Un male necessario
Un male da estirpare
Il fondamento etico e giuridico della società
Altro (specificare)


grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Non tralascerei il lato teorico della proposta del marxismo: certo esso è un mix di teoria e prassi, ma proprio come teoria (e cioè come sistema filosofico) esso non può esibirsi dalla ricerca della fondazione. Poi si può discutere la pretesa di incontrovertibilità, si avrebbe gioco facile nel mostrare la contraddittorietà con cui Marx crede di potersi liberare dell'idealità mondana di matrice hegeliana, sicchè la conversione dell'idealismo in materialismo (dalla supremazia della coscienza alla sua marginalizzazione) è e rimane un auspicio, un'esortazione essenzialmente contraddittoria.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


L'ostacolo è la volontà di potenza, che rifiuta di essere negata: se oggi la cultura filosofica, scientifica, letteraria, artistica rifiuta la metafisica, cioè il canone stabile,la regola, l'ordine, l'organizzazione, la modulazione che riconosce tale volontà ma finisce per soffocarla, figurati come può valutare la proposta di chi non si limiti a volerla guidare (giacchè ogni epistème metafisica è anzitutto riconoscimento della fisica, rispetto alla quale è meta-, cioè riconoscimento del divenire ) ma intenda negare alla radice la sua stessa esistenza.
La volontà interpretante può sopportare la metafisica, finchè non ne riconosca i limiti e le inconvenienze, perchè è essa stessa ad evocarla..la negazione della fisica (e con essa, della metafisica), non appartiene alla volontà interpretante..la negazione della volontà intepretante è la negazione della struttura fondamentale che è il terreno di ogni costruzione e distruzione pratica e teorica vigente e tradizionale, sicchè l'auspicio che possa trovare accoglienza confortevole in essa è vano e malposto..il linguaggio che parla dell'isolamento della terra non proviene dall'isolamento, dalla volontà, dalla fede isolante: non appartiene all'occidente, giunge dal destino non contrastato.
Ultima modifica di Platone; 22-09-09 alle 02:28
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Liberalizzare la produzione di Moneta ORA!
http://www.lucidamente.com/wordpress...nostre-monete/
Autogestione delle reti idriche!


La Sintesi tra Famiglia e Società Civile prof...![]()
Ultima modifica di Orco Bisorco; 22-09-09 alle 08:26


Mi chiedo se tu abbia mai letto Stirner. Non potrebbe essere più esplicito circa cosa dal suo punto di vista demistificatore si dovrebbe pensare di simili formulazioni dalla pretesa validità universale. E non solo non si trovano accenni al principio di non aggressione, ma è argomentato esplicitamente il contrario: ovvero che qualsiasi astratto principio è un'impostura. Trascrivo (senza alcuna correzione grafica, così da facilitare una comoda ricerca) qualche espressione tratta dall'Unico, fra le decine che si potrebbero parimenti riportare:
"Ciò che per me è santo non appartiene a me; e se, ad esempio, la proprietà altrui non fosse per me una cosa sacrosanta, io la considererei qual cosa mia, della quale in una occasione opportuna io potrei disporre a mio piacere"
"stendi la mano e prenditi ciò che ti è necessario ! Con ciò è dichiarata la guerra di tutti contro tutti. Io solo devo decidere di ciò che voglio avere."
"E necessario che si sappia che l'atto dello stender le mani per prendere non è spregevole, bensì è la vera manifestazione dell'egoista coerente a sè stesso"
"Io son proprietario ; tuttavia la proprietà non è sacra. Sarò dunque soltanto un possessore? No, sinora non eranvi che possessori, assicurati nel possesso d'una particella, per ciò solo che si garantiva anche ad altri il possesso d'una eguale particella; ora invece tutto m'appartiene, io sono proprietario di ogni cosa che m'abbisogni e che io sappia conquistarmi. Se il vangelo socialista predica: la società mi darà quello che mi è necessario; l'egoista dirà: io prenderò da me stesso quello che m'abbisogna. Se i comunisti si conducano da straccioni, l'egoista si contiene da proprietario."
"Ebbene, chi abbisogna di molte cose e sa prendersele, se le prese in ogni tempo: Napoleone non s'è forse conquistato il Continente e i Francesi non si son presi l'Algeria?"
"Voi agite da egoisti solo quando non vi rispettate tra di voi — nè come individui, ne come straccioni, nè come operai, ma vi considerate unicamente l'un l'altro come soggetti a utilizzabili"
"Se considererai te stesso per più potente degli altri, tu accrescerai la tua forza: se terrai te stesso in maggior conto di quello che gli altri non t'abbiano, tu avrai anche di più. Allora tu non sarai solamente chiamato alle cose divine, e autorizzato alle umane, ma sarai il padrone di ciò ch'è tuo, vale a dire di tutto ciò che avrai la forza di far tuo. Sarai cioè adatto ad ogni cosa tua."
"Nessuno è uguale a me; ciascuno dei miei simili è una mia proprietà. E si viene a dirmi ch'io devo essere un uomo tra uomini (Questione giuridica, p. 60), che io devo " rispettare " in ciascuno l'uomo? Nessuno è per me una persona che abbia diritto al mio rispetto, ma ciascuno è come ogni altro essere, un oggetto pel quale provo o non provo simpatia, un oggetto interessante o non interessante, un oggetto di cui mi posso o non mi posso valere.
"Quando al 9 di luglio fu esposto il progetto sulla divisione dei lavori della costituzione, Mirabeau osservava : " Il governo non ha dalla sua parte che la Violenza, ma nessun diritto l'assiste; nel popolo soltanto deve esser ricercata la fonte d'ogni diritto ". Al 16 luglio lo stesso Mirabeau esclama: " Non è il popolo la fonte d'ogni potere? " Ah, dunque dal potere sorge il diritto! Di passaggio, qui si scopre che la vera essenza del diritto è la forza. " Chi ha la forza, ha anche il diritto ".
Ultima modifica di Prinz Eugen; 22-09-09 alle 08:56


L'autore polemizza giustamente con chi immagina un caos conflittuale indiscriminato, ma infatti non è questo il caso. L'ordine dei ranghi viene a stabilirsi spontaneamente sulla base dei rapporti di forza fra potenze ineguali, in cui il debole inchina di buon grado la testa al forte (né d'altronde potrebbe fare diversamente).
"'Se Dio è morto, allora tutto è permesso', diceva Dostoevskij. Ma non è così: se Dio è morto non c’è il caos, perché la potenza stabilisce la gerarchia in cui le potenze più deboli sono subordinate a quelle più forti." (E. Severino)
Ultima modifica di Prinz Eugen; 22-09-09 alle 09:17


Cacchi suoi, mica si deve associare per forza. Solo sappia che se ci aggredisce, ho/abbiamo i mezzi per difenderci...
Non direi: neppure lui vorrebbe essere obbligato a giocare, se le regole non gli stanno bene.Lui concepisce invece il suo campo di potere come molto più ampio, non condividendo un simile pregiudizio.
Le cose cambiano. Altrimenti saremmo governati dai discendenti di Luigi XVI... o di Tutankamon....Certo, è quello che fanno tra loro anche gli Stati. Ci sono il Terzo Reich, l'Unione Sovietica e la Polonia. Basta mettersi d'accordo: è nel comune interesse.
Lo stato vive del fatto che esso non e' considerato un potere sovverchiante. Se lo fosse... (e siccome basta la logica, prima o poi lo sara'), verra' combattuto. Infatti "lui" non produce nulla: togligli i suoi introiti, le tasse ... lascia che i 56 milioni di vittime si armino, poi vedi come verranno accolti i 20.000 ufficiali della gdf, e mi spieghi tutto il suo potere "sovverchiante che potra' mai fare...Lui può dire e fare ciò che vuole, e constata che potrai difenderti con i mezzi di cui disponi, così come il cosiddetto Stato e qualsiasi altro potere soverchiante possono ignorare i tuoi fantasiosi preconcetti in fatto di "non-aggressione".


E' quello che poteva dire la Polonia ai suoi vicini nel 1939.
La reciprocità è un'astrazione che si infrange di fronte al fatto che assicurarsi una posizione di forza a scapito d'altri è vantaggioso.
Gli strumenti di potere a disposizione degli antichi monarchi erano molto più limitati rispetto all'onnipotenza tecnica del moderno Leviatano. Non sono concepibili i campi di concentramento nell'Antico Regime.
La plebe maggioritaria ha interesse nel mantenere un welfare parassitico a scapito della minoranza produttiva.
Tutt'al più rivolte secessionistiche potrebbero essere fomentate da potenze ostili interessate alla disgregazione dell'avversario (es. gli Stati Uniti in Cina e viceversa).
Ultima modifica di Prinz Eugen; 22-09-09 alle 09:38


Commento questa frase perche' mi pare la piu' importante.
Infatti siamo daccordo sul fatto che lo stato e' un potere criminale, secondo i suoi stessi principi. E' gia' qualcosa.
Dici poi che non lo combatti per paura (anche io), ma che se avessi i mezzi per combatterlo, imporresti poi il tuo. Io non credo, per due motivi: 1. tu non riusciresti ad avere i mezzi per combatterlo se le persone non ti riconoscessero la legittimita' per gestire la loro ricchezza ... e le persone non ti riconoscerebbero questa legittimita' se tu pretendessi di ottenerla con la forza, cioe' esattamente come lo stato.
Per fare un esempio, se la gente riconoscesse lo stato come entita' criminale perche' impone tasse (leggi pizzo), non si rivolgerebbe alla mafia per combatterlo...
In secondo luogo, io non credo che tu ti comporteresti cosi. Di fronte alle possibilita' di aderire contrattualmente ad un sistema che ti protegge dagli aggressori in cambio dell'accettazione ad essere perseguito se aggredisci, oppure uno che ti consente di aggredire e truffare, ma anche ad essere aggredito e truffato, sceglieresti senz'altro il primo, anche se qui fai il figo citando l'Unico di Stirner... e dici che se fossi libero ti daresti all'estorsione e ai sequestri di persona. O no ?!?!