Un problema drammatico per i Romanov era quello della successione. Tanto drammatico che le principesse Millica e Anastasija, figlie del re del Montenegro, erano convinte che soltanto con un intervento “soprannaturale” la zarina avrebbe potuto partorire, dopo ben quattro granduchesse, l’agognato erede maschio della dinastia. Ma l’erede maschio arrivò, nel fragile corpo dell’emofiliaco Alexei…In Origine Postato da Tomás de Torquemada
Fu così che nel 1907 durante il suo soggiorno a Pietroburgo, Rasputin fu introdotto a corte dall'archimandrita Feofan, confessore dell'imperatrice Alessandra Feodovna, col pretesto di vegliare sulla cagionevole salute dello zarevic Alessio, affetto da emofilia.
Lo Zar Nicola II e la zarina Alessandra erano angosciati per la grave malattia del figlio ed erano disposti a tutto pur di vederlo in buona salute. Come se non bastasse, Alexei era un bambino vivacissimo ed erano purtroppo numerose le occasioni in cui cadeva e si feriva. E per un malato di emofilia anche una piccola escoriazione può diventare un problema molto grave.
E’ proprio quello che succede alla fine di ottobre 1907 a Carskoe Selo: Alexei cade e si ferisce a una gamba. Le cure dei medici non servono a nulla. Disperata, la zarina decide di convocare quello strano monaco di cui tutta San Pietroburgo parla: è dunque in questo frangente che Rasputin, santo e dannato, irrompe a corte con tutta la forza della sua ambiguità.
A mezzanotte Rasputin arriva al palazzo dei Romanov, allontana i medici, fa sospendere la somministrazione di medicine, si siede al capezzale dello zarevic e inizia a pregare senza mai neppure sfiorare il bambino le cui condizioni, nel corso della notte, migliorano progressivamente. Tanto che, dopo qualche giorno, viene dichiarato fuori pericolo. Da questo episodio, la fama di guaritore di Rasputin esce ingigantita. E, negli anni seguenti, fatti analoghi lo confermeranno agli occhi degli zar come un uomo guidato da Dio, l’unico in grado di salvare la vita all’erede al trono.
Secondo una teoria, Rasputin sarebbe riuscito ad interrompere le crisi ematiche di Alexei utilizzando un tipo di ipnosi che rallentava il battito cardiaco del bambino, e riducendo in questo modo la velocità di circolazione del sangue. Studi recenti hanno invece dato vita a un’ipotesi meno suggestiva: i medici di corte tentavano di guarire l’emofilia dello zarevic con l’aspirina che, se da un lato leniva i dolori articolari, dall’altro acuiva le emorragie causate dall’emofilia. Senza aspirina la salute di Alexei migliorava e il merito andava a Rasputin. Altri hanno però osservato che, se questa spiegazione può essere valida per lo zarevic, molti episodi fanno pensare che Rasputin avesse appreso le tecniche di concentrazione degli sciamani orientali e che, grazie a queste sue doti, fosse in grado veramente di prendere su di sé il dolore delle persone che guariva.





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