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Discussione: Informazione corretta.

  1. #1
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    Predefinito Informazione corretta.

    Il testo integrale…

    …della dichiarazione di Berlusconi.

    In una democrazia liberale nessuno è al di sopra della legge, e dunque le sentenze si rispettano come si rispetta la presunzione d’innocenza degli imputati. In una democrazia liberale i giudici applicano la legge e non fanno “resistenza, resistenza, resistenza” a chi è stato scelto dagli elettori per governare. In una democrazia liberale la magistratura liberale non si giudica da sé e non si autoassolve in ogni sede disciplinare, penale e civile, così come accade oggi in Italia. In una democrazia liberale chi governa per volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari, dagli eletti dal popolo, perché la consuetudine e le leggi di immunità e garanzia lo mettono al riparo dal rischio della persecuzione politica per via giudiziaria. Succede così nel mondo, ma non nel nostro Paese.

    In Italia le correnti politicizzate della magistratura, giusto dieci anni fa, imposero a un Parlamento intimidito e condizionato un cambiamento della Costituzione del 1948 che h messo nelle loro mani il potere di decidere al posto degli elettori. E questo potere arbitrario e di casta è stato illiberalmente esercitato nel 1994 contro un governo sgradito alla magistratura giacobina di sinistra, governo messo platealmente sotto accusa attraverso il suo leader in un procedimento iniziato a Napoli mentre presiedeva una Convenzione delle Nazioni Unite e sfociato poi, per assoluta mancanza di fondatezza, in una clamorosa assoluzione molti anni dopo. Questa situazione va corretta per il bene del Paese e delle Istituzioni.

    Il governo è del popolo e di chi lo rappresenta, non di chi avendo vinto un concorso ha indossato una toga ha soltanto il compito di applicare la legge. In una democrazia liberale gli imputati fanno il loro dovere, esercitando il diritto alla difesa, e contrastando la pretesa della pubblica accusa di aver provato la loro colpevolezza. E’ ciò che ho fatto fino a ora, con successo, di fronte ad una inaudita catena di inchieste giudiziarie segnate dal più ostile e prevenuto accanimento. Dal momento della mia discesa in campo nell’attività politica, contro di me e contro i dirigenti del gruppo imprenditoriale che mi onoro di aver fondato, sono stati avviati 87 provvedimenti penali, sono state celebrate a oggi 1561 udienze processuali, sono state effettuate 470 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, sono stati asportati ed esaminati documenti aziendali per oltre un milione di pagine, sono stati passati ai raggi X oltre 270 conti correnti depositati presso oltre 50 banche in Italia e all’estero. Di fronte a questa incredibile persecuzione giudiziaria io continuerò a difendermi come ho fatto sinora nella certezza limpida, orgogliosa e serena, di non aver commesso reati contro la legge e contro la morale pubblica.

    C’è tuttavia qualcosa che non appartiene all’imputato Berlusconi e nemmeno al presidente del Consiglio Berlusconi: questo qualcosa è il mandato degli elettori a governare nell’interesse della sicurezza e della libertà degli italiani, il mandato a cambiare il Paese attraverso la realizzazione del programma di riforme e di libertà approvato dai cittadini con il voto.
    Oggi sono in gioco i principi della Costituzione e della divisione dei poteri, è i gioco il funzionamento delle istituzioni che hanno garantito al Paese una sana alternanza di forze diverse alla guida dello Stato, è in gioco la collocazione ferma del nostro Paese nella coalizione mondiale per le libertà e contro il terrorismo, è in gioco una giustizia davvero uguale per tutti e davvero amministrata nel nome del popolo italiano e non in nome e per conto di una parte politica.

    Per queste ragioni farò fino in fondo – fino in fondo- il mio dovere di presidente del Consiglio dei ministri senza tradire il mandato dei miei elettori perché è su quel mandato che si fondano la convivenza civile dei cittadini e l’immagine dell’Italia nel mondo. E ora come sempre al lavoro.
    Silvio Berlusconi

    saluti

  2. #2
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    eeeehhhhh!!!! mustang esce dai sicuri confini del suo forum per approdare da noi e volantinarci il libello berluscomico!!!

    notare la frase dell'incipit, ove l'Autoassolto prende bellamente per il culo 56 milioni d'italiani affermando che "nessuno è al di sopra della Legge"... da che pulpito!

  3. #3
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    Inoltre la vergognosa cassetta col comizio mandato a reti unificate, senza contraddittorio, coi giornalisti usati come postini

  4. #4
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    Predefinito Re: Informazione corretta.

    Originally posted by mustang

    Per queste ragioni farò fino in fondo – fino in fondo- il mio dovere di presidente del Consiglio dei ministri senza tradire il mandato dei miei elettori perché è su quel mandato che si fondano la convivenza civile dei cittadini e l’immagine dell’Italia nel mondo. E ora come sempre al lavoro.
    Silvio Berlusconi saluti

    Ma che vada fino in fondo, fino in fondo... a quel paese: ci ha rotto!!! E' ora di dire basta, è ora di finirla con queste cretinate da politico da quattro soldi, che incominci a lavorare veramente per i cittadini e a farsi vedere di meno in giro!!! Che faccia la persona seria, che vada a difendersi nelle sedi appropriate.

    La Cassazione ha detto che non c'è legittimo sospetto? Allora stai zitto e presentati a Milano, senza fare il bambinone!!!

  5. #5
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    Ragazzi, state tranquilli...

    Berlusconi ha paura... Ha paura di essere condannato.. Bossi ha già detto che se succede chiederà di andare alle elezioni... La Costituzione, o la legge elettorale, non prevede che si possa essere parlamentari se si è condannati (credo anche prima del passaggio in giudicato)....

    Sono loro che sono nervosi... Noi non dobbiamo esserlo, noi dobbiamo costruire una grande coalizione di governo, strutturandola con processi democratici simili a quelli interni ai partiti e andare avanti, proponedo il nostro programma e le nostre proposte... E poi vediamo chi è meglio...

    Ma per carità... Stiamo calmi... Non cadiamo nelle provocazioni...

  6. #6
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    Riporto un'intervista di La Repubblica a Fassino
    Saluti
    Franzele


    Fassino: "Il Cavaliere è un populista pretende l´impunità totale"
    Gianluca Luzi

    30-01-2003 La Repubblica

    E´ la prima volta nella storia della Repubblica che si aggredisce la Suprema corte, chi è sicuro della propria innocenza non dà per scontato di poter essere condannato.



    Nel suo ufficio di via Nazionale il segretario dei Ds Piero Fassino gira e rigira fra le mani i fogli di agenzia. Con gli occhiali sulla punta del naso legge ancora una volta il testo della dichiarazione di Berlusconi, quasi non credesse possibile la violenza di quelle parole.

    Segretario, che ne pensa?
    «Beh, direi che non si esagera se si dice che Berlusconi ha fatto un discorso arrogante, minaccioso, di un uomo che pensa di potersi mettere al di sopra della legge e che per il solo fatto di essere presidente del Consiglio pretende una impunità che non si concede a nessun cittadino. E´ un discorso grave per più ragioni. Chi dirige un paese dovrebbe sentire la responsabilità di rispettare le leggi, di riconoscere l´indipendenza della magistratura e di rispettarne le decisioni. Non è in discussione il diritto di Berlusconi di protestare la propria innocenza, ma lo deve fare come tutti i cittadini, cioè attraverso i suoi avvocati, in giudizio».

    L´attacco di Berlusconi è durissimo e senza precedenti. Ma non ha qualche giustificazione? Lui dice di essere perseguitato.
    «E´ grave che si sia sferrata un´aggressione alla corte di Cassazione. E´ la prima volta nella storia della Repubblica che si aggredisce la Suprema corte, tra l´altro la stessa che qualche mese fa ha invalidato la sentenza di condanna di Berlusconi per l´inchiesta sulla Guardia di Finanza. Quindi, se la Cassazione dà ragione a Berlusconi è indipendente e imparziale, se invece prende un provvedimento che a Berlusconi non piace è un covo di sovversivi».

    Berlusconi l´ha presa come una sentenza di condanna.
    «E´ stupefacente come Berlusconi non distingua un giudizio di natura procedurale da una sentenza sostanziale. La Cassazione non l´ha mica giudicato colpevole né lo ha condannato ad alcunchè. Ha semplicemente ritenuto che non sussistano ragioni per spostare il processo, che può dunque continuare a Milano ma il cui esito di condanna o di assoluzione non è determinato dalla decisione della Cassazione ma da quello che i giudici valuteranno a conclusione del processo. E´ una dichiarazione che denuncia una coda di paglia lunghissima. Chi è sicuro della propria innocenza non dà per scontato di poter essere condannato. Io sono preoccupato perché come cittadino voglio credere che il presidente del consiglio dica la verità se si proclama innocente. E allora perché ha così paura?».

    Bossi dice che se Berlusconi sarà condannato si deve votare. Lei è d´accordo?
    «Rifiuto questo terreno di discussione perché è il tentativo di condizionare con la politica l´azione della magistratuira. Ogni collegamento o conseguenza politica che si voglia automaticamente far derivare dall´azione dei magistrati è un modo per condizionare la magistratura. I magistrati devono poter assolvere o condannare liberi da qualsiasi condizionamento. A meno che il voto anticipato sia il vero obiettivo del messaggio, come peraltro tradiscono le parole di Bossi».

    Torna il problema dell´immunità. Berlusconi fa appello al popolo che lo ha eletto e dice che «solo i suoi pari» lo possono giudicare.
    «Sono due affermazioni di gravità inaudita. La prima è che essendo lui eletto dal popolo non può che rispondere al popolo. A parte il fatto che siamo ancora in un regime parlamentare e non presidenzialista e lui dal popolo è stato eletto parlamentare e non presidente del consiglio, non sta scritto né nella nostra Costituzione nè nelle nostre leggi che un uomo politico sia sciolto da qualsiasi responsabilità di fronte alla legge. Ancora più grave è quando Berlusconi afferma che può essere giudicato solo dai suoi pari. E chi sono i suoi pari? Forse pensa che un uomo politico possa essere giudicato non più dai magistrati ma dai parlamentari? Pensa che il voto alle elezioni equivalga a una assoluzione da qualsiasi responsabilità? Siamo al populismo: pretendere che l´investitura popolare azzeri ogni altra autorità istituzionale è esattamente quello che nella storia del pensiero politico è stato definito populismo. La verità è che Berlusconi conferma di non avere alcun senso dello Stato».

    Nel suo messaggio Berlusconi ha scandito che farà «fino in fondo» il suo dovere di premier e che non si piegherà agli attacchi della magistratura.
    «E allora io dico a Berlusconi chiarissimamente una cosa: visto che lui ha voluto scandire due volte con tono enfatico la minaccia di fare «fino in fondo, fino in fondo» quello che pensa, io gli dico con altrettanta chiarezza che noi «fino in fondo, fino in fondo» impediremo qualsiasi stravolgimento della legalità. Perché questo è un paese libero e democratico in cui tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti e gli stessi doveri e nessuno ha il diritto di pretendere una legge diversa per sé».

    Adesso la maggioranza vorrà andare a tappe forzate sulla riforma della giustizia, a partire dalla separazione delle carriere.
    «Ci opporremo in ogni modo. Io sono stato ministro della Giustizia e sono assolutamente consapevole che c´è bisogno di riforme, ma le riforme necessarie sono quelle che consentono di dare ai cittadini una giustzia più accessibile, più rapida nei tempi dei processi, più certa nelle decisioni e nelle pene. Allora le riforme che servono sono: rafforzare gli organici della magistratura, snellire e riformare le procedure, investire in moderne tecnologie, puntare sulla formazione dei magistrati, riorganizzare gli uffici giudiziari secondo criteri di maggiore managerialità. Ma tutto questo non ha niente a che vedere con il tentativo del centrodestra di mettere mano a misure che puntano a ridurre l´autonomia e l´indipendenza della magistratura e a ridurre la legalità. Noi confermiamo di essere contrari alla separazione delle carriere. Diciamo no alla proposta di abolire l´obbligatorietà dell´azione penale. E no a qualsiasi forma di sottomissione della magistratura».

    Brutto clima anche per la riforma istituzionale.
    «Ho sempre respinto chi tentava di accreditare l´idea che discutere di riforme istituzionali significasse cercare degli accordi sotto banco, delle compromissioni inconfessabili. Confermo quello che ho sempre detto: di riforme, comprese quelle istituzionali, si deve discutere alla luce del sole e in una sola sede, il Parlamento. E´ chiaro che non è indifferente il clima che si crea nel paese e tra le forze politiche. Dichiarazioni come quella di ieri del presidente del Consiglio certo non creano un clima favorevole per un confronto».

    Cosa ne pensa del fatto che Berlusconi ha registrato la videocassetta e l´ha fatta mandare in onda dai tg Rai e Mediaset?
    «E´ quantomeno discutibile. Non dico che sia illegittimo ma di certo denota una concezione proprietaria del sistema televisivo preoccupante. Altri uomini politici si sono trovati in queste condizioni e hanno utilizzato la forma che si usa convocando una conferenza stampa, dicendo ai giornalisti tutto quello che si vuole dire e non sottraendosi a quel normale esercizio di informazione democratica che sono le domande dei giornalisti».

  7. #7
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    Predefinito A parte Antonio, che almeno...

    ...si è sforzato di abbozzare una critica, il resto, al solito, solo offese. Mi spiace per voi.

    Su Fassino e la sua accusa a Berlusconi di "populismo" e di mancanza di senso dello stato, solo per aver affermato che "un eletto del popolo dev'essere giudicato dai suoi pari", cosa assolutamente normale in democrazie assai più vecchie e collaudate della nostra, ricordo agli smemorati un semplice e storico fatto:
    la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, prevedeva fino al 1993 che qualunque inchiesta giudiziaria su un parlamentare passasse al vaglio delle Camere.
    La Costituzione è firmata da Umberto Terracini (noto comunista populista), e votata da altri "notissimi polulisti" come Togliatti, De Gasperi, Nenni, Calamandrei e altri, tra i quali probabilmente anche Scalfaro.

    saluti

  8. #8
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    Originally posted by Red River
    Ragazzi, state tranquilli...

    Berlusconi ha paura... Ha paura di essere condannato.. Bossi ha già detto che se succede chiederà di andare alle elezioni... La Costituzione, o la legge elettorale, non prevede che si possa essere parlamentari se si è condannati (credo anche prima del passaggio in giudicato)....

    Sono loro che sono nervosi... Noi non dobbiamo esserlo, noi dobbiamo costruire una grande coalizione di governo, strutturandola con processi democratici simili a quelli interni ai partiti e andare avanti, proponedo il nostro programma e le nostre proposte... E poi vediamo chi è meglio...

    Ma per carità... Stiamo calmi... Non cadiamo nelle provocazioni...
    Hai ragione, però certe volte è veramente difficile stare calmi e mantenere i nervi saldi. E' proprio impossibile non reagire davanti alle ultime frasi pronunciate da Berlusconi che, per chi crede nell'onestà e nella giustizia, sono veramente un colpo al cuore!

  9. #9
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    Predefinito Io ho solo riportato...

    ...fedelmente, e senza commenti, l'intervento del "nostro" presidente del Consiglio. Dicendo nostro intendo proprio "nostro", di noi italiani, vi piaccia o non vi piaccia.
    Insultare non è fare politica.

    Se hai, ma ne dubito anche se la speranza è l'ultima a morire, un minimo di onestà intellettuale, dimmi i motivi "reali" che vi hanno fatto montare la cagnara che avete messo in piedi.

    saluti

  10. #10
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    Predefinito Re: A parte Antonio, che almeno...

    Originally posted by mustang
    ...si è sforzato di abbozzare una critica, il resto, al solito, solo offese. Mi spiace per voi.

    Su Fassino e la sua accusa a Berlusconi di "populismo" e di mancanza di senso dello stato, solo per aver affermato che "un eletto del popolo dev'essere giudicato dai suoi pari", cosa assolutamente normale in democrazie assai più vecchie e collaudate della nostra, ricordo agli smemorati un semplice e storico fatto:
    la Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, prevedeva fino al 1993 che qualunque inchiesta giudiziaria su un parlamentare passasse al vaglio delle Camere.
    La Costituzione è firmata da Umberto Terracini (noto comunista populista), e votata da altri "notissimi polulisti" come Togliatti, De Gasperi, Nenni, Calamandrei e altri, tra i quali probabilmente anche Scalfaro.

    saluti

    mustang, che vorrebbe farsi gabellare con tale nick come purosangue (in realtà un ronzino), getta il sasso, nasconde la mano, poi torna sul luogo del delitto e conta i pesci che sono saliti a galla; chi gli risponde per le rime lui gli dà prontamente i voti (ma chi l'ha autorizzato?).
    Notare la stranezza che mustanghino vorrebbe gabellare per conquista antifascista una norma abolita 10 anni fa, troppo spesso usata come salvezza per scongiurare l'arresto dai Gava, Forlani e Citaristi vari; norma che il "nostro" Presidente del Consiglio vorrebbe reintrodurre per salvarsi il culo.
    L'inchiesta giudiziaria, mustanghino non lo sa, non deve MAI passare al vaglio delle camere: semmai soltanto la richiesta d'arresto. Se passasse il principio che, per indagare su di un parlamentare bisognasse chiedere l'autorizzazione alle camere, nascerebbe un bel mostro giuridico. E, nel caso, lo chiameremmo Mustang.

 

 
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