Sembra proprio che, anche in quanto a riforme, la CDL non ne faccia una giusta. Per mesi ci è stato ribadito in tutte le salse che la Cirami era una riforma di civiltà giuridica. Che nessun Paese che si rispetti ne poteva fare a meno. Che ogni italiano, anche quello della strada, sarebbe stato più sicuro, più garantito, più tutelato da quella riforma che si volle approvata, costringendo i parlamentari a lavorare anche di notte, a tambur battente quasi fosse questione di vita o di morte.
Da quando il legittimo sospetto è tornato a far parte del nostro ordinamento vi han fatto ricorso, non so con quali benefici per i propri assistiti, gli avvocati difensori di un gruppo di islamici accusati di terrorismo, quelli di un noto camorrista, di alcuni idraulici romani ed, ovviamente, i difensori del presidente del Consiglio.
In quest' ultimo caso sappiamo che la riforma non ha avuto l' effetto che i promotori si riproponevano. L' irata reazione del nostro Premier, che il giorno prima aveva manifestato deferenza e rispetto per la suprema corte, non si è fatta attendere a lungo: livoroso e rancoroso come non mai, ha accomunato la corte ai giudici milanesi e alla magistratura tutta minacciandole di ritorsioni e rappresaglie. E dal momento che né la riforma delle rogatorie né la Cirami han sortito l' effetto da lui sperato, ora ne progetta un altra ancora più devastante : l' immunità sino a fine mandato per i parlamentari. Un ritorno al passato che nessuno si augurava. Quella è la mossa disperata di un uomo disperato, costretto ad un eterno gioco al rialzo per ottenere, se non la cancellazione, l' allontanamento sine die dei processi. Un gioco però che vien giocato sulla pelle, sulla carne viva delle istituzioni della nostra Repubblica.
E una volta che la battaglia Berlusconi-magistratura sarà conclusa (poco importa a questo punto chi la vincerà), quali e quante macerie resteranno sul terreno, e per quanti anni, ad ostacolare una civile e serena convivenza tra gli italiani e un tranquillo e prospero sviluppo della nostra nazione?
Temo che dovremo pagare a lungo le conseguenze di questa vicenda.
Ah se avessimo dato ascolto agli inglesi, che in fatto di democrazia la sanno più lunga di noi, che pur ci avevano avvertiti con quel titolo sulla copertina dell' Economist!
Com' è che diceva? Ah, si: Berlusconi è inadatto a governare.
Parole sante ma purtroppo inascoltate dai miei connazionali.
Gianni Guelfi




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