Non ti conosco
Chi amo chi bacio, chi non conosco?
A volte credo di baciare soltanto la tua ombra sulla terra,
la tua ombra per le mie braccia umane.
E non ch'io neghi la tua natura di donna,
o in nessun tempo dea che nel mio letto gemi.
Ma io non gemo d'allegria quando ti stringo.
Sull'ebbrezza dell'amore, quando sotto il mio petto splendi
con lo splendore segreto intimo che solo la pelle del mio petto conosce,
io soffro di rimpianto, o tale sempre ultimamente ignota.
Giammai: quando la unità di amore grida la sua vittoria nella già unica vita,
qualcosa in me non ti conosce nell'oscura ombra abbrividita
che sotto il dolce peso dell'amore mi sorregge
e mi porta nelle sue acque luminosamente travolto.
Io luccicando trascinato sulle tue acque vive,
talora oscure, miste a onde d'argento,
talora abbaglianti, con vaste strisce d'ombra.
Ma io, sul denso mistero, perduro a ignorarle.
Il nuoto dell'amore sopra l'acque mortali,
su cui si geme, sì, galleggiando sopra l'abisso,
acque profonde dense che nessuno indovina
e che il mio corpo recano sopra assenze od ombre.
Allora, chiuso il tuo corpo sotto l'artiglio rude,
sotto la delicata mano che tutta la musica rapisce alla tua carne lieve,
io t'ascolto e vibro della segreta armonia,
del suono irreale che dalla tua vita m'assale.
Oh non ti conosco: chi canta o chi geme?
Quale musica mi penetra per l'udito assorto?
Oh quanto dolorosamente non ti conosco,
corpo amato che non parli per me che non t'ascolto.
Alexandre
![]()




