Nella citta' di Hebron....
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Ad Hebron risiedono, illegalmente secondo la legge internazionale, 450 coloni in mezzo a piu' di 130.000 palestinesi. Perche'? Perche' essi credono che Abramo compro' una tomba in cui seppellire se' stesso e la sua famiglia 4000 anni fa. Questa credenza li rende in grado di trasformare la vita degli indigeni palestinesi in un inferno di provocazioni, furti, saccheggi e violenze, torture, demolizioni di case e confisca di terre, interruzione dei rifornimenti d'acqua e rigidi coprifuoco, durante i quali, con la copertura dell'esercito che circonda il loro insediamento nel cuore della citta' palestinese, si dedicano al loro passatempo preferito: imperversare nella citta' deserta, sfasciando negozi, finestre, terrorizzandone gli abitanti.
Nel momento in cui tre guerriglieri palestinesi hanno ingaggiato una battaglia (ad armi impari) con un contigente militare ad Hebron, uccidendo nove militari e tre coloni armati della sicurezza interna di Kiriyat Arba, il mondo e' stato rapido a condannare l'incidente come un "deprecabile attacco terroristico".
Tristemente, il mondo tace quando decine di migliaia di civili innocenti vengono terrorizzati e minacciati di essere buttati fuori dalle loro case, come ha recentemente pianificato Ariel Sharon, il quale ha approfittato dell'attacco per espandere l'insediamento illegale nel cuore di Hebron. Supportato dal suo ministro per le Costruzioni (illegali) Nathan Sharansky, ha affermato che dovra' essere assicurata "continuita' territoriale" tra l'insediamento illegale di Kiryat Arba (nella periferia di Hebron) e l'insediamento illegale nel cuore di Hebron. In realta', i coloni paramilitari di Hebron, con la copertura dell'esercito d'occupazione, hanno gia' costruito un avamposto presso il sito della battaglia di venerdi. In sole 24 ore, i coloni sono riusciti a procurarsi tende ed un generatore elettrico. Dopo altre 24 ore, gia' si avventuravano in campi in cui non osavano avvicinarsi prima, mentre i soldati facevano buona guardia al muro di cemento gia' eretto in precedenza e che confiscava altra terra palestinese. I palestinesi non potevano fare altro che guardare in silenzio dalle finestre semichiuse delle loro case.
La cosa piu' sconvolgente e' il fatto che 450 coloni estremisti, insediatisi in un territorio occupato in violazione della legge internazionale, possano opprimere impunemente una popolazione di 130.000 palestinesi senza suscitare il minimo risentimento o rimprovero da parte della comunita' internazionale.
La popolazione di Hebron vive perennemente in stato d'assedio, soffocata da interminabili coprifuoco, mentre i veicoli blindati israeliani prendono posizione nelle aree strategiche della citta', pronti ad abbattere civili a casaccio, a confiscare case da utilizzare come avamposti militari, a radere al suolo coltivazioni e oliveti.
Recentemente, il governo israeliano, instancabile supporter delle bande coloniche paramilitari, ha parlato apertamente di ripulire etnicamente l'area di Hebron, per espandervi gli insediamenti illegali. La realta' della pulizia etnica che i palestinesi stanno affrontando nella loro terra occupata sembra non preoccupare la comunita' internazionale. Al contrario, la favola propagandistica di Netanyahu secondo cui ad Hebron vi e' stato un "massacro di fedeli in preghiera", e' stata adottata senza problemi e le vere vittime, l'oppresso popolo palestinese, sono state condannate per aver difeso il loro diritto alla terra ed alla liberta'.
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