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Risultati da 11 a 18 di 18

Discussione: stomachevole...

  1. #11
    cattolico refrattario
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    Predefinito una parentesi

    la macchina che portava i fiori era una Ford....
    per risorgere bisogna insorgere

  2. #12
    Ospite

    Predefinito Re: una parentesi

    Originally posted by http://adsum.it
    la macchina che portava i fiori era una Ford....
    volevi mica rischiare che si inchiodasse nel bel mezzo di una cerimonia di stato?

  3. #13
    cattolico refrattario
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    Predefinito perchè

    perchè partono?
    per risorgere bisogna insorgere

  4. #14
    Ospite

    Predefinito Re: perchè

    Originally posted by http://adsum.it
    perchè partono?
    be...se invece di punto ...la chiami ferrari news...magari parte....

    non te l' hanno detto ?

  5. #15
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    Predefinito Re: Re: una parentesi

    Originally posted by Fra Dolcino


    volevi mica rischiare che si inchiodasse nel bel mezzo di una cerimonia di stato?

  6. #16
    scemo del villaggio
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    Predefinito Re: Intervento di Goyassel La Zucca

    Originally posted by Goyassel La Zucca




    Ill.mo Prof. Damiani, solo una curiosità: leggo nel suo messaggio che l'Avv. Agnelli era stato eletto senatore per il Partito Repubblicano. A me sinceramente non risulta. Io sapevo che gli unici ad essere stati eletti in Parlamento erano il fratello Umberto e la sorella Susanna (quest'ultima anche all'Europarlamento), rispettivamente per la DC e per il PRI. Di lui, invece, non sapevo nulla.
    E' proprio sicuro dell'informazione che ha riportato?

    Confidando nella sua disponibilità, colgo l'occasione per porgere i miei più cordiali saluti,
    G.L.-

    P.S. - Non voglio fare paragoni irriverenti proprio oggi, ma le considerazioni presenti in questa discussione sull'Arcivescovo di Torino e sulla (presunta) conversione al cattolicesimo dell'Avvocato (per la cui morte, nonostante non ne fossi mai stato un estimatore, sono sinceramente addolorato) mi hanno fatto venire alla mente la bellissima novella di Ser Ciappelletto del Decamerone. Qualcuno di voi la conosce?
    Come dice Guelfo Nero, erubesco tamquam reus. Ho torto io e hai ragione tu, naturalmente. Ottimo il paragone con ser Ciappelletto, che anche a me era venuto in mente.

  7. #17
    scemo del villaggio
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    Predefinito

    Dal sito "Viewsfromrome"

    GIOVANNI AGNELLI: de mortuis nihil nisi bene

    De mortuis nihil nisi bene (dei morti non si deve parlare che bene). Questo vecchio detto torna alla memoria scorrendo i commenti fatti da uomini politici, di cultura, ecclesiastici e quant'altro in occasione della morte di Giovanni Agnelli, il presidente onorario della Fiat scomparso la mattina di venerdì 24 gennaio all'età di ottantuno anni. Da destra a sinistra, un coro unanime di elogi si è levato a celebrare la figura dell'Avvocato, che è stato quasi divinizzato come un antico imperatore romano.

    Non saremo certo noi ad infrangere l'antico divieto, anche perché in questa esaltazione vi è qualcosa di buono (è stato il senso della dinastia a muovere le folle nell'estremo omaggio), ma l'amore per la verità, per la misura e il buon senso ci impongono di fare alcune notazioni al riguardo, sulla base di elementi obiettivi e incontrovertibili. Gianni Agnelli, infatti, non è stato soltanto un grande capitano d'industria, ma ha svolto un rilevante ruolo politico-culturale, sia in ambito nazionale che internazionale. Attorno ad Agnelli ed alla Fiat, fin dagli anni '60 del secolo appena trascorso, si è coagulato un polo laico e illuminista che ha offerto un notevole impulso culturale e un poderoso supporto finanziario alla scristianizzazione del nostro paese, inserendosi nel filone della cultura radical-azionista torinese che da Gobetti arriva a Bobbio. Agnelli ha incoraggiato quell'itinerario italiano verso la secolarizzazione che ha avuto le sue fasi principali nell'introduzione del divorzio (1970) e dell'aborto (1978), nella depenalizzazione dell'uso delle droghe (1975) e nell'ondata di pansessualismo che ha investito l'Italia fin dagli anni '70.

    L'opera di disgregazione morale si accompagnò ad un aperto appoggio all'ascesa del PCI (cfr. il manifesto Dove va l'Italia, del Centro Culturale Lepanto, giugno-luglio 1987). Già nel 1961, la Fondazione Agnelli, tramite il dott. Fabio Luca Cavazza, uno dei fondatori del "Mulino", ebbe un ruolo rilevante nella nascita del centro-sinistra (cfr. "L'Europeo", 5 settembre 1975, e "Tempo", 7 agosto 1975), esperimento politico che avrebbe inaugurato la stagione delle "riforme" in senso socialista e confiscatorio, e che venne appoggiato da organi di stampa legati direttamente o indirettamente agli Agnelli, come "La Stampa" e "l'Espresso", organi che successivamente furono in prima linea nelle campagne divorziste ed abortiste.

    Funzionale a questo progetto fu il "compromesso storico", favorito da Gianni Agnelli nella versione laica amendoliana più che in quella catto-comunista di matrice rodaniana. In questa prospettiva, nella prima metà degli anni '70, l'allora presidente della Fiat incontrò a Bruxelles gli onorevoli Sergio Segre e Giorgio Amendola del PCI (cfr. Altiero Spinelli, L'Europa farà un prestito all'Italia: ma a quale Italia?, in "L'Espresso", 1 settembre 1974). Sempre in quel periodo, l'allora amministratore delegato della Fiat Umberto Agnelli concordò con il fratello Giovanni "la apertura di un dialogo sempre più ristretto con il PCI, la sola forza che può disciplinare il sindacato"(cfr. "Panorama", 21 marzo 1974). "Se il PCI - diceva in quel tempo Umberto - è pronto a dare il suo contributo ad un programma realistico, perché rifiutarlo? Da che posizioni poi il PCI dia questo contributo, se dall'opposizione o dalla maggioranza, poco importa" (cfr. "Il Tempo", 17 gennaio 1976). Ricorda ora Cesare Romiti, commemorando Gianni Agnelli: "In realtà, l'unica cosa che lo allettava davvero, quando il Pci entrò nell'area di governo, fu l'idea di fare lui l'ambasciatore a New York. Chi meglio di lui poteva spiegare agli americani che la svolta poteva anche non essere una evoluzione negativa? Ma non lo vollero ..." ("Corriere della Sera", 25 gennaio 2003). Risalgono a quegli anni i negoziati intavolati da Giovanni Agnelli con il dittatore libico Gheddafi, per il tramite di Savoretti, principale intermediario del PCI per le operazioni commerciali con l'Est e che sfociarono in un maxi-finanziamento di 415 milioni di dollari all'esiguo tasso del 5% da parte della Fiat in favore dell'URSS, attraverso la mediazione della Libia.

    Non si tratta, come potrebbe sembrare ad alcuni osservatori superficiali, di un'attenzione dettata da interessi esclusivamente economici, come pure potrebbero far pensare alcuni episodi di quegli anni, quali il licenziamento di 23.000 operai Fiat nel 1980, reso possibile dall'atmosfera di "entente cordiale" vigente in regime di compromesso storico, oppure la firma, sotto la presidenza Agnelli della Confindustria, dell'accordo sulla scala mobile "pesante", il cui intento dichiarato era quello di far cessare la conflittualità sociale, ma, in realtà, sottoscritto per risollevare i bilanci della Fiat superindebitati, attraverso la svalutazione e l'inflazione (cfr. Giancarlo Galli, Il padrone dei padroni, Garzanti, 1995, pp. 134-135).

    Sappiamo che il supercapitalismo ha sempre favorito il comunismo. Nei suoi quaderni dal carcere, uno dei padri del comunismo italiano, Antonio Gramsci, ricorda la simpatia e la comprensione di Giovanni Agnelli Senior, il fondatore della dinastia, per le sue idee, allora manifestate nella rivista "Ordine Nuovo" e dalla sua cerchia di intellettuali comunisti: addirittura Agnelli si offrì "di assorbire l''Ordine Nuovo' e la sua scuola nel complesso FIAT" (cfr. A.Gramsci, Note sul Machiavelli, Roma, Editori Riuniti, 1977, p.449) e tentò di favorire l'entrata di sette protestanti in Italia: "Aiuti dati dall'industria italiana a questi tentativi (finanziamento di Agnelli e reazione violenta dei cattolici)" ( op.cit., p.442).
    Stefano Nitoglia

  8. #18
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    Ritengo che parlare dei defunti sia sempre difficile ed antipatico.
    devo però dire che la moda tutta italica di incensare i personaggi "importanti" come se fossero delle divinità la trovo stucchevole.
    Non sono un esperto della biografia di questa personalità però vorrei ricordare un fatto:
    stiamo pagando come popolo un tributo altissimo in danno ambientale e come morti sulle strade perchè i politici dal dopo guerra hanno sempre favorito il trasporto su gomma, abbiamo mezzi pesanti su ogni strada, inquinamento e rumore, morti in incidenti. Eppure non è mai stata fatta retromarcia: tutto questo ha portato un grande beneficio a qualcuno oppure no?
    Di questo dobbiamo ringraziare qualcuno oppure no?
    Sarà ma a me non pare un gran bene però nei media nessuno ha parlato fuori dal coro!!!! chissà il perchè

 

 
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