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  1. #1
    Affus
    Ospite

    Ama il prossimo tuo come te stesso ....

    Due profezie di San Giovanni Bosco contro i Savoia
    Nel 1855 quando, regnando Vittorio Emanuele II, venne approvata la legge Rattazzi che comportò la soppressione degli ordini religiosi, Don Bosco fece due profezie su Casa Savoia. Quanto riporto qui sotto è tratto dalla pagina Don Bosco e la persecuzione risorgimentale di Gianpaolo Barra

    [ prima profezia ] [ seconda profezia ]

    [ inizio pagina ]

    Nel dicembre del 1854, mentre in Parlamento era in discussione la legge per la soppressione degli Ordini religiosi e l'incameramento dei loro beni, Don Bosco fa un sogno destinato a scatenare un vero terremoto nella famiglia reale. Un sogno così importante che don Bosco sente la necessità di informare immediatamente il Re. Invia una lettera al Re con la quale lo informa di aver sognato un bambino che gli affidava un messaggio. Il messaggio diceva: "Una grande notizia! Annuncia: gran funerale a corte".

    Alcuni giorni dopo, don Bosco invia un'altra lettera, visto l'atteggiamento non certo incoraggiante del Re dopo il primo avvertimento. Un altro sogno e di nuovo quel bambino che diceva: "Annunzia: non gran funerale a corte, ma grandi funerali a corte". E don Bosco invitava espressamente il Re a schivare i castighi di Dio, cosa possibile solo impedendo a qualunque costo l'approvazione di quella legge.

    Il Re, per la verità mal consigliato, non presta ascolto. E quanto aveva previsto don Bosco comincia inesorabilmente ad avverarsi. Il 5 gennaio l855, mentre il disegno di legge è presentato ad uno dei rami del Parlamento, si diffonde la notizia di una improvvisa malattia che ha colpito Maria Teresa, la madre del Re Vittorio Emanuele II. E sette giorni dopo, a soli 54 anni di età, dunque ancor giovane, la Regina madre muore. I funerali sono previsti per il giorno 16 gennaio. Mentre sta tornando dal funerale, la moglie di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide, che ha partorito da appena otto giorni, subisce un improvviso e gravissimo attacco di metro-gastroenterite.

    Proprio quel giorno il Re riceve un'altra lettera di don Bosco, una lettera chiara. Ecco ciò che vi era scritto: "Persona illuminata ab alto [cioè dall'alto] ha detto: Apri l'occhio: è già morto uno. Se la legge passa, accadranno gravi disgrazie nella tua famiglia. Questo non è che il preludio dei mali. Erunt mala super mala in domo tua [saranno mali su mali in casa tua]. Se non recedi, aprirai un abisso che non potrai scandagliare".

    Quattro giorni dopo quest'ultima lettera, la giovane moglie del Re, la regina Maria Adelaide, a soli 33 anni, muore. Era il 20 gennaio l855. Non è finita. Quella stessa sera del 20 gennaio, il fratello del Re, Ferdinando, duca di Genova, riceve il sacramento dei morenti e muore l'11 febbraio. Aveva anche lui, come la Regina, solo 33 anni.

    Nonostante questi avvertimenti, nonostante l'avverarsi di tutte le previsioni di don Bosco, il Re non si muove. La legge viene approvata il 2 marzo, con 117 voti a favore contro 36. In maggio la legge passa al Senato per la definitiva approvazione. Ma il giorno 17, a un passo dall'approvazione, si verifica una nuova sconcertante morte nella famiglia reale: muore il piccolo Vittorio Emanuele Leopoldo, il figlio più giovane del Re.

    Epilogo. Il Re firmò e con quella legge ben 334 case religiose venivano soppresse per un totale di 5456 religiosi (cfr. Renato Cirelli, La Questione romana, Mimep-Docete, p. 31). Era il 29 maggio del 1855. Da Roma arrivo la "scomunica maggiore" (che può essere annullata solo dal Papa) per tutti "gli autori, i fautori, gli esecutori della legge". La scomunica andava a colpire un Re che si diceva cattolico. Pio IX, nonostante le offese, le umiliazioni e le persecuzioni subite personalmente e dalla Chiesa di cui Lui era pastore, nel 1859, su richiesta di Vittorio Emanuele, accorderà il perdono pieno e senza condizioni al Re. Fatto, questo, che ci fa comprendere la grandezza di un Pontefice che la storiografia ha purtroppo denigrato.

    [ inizio pagina ]

    Sempre intorno a questa legge, Messori ci ricorda, nel suo bel libro "Pensare la storia" un altro fatto straordinario, che riguarda ancora don Bosco.

    Nel 1855, in piena lotta della Chiesa contro la legge Rattazzi, don Bosco pubblica un opuscolo. Dapprima, il governo liberale piemontese ne decide il sequestro, che poi non viene eseguito per paura di fare pubblicità al prete di Valdocco. In quell'opuscolo don Bosco ammoniva Vittorio Emanuele II, rifacendosi a qualcuno dei suoi sogni e alle sue abituali e straordinarie intuizioni, perchè non firmasse quella legge. Scriveva testualmente don Bosco: "la famiglia di chi ruba a Dio è tribolata e non giunge alla quarta generazione".

    Un avvertimento grave e inquietante, ma pur sempre una profezia che oggi è facilmente verificabile, solo facendo un po' di conti.

    Vittorio Emanuele II muore a soli 58 anni, a quanto pare di malaria, cioè di quella febbre presa proprio a Roma dove i suoi bersaglieri erano entrati otto anni prima. Il suo primo successore, Umberto I muore 56enne a Monza, sotto i colpi di pistola dell'anarchico Bresci. Il secondo successore, Vittorio Emanuele III, scappa di notte, di nascosto, dal Quirinale, l'8 settembre del 1943 e tre anni dopo sarà costretto ad abdicare. Il terzo successore, Umberto II, fu un re "provvisorio", per meno di un mese e, perduto il referendum popolare, deve accettare un esilio senza ritorno.

    Come si vede facilmente, alla quarta successione, alla "quarta generazione" come scriveva don Bosco, i Savoia non sono giunti.

  2. #2
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    Predefinito Re: I Sogni di Don Bosco

    Originally posted by Affus
    Pio IX, nonostante le offese, le umiliazioni e le persecuzioni subite personalmente e dalla Chiesa di cui Lui era pastore, nel 1859, su richiesta di Vittorio Emanuele, accorderà il perdono pieno e senza condizioni al Re. Fatto, questo, che ci fa comprendere la grandezza di un Pontefice che la storiografia ha purtroppo denigrato.
    Credo che l'unica difetto della storiografia nei confronti di PIO IX fu quello di essere stata troppo benevola, altro che denigratoria.

  3. #3
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito

    questa storia di Don Bosco !!!!
    proprio non la conoscevo !!!!Belin,

  4. #4
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito

    e l'hanno fatto santo !!!

  5. #5
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 14 settembre 2004

    Masochismo laico e fantastoria cattolica

    di Mauro Mellini

    C’è indubbiamente una sorta di masochismo laico di fronte alla sopraffazione politica e culturale cattolica e clericale. Non credo, naturalmente, che informarsi ed informare gli altri delle opinioni, degli studi e delle prese di posizioni altrui possa mai essere scambiato per masochismo culturale, senza cadere nel fanatismo e nell’oscurantismo comunque etichettato. Non nego, tuttavia, di aver pensato a quest’atteggiamento dei laici di fronte all’ampio spazio che “Il Foglio” ha dato ad Antonio Socci per presentare la riedizione col titolo “La dittatura anticattolica” di un suo saggio del 1989 sul “caso don Bosco e l’altra faccia del Risorgimento”.

    Lo stralcio dell’introduzione pubblicato dal quotidiano di Giuliano Ferrara piò considerarsi una “summa”, una sintesi della polemica antirisorgimentale ed antiliberale e che ha preso vigore ed è venuta di moda grazie anche ad una cattiva interpretazione del pensiero di Gramsci ed è andata a saldarsi con quella più smaccatamente clericale e reazionaria; alla Padre Bresciani, per intenderci. Una polemica cui ha dato contributo essenziale un meridionalismo vandeano e piagnone che, tra tutti i filoni confluiti in quel calderone, è caratterizzata da un non so quanto sapiente miscuglio tra dati e considerazioni reali e valide ed autentiche falsificazioni e sconsideratezze.

    Socci sembra voler fare della “conquista piemontese”, cui si sarebbe ridotto il Risorgimento, l’epicentro di quella sua “controstoria”, che poi tanto controstoria non è, se oramai “dir male di Garibaldi” (e di Vittorio Emanuele, e di Cavour - soprattutto - e di molti altri) sembra sia diventato l’approccio politicamente corretto degli avvenimenti, cruciali per l’Italia, del XIX secolo. Socci si dice conscio che “con i se” non si fa la storia, ma afferma pure (ed, anzi, prima di tutto) che “senza i se” non si possono formulare giudizi storici. E questo gli basta per abbandonarsi ad una fantastoria, quella di un Risorgimento diverso, un Risorgimento “buono”, benedetto dal Signore e dal Papa, di cui (parliamo di Pio IX) ci garantisce i “sentimenti italiani”.

    E pacifico, senza guerre e rivoluzioni, graduale, riformista ed, infine, federalista. Col risparmio di molto sangue, molto denaro ed anche col risparmio di Bossi e della Lega, visto che il federalismo ce lo avrebbe dato Pio IX o qualcuno dei suoi più o meno longevi successori. Ci sarebbe stata risparmiata “la guerra del (cosiddetto) brigantaggio”, la crisi economica del Sud e l’“esodo biblico” dell’emigrazione tra il XIX e il XX secolo. Non so se, proseguendo nello sviluppo delle sue teorie sul “se” (se non ci fosse stata la “conquista piemontese”), arrivi ad affermare che non ci sarebbe stato il Fascismo e la prima e la seconda guerra mondiale, etc., etc..

    Il fatto è che i “se” di Socci, oltreché con la realtà, cioè con il fatto di essere solo dei se (e quindi non storia), sono in contrasto tra loro e con molti altri “se” che si sarebbero portati appresso. Ad esempio: Socci non sembra, mentre cerca di dar corpo al fantasma di un’ipotesi di unificazione italiana sotto il segno cattolico (o meglio: pontificio) e federalista (come non ricordare, in proposito, i versi “dice Gioberti che tu sei una rapa, se tutta non ti dai in mano al Papa…”), dimentica di considerare che il Risorgimento, se prese la piega delle annessioni al Piemonte (cui non opposero resistenze e riserve i federalisti del 1847-1844, ma i reazionari sanfedisti e, semmai, gli unitari antifederalisti e mazziniani), fu Risorgimento liberale e che le leggi Siccardi, le altre leggi eversive, il matrimonio civile ed, infine, la legge delle guarentigie non furono espressione di una “conquista piemontese” anticattolica, ma di un vasto movimento di pensiero forte nel resto d’Italia non meno che a Torino, oltre che nel resto d’Europa.

    E non sembra che tra i “se” che Socci si compiace di inserire vi sia quello della sorte delle riforme liberali dei rapporti tra Stato e Chiesa in un contesto “pacifico” o, se vogliamo, di “compromesso storico” ante litteram. Riforme che oggi sembrano “naturali” alla stragrande maggioranza dei cattolici, che, peraltro, sembrano dimenticare che Pio IX, il Papa, secondo Socci, liberale e “aperto al nuovo” non mancò di scomunicare ex chatedra. Del resto, Socci parte da un parallelo tra l’unificazione italiana e quella europea oggi in atto, col sistema della “conquista” quella, con quello della pacifica intesa federale questa. Intesa che sarebbe stata trovata, però, dopo che prima Napoleone e poi Hitler avevano tentato la via della conquista e dell’assoggettamento che, per l’unificazione italiana, sarebbe stata quella “piemontese”.

    E questo accostamento di Napoleone ed Hitler, e di ambedue con Cavour e Vittorio Emanuele II, la dice lunga. Un accostamento arbitrario (non soltanto nella misura in cui lo sono un po’ tutti quelli tra personaggi, fenomeni ed avvenimenti della storia), addirittura inconcepibile e rivoltante. Napoleone portò in tutta Europa magari le contraddizioni ed il pericoloso spirito giacobino della Rivoluzione francese (che non abbandonò mai del tutto), ma pur sempre qualcosa della Rivoluzione e dei suoi principi, tra cui quello di nazionalità, che le sue imposizioni imperiali e militaresche non soppressero. E quello di eguaglianza, assieme alla distruzione del sistema legittimista e della concezione dinastica e feudale degli Stati.

    Del resto, anche la crisi economica postunitaria del Sud non fu dovuta tanto all’unificazione in sé, che, piuttosto, ne fu l’occasione, quanto all’arretratezza, invano oggi minimizzata e voluta dimenticare, in cui il Governo borbonico (e, prima d’esso, quelli che lo avevano preceduto, fino a quello spagnolo…) avevano lasciato quelle ragioni. Un’arretratezza che anche la semplice “unione doganale”, che Pio IX, o chiunque altro, avesse realizzato in Italia, avrebbe fatto emergere ed esplodere in tutte le sue devastanti conseguenze.

    Ma la crisi del Sud fu certamente acuita e resa drammatica proprio dalle politiche doganali che, dopo l’Unità, uomini politici meridionali (Crispi in testa) gestirono sulla pelle delle loro stesse terre d’origine.
    Ma, tornando ai paralleli ed ai paragoni (quelli con altri eventi della storia, oltre che con quelli che esistono solo nella fantasia), se proprio se n’ha da fare uno tra la “conquista piemontese” o, usando più pertinente e onesta espressione, tra la soluzione sabauda del moto risorgimentale ed altro consimile processo di unificazione, quello parallelo e paragone non si faccia con i tentativi, tanto diversi ed, anzi opposti tra loro stessi, di Napoleone e di Hitler rispetto all’Europa, ma, semmai, con la coeva unificazione tedesca.

    Passata anch’essa per una fase militare (la guerra del ’66) e conclusa, sempre nel fragore delle armi, nella sala degli specchi di Versailles, dopo Sedan ed il Trionfo sulla Francia del 1870. Soluzione, essa sì, prussiana ed, allo stesso tempo, dinastica, al punto che, dei vecchi stati assoggettati, si salvarono solo le dinastie. E soluzione assai più violenta di quella dell’unificazione italiana, nella quale, ad esempio, non s’ebbe nulla di simile alla taglia imposta nel 1866 da Bismark alla città di Francoforte sul Meno sotto minaccia unitaria repubblicana e democratica (come in Italia) o contro quella autenticamente federalista, ma contro il “partito tedesco” d’ispirazione liberale e nazionale.

    Socci, dunque, ha oggi soprattutto un merito; quello proprio di ricordarci le alternative fantastiche ed impossibili al Risorgimento quale fu e del quale dobbiamo essere orgogliosi per così come fu. Un po’ meno dobbiamo essergli grati per aver evitato di ricordarci quale sarebbe stato, inevitabilmente, lo sviluppo delle libertà civili in un’ipotetica Italia senza la ribellione ai sovrani assoluti, al Papa Re, agli antichi regimi. Ci sarebbero, poi, da dire molte cose a proposito di questo andazzo denigratorio del Risorgimento, di questo diffuso sprezzo nei confronti di chi osi “dir bene di Garibaldi”, che più che una moda culturale appare una proiezione del “politicamente corretto” dell’era (dura a morire) del compromesso storico e sue versioni e filiazioni varie. Troppe cose per scriverne qui ed ora. Ma da non dimenticare, se si vuole dare un senso al liberalismo ed alla democrazia nel nostro Paese.

    Mauro Mellini
    [mid]http://www.fmboschetto.it/musica/mahler_sinfo1_mov3.mid[/mid]

  6. #6
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    Predefinito tratto da LA REPUBBLICA 24 maggio 2005

    Maxioperazione in 16 regioni italiane: video con minori
    tra i 4 e gli otto anni. Si entrava solo con una password segreta
    Pedofilia sul web, 186 indagati
    coinvolti tre preti e un sindaco
    Nell'indagine anche due assessori, un vigile urbano e un assistente sociale
    Le pagine web erano "appoggiate" su un server italiano a sua insaputa

    SIRACUSA - Tre sacerdoti, un vigile urbano, un sindaco e due assessori. Ci sono anche degli insospettabili "eccellenti" tra le 186 persone indagate dalla procura di Siracusa nell'ambito di una maxi inchiesta sulla pedopornografia su Internet. Le persone coinvolte nell'indagine sono accusate di aver scaricato da un sito web 'segreto', non catalogato dai motori di ricerca e al quale si poteva accedere soltanto con una password, filmati con bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni vittime di abusi sessuali e sevizie.

    Gli indagati risiedono in ben 16 regione italiane. Nei loro confronti sono ancora in corso perquisizioni compiute da polizia postale, carabinieri e guardia di finanza. Sui computer dei tre sacerdoti coinvolti, che prestano il loro ministero in Sicilia, Lombardia e Trentino Alto Adige, sono state trovate diverse collezioni di filmati pedopornografici. Accertamenti sono stati eseguiti anche nella casa di un educatore all'infanzia siciliano, di un agente di polizia municipale marchigiano, di un operatore di un centro oncologico veneto, di un sindaco e di un assessore di due comuni lombardi.

    Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati anche alcuni filmati di produzione 'artigianale', sul quale sono in corso indagini per identificare i bambini coinvolti nelle riprese.

    L'inchiesta, denominata 'Video privé', coordinata dal procuratore della Repubblica aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, e dai sostituti Antonio Nicastro e Manuela Cavallo, è scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall'associazione Telefono Arcobaleno presieduta da Giovanni Arena.

    Le indagini eseguite da Nucleo investigativo telematico hanno fatto emergere l'esistenza di un sito Internet al quale erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. Gli esperti del Nit sono riusciti però a violare la rete di protezione estesa attorno al sito e a identificare i computer di italiani che vi si erano collegati.

    Gli indagati, individuati a conclusione di 11 mesi di accertamenti, sono tutti uomini, di media età, di varie estrazioni sociali: 34 sono residenti in Lombardia, 22 in Veneto ed altrettanti nel Lazio, 17 in Piemonte, 13 in Emilia Romagna, 11 in Campania e Toscana, 10 in Sicilia ed altrettanti in Liguria, 8 in Trentino, 7 nelle Marche, 5 in Puglia, Friuli e Abruzzo, 4 in Calabria e 2 in Basilicata.

    Il sito era stato aperto su un server italiano, estraneo all'inchiesta e che ha collaborato con gli investigatori, con una tecnica da 'mordi e fuggi': è stato in funzione soltanto nove giorni, per evitare di essere identificato.
    Il breve tempo ha permesso così una "selezione" dei fruitori che potevano essere soltanto esperti del settore della pedopornografia. La sua esistenza, infatti, era pubblicizzata tra i messaggi online di un sito 'specializzato' aperto in un paese orientale.

    Su un altro indirizzo web, della stessa aera geografica, era disponibile la password che permetteva di accedervi, composta da una combinazione di 15 caratteri alternati di lettere e numeri. L'indirizzo del sito era inoltre privo di una pagina di 'indice' per evitare che potesse essere individuato e catalogato dai motori di ricerca presenti sul web.

    (24 maggio 2005)
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/MARYPOPPINS.mid[/mid]

  7. #7
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    Predefinito tratto da LA REPUBBLICA 1 giugno 2005

    Il prete l'avrebbe obbligata ad avere rapporti sessuali
    minacciandola di farle togliere i tre figli piccoli di cui era tutore
    Abusava di una donna in affidamento
    Sacerdote arrestato a Milano
    Il religioso, 44 anni, dirigeva un progetto educativo di recupero

    SIRACUSA - Violenza sessuale, lesioni e minacce. Con queste accuse è stato arrestato a Milano un sacerdote di 44 anni. M. P. per un anno avrebbe obbligato a avere prestazioni sessuali una giovane donna minacciandola, in caso contrario, di farle togliere i tre figli piccolissimi di cui lui era stato temporaneamente nominato tutore.

    Secondo gli investigatori il prete, che era tutore del progetto educativo di recupero della donna, avrebbe fatto pressioni sulla vittima, minacciandola di farle revocare l'affidamento dei figli, costringendola ad avere rapporti sessuali anche di natura violenta.

    Nei suoi confronti il gip di Siracusa su richiesta del sostituto procuratore Enzo Musco ha emesso un ordine di custodia cautelare, agli arresti domiciliari. L'ordinanza è stata emessa lo scorso 30 maggio. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra il settembre del 2003 e l' ottobre del 2004.

    Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti il prete "sotto la minaccia di redigere relazioni negative che avrebbero con fortissima probabilità fatto revocare la potestà genitoriale sui suoi figli, la costringeva a compiere ed a subire atti sessuali anche di natura violenta". Il sacerdote inoltre avrebbe fatto minacciare il compagno della donna per fargli troncare la relazione sentimentale.

    L'arcidiocesi di Siracusa, in una nota, precisa: il religioso non è siracusano, ma ha operato nella diocesi di Siracusa pur non dipendendo dall'arcidiocesi. Appartiene invece a una congregazione religiosa e da qualche tempo era stato trasferito in altra sede.

  8. #8
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    Predefinito Le tariffe di Papa Leone X, di Giuliana D'Olcese

    Le tariffe di Papa Leone X

    La Taxa Camarae è un elenco tariffario divulgato nel 1517 da papa Leone X (1513-1521) allo scopo di vendere indulgenze, cioè perdonare le colpe a tutti coloro in grado di pagare le alte somme richieste dal pontefice. Come si vedrà nella trascrizione che segue, non ci sarà alcun delitto, nemmeno il più orrendo, che non possa ricevere perdono in cambio di denaro. Leone X dichiarò aperto il cielo a clerici o laici, non importa se avessero violentato bambini adulti, assassinato uno o più, truffato creditori, abortito... se avevano l'accortezza di essere generosi con l'arca papale.



    Vediamo i suoi trentacinque articoli

    1. L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi.
    2. Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto dal peccato contro natura o bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.
    3. Il sacerdote che deflorasse una vergine, pagherà 2 libbre, 8 soldi.
    4. La religiosa che ambisse la dignità di abbadessa dopo essersi data a uno o più uomini simultaneamente o successivamente, all'interno o fuori del convento, pagherà 2 libbre, 8 soldi.
    5. I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo.
    6. Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costerà 27 libbre, 1 soldo; per gli incesti si aggiungerà a coscienza 4 libbre.
    7. La donna adultera che chieda l'assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie dispense per proseguire i propri rapporti illeciti, pagherà al Papa 87 libbre, 3 soldi. In un caso analogo, il marito pagherà uguale somma; se avessero commesso incesto con i propri figli aggiungeranno a coscienza 6 libbre.
    8. L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio, costerà ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.
    9. L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari.
    10. Se l'assassino avesse dato la morte a 2 o più uomini in uno stesso giorno, pagherà come se ne avesse assassinato uno solo.
    11. Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, pagherà alle casse della cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, pagherà, inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il crimine saranno assolti mediante il pagamento di due libbre a testa.
    12. Chi affogasse suo figlio, pagherà 17 libbre, 15 soldi (ossia 2 libbre in più che per uccidere uno sconosciuto), e se ad uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione.
    13. La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15 soldi ognuno. Colui che facilitasse l'aborto di una creatura che non fosse suo figlio, pagherà 1 libbra di meno.
    14. Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si pagherà 17 libbre, 5 soldi.
    15. Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, pagherà 131 libbre, 14 soldi, 6 denari.
    16. Se l'assassino avesse dato morte a più sacerdoti in varie occasioni, pagherà 137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e la metà per quelle successive.
    17. Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o necessità, pagherà, per raggiungere l'assoluzione, 179 libbre, 14 soldi.
    18. Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 15 soldi.
    19. L'eretico che si convertisse, pagherà per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potrà essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari.
    20. L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall'essere processato dai creditori, consegnerà al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sarà perdonato il debito.
    21. Sarà concessa la licenza per istallare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sarà concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.
    22. Il delitto di contrabbando e frode ai diritti del principe costerà 87 libbre, 3 denari.
    23. La città che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di mangiare carne e latticini in epoche in cui è proibito, pagherà 781 libbre, 10 soldi
    24. Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta, pagherà 146 libbre, 5 soldi.
    25. Il frate che per migliore convenienza e gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna, consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.
    26. L'apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, pagherà uguale quantità per l'assoluzione.
    27. Uguale quantità pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in abiti da laico.
    28. Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre, pagherà 27 libbre, 1 soldo.
    29. Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, pagherà 15 libbre, 18 soldi, 6 denari.
    30. Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, pagherà al tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo.
    31. I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere gli ordini sacri e possedere i benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre, 2 soldi.
    32. Uguale somma pagherà il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio dell'occhio sinistro pagherà al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.
    33. Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantità di 310 libbre, 15 soldi.
    34. Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s'indirizzerà ai tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.
    35. Colui che per aver e mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni tipo d'infamia, pagherà al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnerà 3 libbre per ognuno di coloro che erano stati garantiti.

    Leone X, autore di questo esempio lampante di corruzione, è invece considerato dalla storiografia cattolica "il protagonista di uno dei più brillanti pontificati e forse anche il più pericoloso della storia della Chiesa".

    ( J. Dacio, I papi da Pietro a Giovanni XXIII., cit., p. 155.
    Il libro ha l'imprimatur della Chiesa cattolica. )

    .................................................. .
    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...hp?storyid=978

  9. #9
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    Che pazienza hai avuto nel tirare fuori qusete vecchie carte! Si vede che hai desiderio di infangare la Chiesa fino a dimostrarne l'inutilità e la perniciosità.
    Ma la Chiesa attuale non è quella di Leone X.
    Poi perchè non ricordi mai le nefandezze dei regimi laici?ricorda il terrore della Rivoluzione francese e i lager nazisti.

  10. #10
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    ... Adorno ... il "terrore" della rivoluzione francese .. i lager nazisti ... le nefandezze fasciste ... non sono certo io a nasconderle o a difenderle ... anzi ... sul Forum troverai parecchi miei post che parlano di questi argomenti e ... quando vengono trattati ... non hanno lo scopo di "infangare" i delinquenziali attori di quei nefasti periodi (gia' si sono infangati da loro) .... ma di evidenziare da quale parte stava il male e da quale parte stava il bene in quei bui periodi ... tralasciando poi da che parte si schierava il Vaticano ... per amor di patria ...
    ..alla stessa stregua ... non e' mia intenzione infangare la Chiesa (che ci mette tanto del suo) ... ricordandone i trascorsi storici .... solo che mi chiedo dove erano gli Adorno che vivevano in quel periodo .... tu dove saresti stato ... dalla parte dell'infallibilita' papale ... o dalla parte del raziocinio ?
    .... in Campo dei Fiori a Firenze ... tu saresti stato in corteo assieme a quelli che, cantando il Te Deum, portavano Giordano Bruno a farsi una grigliata ... o saresti stato al suo fianco nella sua battaglia per l'amore nella ricerca della verita' ... ?

 

 
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