...giornalista.
Scrive a Il Foglio Loic Hennekinne, ambasciatore francese in Italia:
"Signor direttore- Mi permetta, dopo aver letto l'articolo del Foglio sul presidente Chirac ('Chirac non si piega, la sinistra pacifista trova il masxchio di destra che fa per lei', giovedì 23 gennaio) di esprimere la mia incredulità e il mio sdegno per il livello di volgarità al quale si è abbassato in questa occasione il giornale che lei dirige. Purtroppo non basta citare l'imperatore Adriano per avere cultura, nè alludere all'opera di un grande regista come Almodòvar per raggiungere la sua maestria nell'arte sublime dell'ironia. Non voglio entrare nel merito dell'articolo: lo stile allusivo, le insinuazioni, le confusioni volute, a tutto si prestano fuorchè a un dibattito franco e sereno. Appartengono piuttosto a una letteratura di bassa lega, con un vago sentore di quella che si poteva leggere negli anni Trenta. Spero vivamente che il Foglio possa fare di meglio e non dubito che vorrà pubblicare questa lettera. Distinti saluti".
Puntuale la risposta del direttore:
"Signor ambasciatore, una volta eravate maestri nella nuance (savoir faire ,ndr). E' per questo che vi abbiamo ammirati, già negli anni Trenta. Ma da quando vi siete rifidanzati con i tedeschi, che avete praticato con affetto negli anni Quaranta, siete diventati troppo supponenti e troppo nervosi".
Molto nervosi, oserei dire: ecco un ambasciatore che dà del "fascista" a un giornalista che non la pensa come lui.
saluti




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