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Discussione: L'ambasciatore e il...

  1. #1
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    Predefinito L'ambasciatore e il...

    ...giornalista.

    Scrive a Il Foglio Loic Hennekinne, ambasciatore francese in Italia:

    "Signor direttore- Mi permetta, dopo aver letto l'articolo del Foglio sul presidente Chirac ('Chirac non si piega, la sinistra pacifista trova il masxchio di destra che fa per lei', giovedì 23 gennaio) di esprimere la mia incredulità e il mio sdegno per il livello di volgarità al quale si è abbassato in questa occasione il giornale che lei dirige. Purtroppo non basta citare l'imperatore Adriano per avere cultura, nè alludere all'opera di un grande regista come Almodòvar per raggiungere la sua maestria nell'arte sublime dell'ironia. Non voglio entrare nel merito dell'articolo: lo stile allusivo, le insinuazioni, le confusioni volute, a tutto si prestano fuorchè a un dibattito franco e sereno. Appartengono piuttosto a una letteratura di bassa lega, con un vago sentore di quella che si poteva leggere negli anni Trenta. Spero vivamente che il Foglio possa fare di meglio e non dubito che vorrà pubblicare questa lettera. Distinti saluti".

    Puntuale la risposta del direttore:
    "Signor ambasciatore, una volta eravate maestri nella nuance (savoir faire ,ndr). E' per questo che vi abbiamo ammirati, già negli anni Trenta. Ma da quando vi siete rifidanzati con i tedeschi, che avete praticato con affetto negli anni Quaranta, siete diventati troppo supponenti e troppo nervosi".


    Molto nervosi, oserei dire: ecco un ambasciatore che dà del "fascista" a un giornalista che non la pensa come lui.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Scenari.

    Come sfottere Germania e Francia senza indispettire l'Europa.

    Cosa si può prendere in giro, dell'Europa, e cosa no, e come?
    La domanda corre da qualche giorno nei circoli sia anglofoni sia europei non francesi e non tedeschi. I primi sono alla ricerca di più bon ton nell'escalation di sfottò a danno della Framania. Per esempio Rumsfeld voleva semplicemente dire, bonariamente, che con la Francia è la solita storia: si mette di traverso, poi le si dà qualche pacca o vantaggio e alla fine si cheta. La Germania è un caso persino più semplice. All’americano, invece, è scappato, oltre le sue intenzioni, un: è la vecchia Europa. Percepito come umiliante da tutti i continentali. Prodi, invece di segnalare che il contenzioso era tra America e Framania, non tra la prima e tutta l’Europa, ha ribattuto con uno sfortunato: no, è saggia a non volere la bonifica dell’Iraq. Così Blair, gli europei orientali, Berlusconi e Aznar sono stati dichiarati non del tutto saggi dalla Commissione. Con la complicazione che è stato l’Impero (Ari Fleishcher), e non gli interessati,a ribadire che, invece, saggi erano: nostri alleati leali. Imbarazzante. Per questo in America è stato lanciato uno studio urgente sul come sfottere con più eleganza e meno conseguenze la Framania. Un think tank ha proposto, ieri, una lettera di Bush a Chirac e Schroeder, del tipo:”Cari leader, ammiro il vostro tentativo di costruire una super potenza etica. Gli Usa sono impegnati nella definizione del concetto di guerra preventiva – allego carteggio avuto in precedenza con il Santo Padre – e avrei bisogno di un vostro aiuto per connetterlo con la teoria della guerra giusta.” Simili ricerche di “gestione simbolica” sarebbero perfino più utili agli “altri”europei. Per esempio, l’asse francotedesco è risibile, ma spaccare oltre misura l’Europa non darebbe vantaggio a nessuno perché dovremmo comunque stare tutti insieme. Come sfottere senza inasprire gli animi? Non è facile, ma parrebbe divertente invitare i framanici a unirsi ancora di più, fondersi totalmente, per dare un esempio pilota a tutte le altre euronazioni, ovviamente a seguito di un referendum popolare. Mentre non va presa in giro la Convenzione europea, nonostante sia una barzelletta, perché il rito è poco serio, ma c’è dell’anima. Così come vanno sfottute elegantemente le attuali istituzioni formali europee, ma non il processo informale che le ha create: è un esempio unico al mondo di composizione evolutiva delle diversità, un patrimonio cinquantennale di saggezza che ci sarà utile per costruire una Europa finalmente seria nel futuro, quando i framanici avranno smesso i pantaloncini corti.
    A proposito, come si dice in francese “ciuffile”?.

    da il Foglio di sabato 25 gennaio 2003

    saluti

  3. #3
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    Predefinito "Una spaccatura...

    .....atlantica è il peggiore di tutti i scenari possibili in questo momento. Più grave del caos mediorientale che alcuni temono come conseguenza della guerra. Più grave della guerra in sé, e lo dice uno come me, fortemente contrario all’intervento militare in Iraq”.

    Chi dice questo è lo stesso che un paio di giorno fa ironizzò:”Siamo in guerra senza saperlo”.
    Ma prosegue, senza alcuna paura:
    ”Disapprovare un intervento militare che ci sembra privo delle necessarie giustificazioni forti, un intervento che le attuali società dell’Occidente sembrano non reggere, a giudicare dal termometro dell’opinione pubblica non solo della “vecchia Europa” ma anche negli Usa, non ci esime dall’urgenza di fare i conti con una crisi mondial che rischia di diventare ingovernabile. L’Europa politica che noi sogniamo esce in pezzi dai drammatici scontri di questa settimana. Chirac e Schroeder hanno adottato sulla questione irachena una linea che avrebbe potuto convincere. E’ un fatto, però, che, invece di coaugularsi, sono aumentate le divisioni interne ai paesi dell’Unione e il battibecco tra Parigi e Washington rischia di diventare uno scontro tra Europa e Stati Uniti. Non ci vedo nulla di buono. Una cosa è giocare tutto sull’Europa, come dice F. Baiyrou, un centrista francese molto indipendente alle cui posizioni mi sento vicino. Altra cosa è schierarsi in una lite. Tanto più che ci hanno messo pesantemente del loro anche gli americani sfottendo l’amor proprio francese”.
    Francesco Rutelli, intervistato dal Foglio, afferma: “Il punto critico è: essere per l’Europa non può significare essere antiamericani. E viceversa: non essere antiamericani non implica affossare la possibilità di una Europa politica. L’approccio di Tony Blair si è rivelato finora il più sofisticato: l’alleanza con gli americani non si fonda sul fatto che essi sono più potenti di noi, ma sul fatto che condividiamo gli stessi valori occidentali. Sono tra quelli che auspicano la nascita di una forza militare europea e mi auguro che questo obbiettivo sia al centro dei prossimi sei mesi di elaborazione della Convenzione. Ma allo stato attuale delle cose una sfida di potere è insensata. Ha ragione l’America a dire che l’Europa in questo è ‘parassita’: il bilancio militare europeo nel suo insieme è inferiore al solo aumento per il 2003 programmato dagli Usa. E’ uno squilibrio che chiude ogni discorso”.
    Ancora:”Sarà difficile uscire da questa impasse: se l’Onu viene invocato strumentalmente per esercitare un veto contro gli Usa si finisce di dimostrare platealmente che l’Onu non ha alcun potere. Non è un caso che solo Blair abbia le carte i regola per esercitare una certa moral suasion nei confronti di un alleato superpotente”.

    Rutelli? Oggi la sua possibilità di non restare isolato all’interno dell’opposizione è condizionata a una catena di se: “Se la relazione di Blix lunedì fornirà le famose prove o se Saddam sconvolgerà l’opinione pubblica come nel ’90 con le carezze dittatoriali in Tv al bimbo iracheno. Se il ministro degli Esteri Frattini che ha invocato una regia bipartisan per la decisione italiana ne offra anche le condizioni. Se rientrerà la spaccatura atlantica…l’Italia non può restare sola. Se, come vorrei, tutta l’opposizione andrà a salutare gli alpini in partenza”.
    Chiude, l’intervistatore: vorrei ma non posso?
    Risponde, il leader della Margherita:” Almeno sugli alpini si può”.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito re: Caro Mustang, bonariamente ...

    ...come alcuni mesi or sono.

    Guardi che non è solo la Francia e la Germania a frenare sull'attac-
    co all'Irak, ma tutti gli altri 15 paesi EU (vedasi il mio msg di stase-
    ra sul Principale). Jackal.

  5. #5
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    Predefinito Vi è da dire che...

    ...grazie a dio, in Italia vi sono giornalisti che non accettano, da un ambasciatore di Nazione amica, balordi richiami agli Anni 30.

    Ma questo è un concetto troppo dignitoso per essere non dico capito, ma almeno gradito, da "gente" come te.

    x Jakal: tutte le persone "normali e ragionevoli", di ogni razza e colore, sesso ed età, messi davanti alla scelta di fare una guerra, "frenano".
    Pure gli americani.
    Che frenarono negli Anni 40, prima di accorrere in nostro aiuto. Spinti energicamente dal loro Presidente.
    Francia e Germania, oggi, non frenano. Rischiano la spaccatura, pericolosissima, dell'Occidente e dell'Europa.

  6. #6
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    Predefinito re: Le frenate

    Caro Mustang,
    perchè non aspettiamo fino a domani e ci ritroviamo quì a discute-
    re quanto deciderà sulle frenate ? Magari con l'€ a 1,10 sul US$ ?
    Jackal.

  7. #7
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    Predefinito Europetta ...

    ...franco-allemande.

    Hanno provato a mangiarsi l'Europa politica in nome dell'antiamericanismo francese e del neutralismo tedesco, con l'aiuto solerte della presidenza greca, ma ha fatto solo fiasco (vedere l'incredibile lettera scritta dall'ambasciatore francese in Italia). La Francia e la Germania sono pezzi del nostro cuore e della nostra formazione di europei moderni, ma l'Europeretta del presidente e del cancelliere meritava questo epilogo tragicomico.
    Gli inglesi, gli spagnoli e gli italiani, che forse sono anch'essi un pezzo della storia e del presente d'Europa, hanno seccamente comunicato che la riunione di lunedì prossimo a Bruxelles, espressamente convocata alla ricerca di una posizione comune contro lo sforzo americano per spingere l'Onu a essere all'altezza di se stesso ( e per far capire a Saddam Hussein che non si scherza più), è "perfettamente inutile". E come tutte le cose inutili, nasce in un quadro ingannevole.
    Chirac, che è una vecchia volpe, ha tutto il diritto di sostenere come crede l'interesse nazionale francese e di perseguire il solito sogno della grandeur su una linea di irrigidimento diplomatico sotto le insegne dell'Onu. Ma non può credibilmente fare asse con il cancelliere Schroeder, un politico opportunista e malaccorto che ha scambiato il cardine della politica estero tedesca (e dell'identità tedesca) con un pugno di voti, affermando a chiare lettere, in campagna elettorale e dopo, che la Gerrmania si tira comunque fuori. Onu o non Onu.
    Certi trucchi ottici si possono forse rifilare all'opinione pubblica nella bellezza scenografica della reggia di Versailles, in quel gioco incantato di specchi al cui centro ballava Louis XIV, ma nel mondo della comunicazione moderna anche i bambini sanno che Francia e Germania hanno due linee diverse, e non ha senso che premano insieme sull'Onu e sull'America visto che uno dei due ha già detto comunque "Ohne mich", senza di me.
    Aspettando che Putin, di grazia, faccia afflosciare il sogno di Tilsit, e cioè un'alleanza continentale, buona per Saddam Hussein, contro le potenze marittime che hanno salvato l'Europa fascista e la Francia collaborazionista dai suoi fantasmi, viva la faccia di Berlusconi (e anche del 'nuovo' Rutelli) che a quell'amo non hanno abboccato.
    Bisognerebbe ora che il nervo franco-tedesco, così platealmente irritato, sia sottoposto a una rapida terapia sedativa.

    da il Foglio di sabato 25 gennaio 2003

    saluti

  8. #8
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    Predefinito re: Cosa dirà domani Bush ?

    Stamane, da fonti diplomatiche, si è saputo che i 4 stati EU che
    siedono attualmente nel Consiglio di Sicurezza (UK, Francia, Ger-
    mania e Spagna) intendono dare più tempo agli Ispettori per il
    completamento del loro lavoro, ma chiedono il disarmo dell'Irak.

    I 15 ministri degli esteri EU riuniti a Brussels voteranno la stessa risoluzione.

    Russia e Cina sono da tempo sulla stessa lunghezza d'onda...

    E Bush, domani, dirà che "andrà avanti da solo"...

    Non ci resta che augurargli "buon viaggio". Jackal

  9. #9
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    Predefinito Certamente l'augurio verrà...

    ...espresso anche dall'Onu, se Saddam non disarmerà.

    E sarà una "limpida" vittoria dell'Occidente, quello "capitanato" da Usa e G.B., come accadde con "l'Impero sovietico". Ricordi?
    Senza sparare un colpo.

    saluti

  10. #10
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    Predefinito re: Certo che mi ricordo...

    ...ero (e lo sono ancora) a 300 mt. dal muro... J.

 

 
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