21 Gennaio 1924 - 21 Gennaio 2003
Sono passati ben 79 anni da quel giorno di gennaio in cui si spegneva, per un male ereditario al cervello, una delle menti più illuminate che la storia ricordi.
In quel giorno moriva, a soli 54 anni, Vladimir Il'Ich Uljanov, conosciuto come Nikolaj Lenin, dopo un lungo calvario che lo aveva costretto ad un abbandono forzato dell'attività politica della neonata Unione Sovietica, alla cui costruzione la sua intera vita era stata dedicata.
In quel 24 gennaio la commozione, la nostalgia e la gratitudine erano evidenti sui volti degli operai, dei contadini, degli umili che si stringevano in un ultimo saluto destinato a colui che aveva reso possibile, tramite il suo impegno e la sua tenacia, la costruzione di una nuova società, che avrebbe dovuto essere modello per tutte le nazioni della terra.
La sorte fu avversa al povero Vladimir, la sua salute precaria non aveva solo compromesso una vita interamente devolta alla causa degli sfruttati, ma, come si sarebbe dimostrato evidente di lì a poco, anche il destino di quella società ne era stato pesantemente condizionato.
Nessuno poteva prevedere allora l'evolversi dei fatti, perchè, con quella vita, non si spegneva nel cuore dei popoli del mondo la speranza indelebile in un domani migliore.
Cosa sarebbe il mondo odierno se quel giorno Lenin non si fosse spento? Cosa sarebbe successo se la malattia non l'avesse divorato? Quale sarebbe stato il corso degli eventi futuri?
Alla faccia di chi, tutt'oggi, crede il regime che di lì a poco si sarebbe costruito realmente eredità di quest'uomo, la risposta è che probabilmente il mondo intero, oggi, sarebbe stato radicalmente diverso, la vita di tutti i popoli del mondo sarebbe stata radicalmente diversa.
Proprio questa certezza dev'essere per noi, a 79 anni di distanza, come combustibile per la scintilla che arde nei cuori di chi crede in un futuro migliore, di chi crede in un mondo migliore, di chi crede nella giustizia degli oppressi, di chi ancora, contro tutto e tutti, contro le falsità e la menzogna, crede nel comunismo, futura umanità.
Per questo non dobbiamo, oggi, nell'anniversario della sua morte, vergognarci di ripetere:
ONORE E GLORIA AL COMPAGNO LENIN!
Ma soprattuto non dobbiamo dimenticare i suoi insegnamenti.
Perchè dimenticando il passato, non ci potrà mai essere futuro migliore.




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