Non farmi dire cose che non ho detto. Io non sostengo affatto che sia necessaria la violenza per ottenere quello cui si ha diritto, ma ho citato il caso del Sued-Tirol, in cui le canzoni delle bombe e delle armi hanno fatto smuovere lo Stato italiano.
Tu hai convenuto con me ed anzi hai citato anche altri casi. Gandhi sapeva che avrebbe vinto agendo "pacificamente", perché l'odio per gli inglesi permeava tutta la popolazione e sia lui che gli occupanti erano consapevoli che una sollevazione popolare avrebbe fatto strage di tutti gli stranieri. La cosa, ovviamente, non conveniva all'India e non piaceva affatto agli inglesi.
Se vuoi che ti citi un altro paese, dove i governi di centro, ottusi centralisti, stavano provocando danni a tutto il loro popolo prima che ai colonizzati è la Francia al tempo dell'Algeria. Doveva venire De Gaulle, un uomo "di destra" a mettere termine a ciò che stava succedendo. Comunque anche lì l'odio del popolo Algerino era fortissimo e le armi cantavano in mille modi. Ma se così non fosse stato, i colonialisti avrebbero continuato a tenere sottomessa l'Algeria.
Il nostro problema è l'indifferenza del popolo, la mancanza di odio verso chi ha stabilito che la nostra terra gli appartiene e verso i suoi vassalli e servitori. Perché se non esistesse questa indifferenza, anche senza violenza e senza armi, potremmo arrivare ad ottenere l'indipendenza. Basterebbe una forte resistenza passiva in ogni settore della vita pubblica, il sabotaggio della loro propaganda e delle loro manifestazioni, il rifiuto di acquistare beni da loro prodotti, il non mandare a scuola i nostri figli, e ... alla via così,sai quante cose si potrebbero fare?
E comunque, per concludere, se si deve lottare per la patria bisogna essere preparati a tutto, anche a difenderci.