Fine
Quasi giungevo agli ultimi confini
murati del paese. M'impediva,
con estasi di statue l'offensiva
d'amore e sempre amore nei giardini.
Un libeccio temei di là con crini
di cavalli: ed il tempo demoliva
abitati e pianeti. Io dormiva
anelando impazienti Serafini!
Ma in me correva il tempo. Fui alle porte,
attraversai vialoni e palizzate:
eternità di luce repentina!
"Entra", disse la voce. Erano smorte
le mie pupille. L'arie rivelate
staccavano la terra cristallina.
Ridruejo, D.
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