O, se volete, "itagliani brava gente"
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Da IL MATTINO di Padova
Padova, venerdģ 17 gennaio 2003, S. Antonio Abate
PRIMA PAGINA
Giallo in provincia di Bari: nessuna traccia di Vincenzo Innamorato e della famiglia. «No comment» dell'istituto
Funzionario fugge con otto milioni di euro
Trucca i conti e sparisce, caccia a un direttore di Antonveneta
PADOVA. Il direttore della filiale di Mola di Bari della Banca Antonveneta, Vincenzo Innamorato, č sparito insieme a 8 milioni di euro sottratti dalle casse dell'istituto. L'ammanco č stato scoperto un paio di giorni fa dopo il mancato rientro al posto di lavoro di Innamorato, che aveva preso un breve permesso. L'assenza ingiustificata ha fatto scattare i sospetti. Nessuna traccia anche della moglie e del figlio. I funzionari di Antonveneta non hanno impiegato molto a scoprire il buco creato attraverso una serie di disinvolte operazioni condotte nell'arco di pił mesi. La sede centrale dell'istituto a Padova non ha voluto commentare l'episodio.
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Un «buco» da circa 8 milioni di euro ha messo un po' di adrenalina negli ambienti ovattati e compassati dell'Antonveneta, il cui direttore della filiale di Mola (Bari), Vincenzo Innamorato, sembra essersi da qualche giorno dissolto come una meteora. Sarebbe scappato con una barca di soldi sottratti dalle casse dell'istituto di credito padovano. Ammanco scoperto un paio di giorni fa, dopo il mancato rientro al posto di lavoro di Innamorato che godeva di un breve permesso. L'assenza ingiustificata in banca ha alimentato i primi sospetti, divenuti con il passare delle ore sempre pił lancinanti.
Vane anche le telefonate per rintracciarlo sia a casa che al cellulare: Innamorato risultava sparito, assieme alla moglie e al figlio. A quel punto i vertici dell'Antonveneta del presidente Antonio Ceola hanno cominciato a muoversi su pił livelli operativi: funzionari ed ispettori non hanno tardato molto a scoprire quella «voragine» da 16 miliardi di vecchie lire, cifra enorme accumulata dal direttore della filiale di Mola tramite disinvolte operazioni versosimilmente studiate studiate a tavolino e messe in preventivo da chissą quanto tempo. In casi analoghi, l'immaginario collettivo gią «vede» il transfuga sdraiato sulla sabbia bianca di una splendida spiaggia tropicale, sperduta in mezzo ai mari del Sud, magari a sorseggiare bevande fresche all'ombra di verdi palmeti. Oppure c'č anche chi immagina il direttore depositare quel tesoro nelle cassette di sicurezza di qualche banca elvetica in grado di garantire ai clienti l'anonimato assoluto. La realtą č un'altra. Non si possono infatti escludere ipotesi meno «letterarie», ben lontane da una vita da nababbo che 8 milioni di euro dovrebbero garantire. Innamorato proviene dalla Banca dell'Agricoltura, uno dei tanti istituti di credito assorbiti dalla Banca Antonveneta, nata a sua volta dalla fusione tra Banca Antoniana e della Banca Popolare di Padova, con sede centrale a Padova. I suoi colleghi di un tempo ricordano Vincenzo come una persona seria e affidabile. Ed anche tranquilla. Ritengono quindi improbabile che possa essersi impadronito di quella fortuna per dare una svolta alla sua grigia routine di bancario. Ipotizzano piuttosto che il direttore della filiale di Mola sia rimasto «strangolato» dall'implacabile giro dell'usura, gestito dalla mafia locale. Sui retroscrena legati alla sparizione di Innamorato c'č ancora tanto da scoprire. Forse tutto. Il pensiero degli inquirenti corre inevitabilmente a quanto accaduto proprio a Mola tre mesi fa, quando venne licenziato e denunciato il direttore della filiale della Banca Popolare di Bari. Stando a quanto accertato dalla Guardia di Finanza con la collaborazione dei vertici dell'istituto di credito, Franco Gallo lucrava sui conti correnti tramite un sistema di contabilitą «parallelo» a quello ufficiale: attirava i clienti promettendo interessi «da capogiro», ma poi intascava i loro soldi. La banca chiese scusa ai clienti, avviando le procedure per i rimborsi e nominando un nuovo direttore.
La maggior parte della gente ritenne che Gallo fosse rimasto vittima di un potente racket di usurai o che si fosse trovato in cattive acque dopo un investimento sbagliato in Borsa. Tutto da decifrare, dunque, anche il retroscena della sparizione del direttore dell'Antonveneta di Mola. Siamo solo al primo round. La veritą č ancora lontana.
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Fidarsi č bene ma............ il baco c'č sempre anche quando non si vede![]()
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Adesso aspetto l'aggressione di quello con le corna![]()
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