Interessante articolo del Campo Antimperialista tratto da radiobase.net
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Campo Antimperialista
1. A chi diamo fastidio?
E' in atto una campagna subdola di diffamazione verso il Campo Antimperialista.
Non ci stupisce. Certi ambienti di sinistra accusano il Campo di essere un raduno (citiamo da msg effettivamente circolati nella rete) di <terroristi>, <nazionalisti>, <fascistoidi>.
Ci permettiamo di rispondere.
Colpisce anzitutto che le accuse siano dello stesso tono di certi media borghesi, che da almeno tre anni ci riversano addosso le stesse calunnie. Libero e Il Giornale anzitutto. Questa coincidenza non e' casuale, si tratta di avversari che, volendo stroncare l'esperienza che rappresentiamo e non accettando un dialogo politico degno di questo nome, non possono che attaccarsi a dei pretesti.
Non possiamo accettare che il Campo sia criminalizzato, come fanno gli sbirri, e definito raduno di <terroristi>, terrorizzando realmente chiunque voglia parteciparvi. E per questo particolare, alcuni tentano di farci passare come collusi coi fascisti!
Contro questi sleali attacchi noi rispondiamo che nessun fascista e' mai entrato ed entrera' nel Campo Antimperialista. Noi abbiamo chiesto a questo gruppo, per poter aderire al Campo, di accettare manifesto e regolamento e di dichiarare pubblicamente di essere antifascisti. L'hanno fatto. Abbiamo chiesto loro di abbandonare la tradizione <nazional-comunista>. Anche questo hanno dichiarato.
Ora, quali sono i criteri per definire la natura di un gruppo? Il suo programma, la sua pratica, i suoi contatti internazionali, la sua storia, la sua base sociale. Forse ci sbagliamo, ma considerando TUTTI questi fattori, noi riteniamo che definire fascista questo gruppo è una pura scemenza.
Per inciso: con l'uso del sostantivo <nazionalitario> (utilizzato in Sardegna, in Corsica, in Catalogna, in Galizia e nei paesi baschi) molte forze progressiste intendono appunto smarcarsi dal <nazionalismo> puro e semplice, che ritengono ambiguo e spesso di destra. In altre parole NAZIONALITARIO distingue coloro che difendono l'idea di nazione ma su basi socialiste ed egualitarie. Si tratta di un movimento eterogeno ma di lunga tradizione politica e con profonde radici. Chi si rifiutasse di dialogare con questa corrente dimostrerebbe non solo miopia, ma un atteggiamento sciovinista verso i popoli OPPRESSI che chiedono la loro autodeterminazione contro l'Europa di Maastricht.
Chi vuole sinceramente convincerci che ci sbagliamo puo' farlo, ma con ragionamenti seri, con argomenti, non con invettive paranoiche della serie <di notte tutte le vacche sono grigie>. Tantomeno spaventandoci col ricatto di puntarci addosso l'arma della calunnia. Ha il diritto di farlo a condizione che esprima un'effettiva solidarieta' al Campo Antimperialista. Chi non la esprimesse come puo' pretendere che la sua critica sia presa come sincera?
Temiamo infatti che si stiano utilizzando dei volgari pretesti per tentare di farci fuori, per la gioia di chi (indovinate un po') ci sta provando con ben altri mezzi e da molti anni. Ai nostri detrattori che ci accusano di <albergare> <terroristi>, <nazionalisti> e <fascistoidi> diciamo allora:
Noi siamo contro il terrorismo, tuttavia ci sono circostanze in cui il terrore e' necessario per inceppare la macchina bellica dell'oppressore imperialista,
Noi siamo contro il nazionalismo, tuttavia occorre sostenere le lotte rivoluzionarie di liberazione nazionale dei popolo oppressi,
Noi siamo internazionalisti, ma a volte e' necessario difendere il patriottismo contro oligarchie asservite agli interessi imperiali,
Noi siamo contro le frontiere e gli Stati, ma si danno casi in cui dobbiamo batterci contro le interferenze straniere e in difesa delle sovranita' nazionali,
Noi siamo contro il riformismo, ma molte volte dobbiamo lottare per riforme che migliorino la situazione dei proletari,
Noi siamo contro lo Stato, ma sappiamo che dopo la rivoluzione gli sfruttati non potranno farne a meno per spezzare la resistenza delle vecchie classi dominanti,
Noi siamo contro la democrazia borghese tuttavia, contro la reazione montante, dobbiamo difendere i diritti democratici legalmente sanciti,
Noi siamo contro il parlamentarismo e l'elettoralismo della borghesia, ma in alcuni casi utilizziamo questi strumenti negli interessi della rivoluzione,
Noi siamo contro il lavoro salariato, eppure difendiamo tutte le lotte operaie per aumentare i salari,
Noi siamo per la pace, ma sappiamo che per la liberazione occorre la guerra rivoluzionaria.
Noi siamo contro le religioni, tuttavia vi sono movimenti religiosi che possono essere nostri alleati nella lotta antimperialista,
Noi siamo contro il fascismo sempre.
Tutti quelli che sono daccordo con questi principi possono partecipare al Campo Antimperialista, che entro queste coordinate e' un luogo ampio e aperto.
Vi sono, provenienti soprattutto dal <3. Mondo>, forze democratiche e progressiste che lottano in condizioni disperate contro l'imperialismo. Dovremmo respingerle? Vi sono movimenti nazionalisti che combattono armi in pugno contro governi asserviti al capitalismo internazionale? Dovremmo respingerli? Vi sono organizzazioni islamiche che contrastano, a prezzo di grandi sacrifici, l'occupazione sionista. Dovremmo respingerli? Vi sono movimenti indigeni che si battono per l'autogestione delle loro comunita'? Dovremmo respingerli? Vi sono associazioni per i diritti umani? Dovremmo respingerli? Vi sono partiti comunisti che praticano la guerra popolare? Dovremmo respingerli? Altri che usano forme estreme di guerriglia urbana? Dovremmo respingerli? Vi sono addirittura rappresentanti di paesi sotto embargo e ridotti alla fame. Dovremmmo respingerli?
Noi non li respingiamo. Essi vengono al Campo non solo accettando il suo manifesto ma pure le sue regole; e vengono appunto perche' il Campo e' il solo luogo del mondo dove sia possibile dialogare, coordinarsi, stringere accordi, creare le basi per un fronte antimperialista internazionale; fuori da ogni finzione mediatica o burocratica.
In molti, in Occidente, fanno spallucce davanti a questo processo, oppure lo disprezzano. Ma esso va avanti e gode di ottima salute. Vedremo nei prossimi anni chi ha visto giusto: noi, che riteniamo che la forza motrice del processo rivoluzionario mondiale e' nelle periferie dell'Impero; o i nostri avversari che ritengono che l'Occidente sia l'ombelico del mondo e il faro dell'antagonismo.




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