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Citazione:
Originally posted by PINOCCHIO
scusate se mi intrometto nella discussione.
Credo che i mezzi che i popoli che lottano per l'indipendenza debbano usare nelle loro battaglie si debbano adeguare al comportamento dell'invasore.
La lotta armata contro lo stato italiano non sarebbe recepita positivamente dal popolo sardo (o veneto) visto che esistono degli spazi sufficientemente ampi di lotta non violenta.
saluti padani
Avresti fatto meglio a stare zitto. Nessuno sta parlando di lotta armata, salvo che l'invasore non scelga quel tipo di lotta. Si parlava appunto di metodi di lotta non violenta. Ma anche questi, per poter essere effettuati, devono avere una forte motivazione di fondo che io chiamo odio per le sue caratteristiche di intensità e di rifiuto alla sopportazione. Se la gente se ne frega, se si lascia rubare dai partiti italiani quegli "spazi" che tu dici che esistono (ma non è vero), se per la mancanza di cultura adeguata, per rassegnazione al servaggio, per conformismo o emulazione dell'invasore questo "sentimento" forte non viene acceso e alimentato, la rivolta contro le nostre condizioni attuali non avverrà mai.
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E' proprio questo il punto, il dramma del popolo sardo: la paura di prendere coscienza della reale situazione di servitù in cui vive.
E' molto più facile nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che tutto vada bene, e che comunque niente cambierà.
Per la stragrande maggiorananza dei sardi è più facile essere italiani, continuare a credere al politico di turno che in cambio del voto ti promette la luna, ai villeggianti che dicono quanto siamo civili ora che abbiamo imparato a parlare l'italiano e finalmente , grazie a lora, ci siamo finalmente civilizzati!
Sono una Sarda che vive fra i Sardi e non mi sono mai sentita un'incivile, mi duole solo non saper parlare la nostra lingua.
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Ok, ho capito quello che intendi dire.
Ma il rifiuto dela cultura straniera può avvenire solamente se si offre una alternativa culturale.
Io piuttosto che odio lo definirei forza d'animo, un qualcosa che brucia dentro e da la carica.
Non è e non può essere solo odio, ma anche tanto amore per la propria cultura.
saluti padani
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Citazione:
Originally posted by magda
E' proprio questo il punto, il dramma del popolo sardo: la paura di prendere coscienza della reale situazione di servitù in cui vive.
E' molto più facile nascondere la testa sotto la sabbia e far finta che tutto vada bene, e che comunque niente cambierà.
Per la stragrande maggiorananza dei sardi è più facile essere italiani, continuare a credere al politico di turno che in cambio del voto ti promette la luna, ai villeggianti che dicono quanto siamo civili ora che abbiamo imparato a parlare l'italiano e finalmente , grazie a lora, ci siamo finalmente civilizzati!
Sono una Sarda che vive fra i Sardi e non mi sono mai sentita un'incivile, mi duole solo non saper parlare la nostra lingua.
ma non è solo il dramma dei Sardi....quello che hai postato (mirabile per la sinteticità e precisazione) è il dramma di tutti i popoli asserviti al centralismo itagliano....
vale per la Valsesia come per la Valdossola e la Valdaosta (3 esempi..)
non dolerti .....il Sardo lo puoi sempre imparare....con la cosa più importante , IL DNA SARDO , ci sei nata....;)