araba e cultura islamica. In questa lezione c'è la possibilità di conoscere e ripetere qualche versetto del Corano. «L'attività - assicura Kounti - è limitata a pochi minuti dell'intera mattinata. Si predilige lo studio della lingua». Per dotare i bambini del materiale e dei libri necessari tutte le associazioni marocchine che fanno parte dell'Unione si sono auto-tassate. Bimbi con rispettive famiglie e maestri si presenteranno ai trevigiani domenica prossima alle 11. All'appuntamento sono invitati anche il presidente della circoscrizione Maurizio Demma, i consiglieri e i parroci delle parrocchie vicine.




Rispondi Citando