
Originariamente Scritto da
Seyen
Su certe cose concordo completamente....su altre un pò meno.
1) Il lavoro è un diritto in quanto senza un uomo NON DOVREBBE poter campare (tranne gravi problemi VERI di salute) senza. L'abilità è nel ricercare quello più idoneo alle proprie attitudini. Lo stato dovrebbe "riciclare" gli inetti nei lavori inetti. MA FARLI LAVORARE NON STAZIONARE

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Essendo di estrazione Cristiana - anche se in senso lato- credo che ciascuna persona abbia delle abilità e quindi sia in grado di svolgere un lavoro. In altri termini non credo esistano inetti ma solo fannulloni. E lo stato non deve dargli lavoro: deve solo creare dei percorsi formativi che consentano a ciascuno di poter sviluppare le proprie abilità. Ciò prevede un cambiamento del concetto di "lavoro" da "mezzo per avere un reddito" o "attività di utilità sociale" a "modo con il quale esprimo le mie potenzialità, conseguentemente guadagno e faccio un servizio al Paese (sia per la qualità del mio lavoro che, indirettamente, con il pagamento delle tasse). Un concetto di lavoro completamente avulso alla sinistra. Ma ancora presente nel nordest (per cui si trovano macellai che lavorano fino ad ottantanni, perchè il lavoro non è visto come fonte di reddito ma come realizzazione personale anche in ambito sociale).
2)Donne gravide. Anche a me rode vedere colleghe starsene fior di mesi a casa ad allattare ed io a lavorare anche per loro. Però poi penso che vorrei averlo anche io un pupo e che se mia moglie non lavorasse non potremmi permettercelo. E quindi? Se non lavora non posso pormettermelo, ma se non può stare a casa i primi due anni devo pagare qualcuno per prendersene cura...e quindi che lavora fare? Per pagare un'alta che fa un'altra per mia moglie? Io credo che lo stato in questo debba poter tutelare la famiglia in quanto tale.
Io non parlo di licenziare le gravide ma di non pagargli le spese materne, per una questione di priorità: le persone che stanno male vengono prima di quelle che stanno bene, dirotterei i soldi della maternità sulla sanità. Inoltre il fatto che lo stato paghi la maternità mi puzza troppo di stato che controlla la vita dei cittadini (socialismo reale o nazismo). Mettere al mondo un figlio non lo considero un dovere sociale ma una scelta intima e personale di un uomo ed una donna che si amano e lo stato non deve metterci becco.
3) Non mi sta molto bene l'assioma Pubblico Dipendente = nulla facente che si sta facendo passare da questo governo. d'accordo che il lassismo in certi ambienti è alto, ma si generalizza troppo...e generalizzare non è mai bene. Sono sicuramente d'accordo con il licenziamento in tronco di chi non fa il suo lavoro anche nella PA.
Infatti mi basterebbe l'inserimento della meritocrazia e del concetto "chi sbaglia paga", automaticamente scomparirebbero gli opportunisti. Fino a quando non saranno inseriti tali criteri pagheremo stipendi inutili e avremo una quota non minoritaria di parassiti statali
4) Come la metti con la depenalizzazione di tutti i falsi in bilancio e dell'evasione fiscale che questo governo (che credo tu appoggi se ho capito) ha varato?
Che è una ingisutizia ma ho scelto quello dei due schieramenti che faceva meno porcherie e forse qualche cosa giusta
Pensi che un qualsiasi libero professionista si spaventi di qualche sporadica multa per evasione a fronte dei soldi che incamera per anni in nero?
Forse è meglio sfatare dei miti. Io sono un libero professionista al pari di tutti i laureati che aprono partita iva. Chi non ha uno studio paterno alle spalle - o un lavoro nella pubblica amministrazione da coniugare alla libera professione- non evade. Innanzitutto perchè dovendo partire da zero non lavorerebbe (arrivano i primi clienti e tu ti fai pagare a nero? Non esiste, ti sputtani completamente) e odia gli evasori (che possono proporrre prezzi più bassi guadagnando di più). Inoltre odio anche tutti i figli di puttana della pubblica amministrazione che lavorano a nero e spesso fanno il controllore in pubblico e il consulente (di ciò che controllano) in privato.
Rimettiamo giuste pene per quei reati non violenti ma sociali. O almeno esproprio forti sui beni (anche intestati a familiari di primo grado come figli e mogli) che provegono da evasione
Va comunque rivisto il sistema di tassazione. Ci sono dei paradossi per cui se una persona sfora di cento euro la fascia di reddito, cambia il regime di tassazione al punto tale che paga in tasse più di quanto abbia incassato (guadagno 100 euro in più e pago 2000 euro di tasse in più).
Mi conviene non lavorare (io non sono ancora a quei livelli di reddito, magari).
Bisogna eliminare due categorie di "chiagni e fotti": i vittimisti che evadono tutto e si lamentano sempre che lo stato è ladro e i comunisti che pretendono che una persona lavori per pagare servizi a fannulloni.
Purtroppo è lo stato che dovrebbe mediare ma non riesce a farlo..