Baby gang, rubano orologio all'amico e telefonano alla madre
Hanno preso l'orologio di un loro amico e telefonato a sua madre, chiedendo dei soldi per restituirlo. Cinque minorenni denunciati per estorsione e rapina.
di Francesco Patti
MILANO - Puniti dalla legge ma perdonati dai genitori. E' successo a cinque minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni, accusati di tentata rapina ed estorsione ai danni di un loro amico quindicenne. Poco dopo le 18 di ieri, i cinque hanno circondato la loro vittima in piazza De Benedetti. Forti della superiorità numerica, i giovani delinquenti hanno costretto Luca, questo il suo nome, a consegnare loro il suo Swatch a titolo di garanzia per la restituzione di alcuni prestiti che gli avevano fatto.
Una somma complessiva che non superava i 40 euro, ma che ha indotto la piccola banda a mettere in atto una vera e propria estorsione. Così Luca ha telefonato alla madre che lo ha raggiunto in piazza De Benedetti dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio. A quel punto il capetto dei piccoli gangster si è presentato alla donna per ritirare i soldi ma è stato bloccato dai carabinieri che la madre di Luca aveva avvertito mentre andava all'appuntamento. I cinque ragazzini sono stati portati alla caserma di via Vincenzo Monti per le formalità relative alla denuncia. Qui hanno potuto mangiare dei panini dato che la questione andava per le lunghe, ma invece di mostrarsi pentiti o, quanto meno, consapevoli di quello che avevano fatto, hanno stupito gli stessi carabinieri con un atteggiamento molto tranquillo. Quasi che quella sosta in caserma fosse una routine da sbrigare il più presto possibile.
Un atteggiamento uguale a quello dei loro genitori che erano stati avvertiti dai militari. Quando sono arrivati in caserma, infatti, i parenti dei piccoli rapinatori hanno portato ai figli acqua e cioccolatini. E dopo la denuncia, tutti a casa con i genitori che li consolavano. "Pensavo di averne viste tante -spiega un sottufficiale con vent'anni di servizio- ma questa è proprio grossa. In questi casi -prosegue il maresciallo- sono gli stessi carabinieri a bloccare i genitori che vogliono prendere i figli a schiaffi, invece questi hanno portato addirittura i viveri di conforto". Nei prossimi giorni i cinque saranno giudicati dal Tribunale dei minori. Ma in caso di condanna potranno sempre contare sulla comprensione dei loro genitrori.
(17 GENNAIO 2003, ORE 22:45)
Raga,voi dite il sangue non centra,il DNA celtico,la genetica sono tutte ca**ate...eppure...cavoli...io non so i cognomi di questi personaggi,ma pare che questi comportamenti (in questo caso talmente sfrontati da telefonare persino alla madre del rapinato) avvengono sempre a Malano e/o in zone ad alta concentrazione terronica e mai in Valcamonica.O meglio: per 100 casi del genere che avvengono a Malano,solo 1 sene verifica in Valbrembana.
Un motivo ci sarà...o no?![]()




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