Quello che mi fa rizzare i capelli quando lo sento detto dal paperogeno di turno.
propio
presempio
se tu avesti
andevamo
purpurrì
vacanza in un bunker
Aaargh!![]()


Quello che mi fa rizzare i capelli quando lo sento detto dal paperogeno di turno.
propio
presempio
se tu avesti
andevamo
purpurrì
vacanza in un bunker
Aaargh!![]()


Ehm... il titolo avrebbe dovuto essere "i più odiosi".


Franciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ho visto adesso lo user name, guarda che ti faccio sculacciare da mia zia eh!


PROPIO LUI...
Codice:Web Newsgroup propio 21100 18700 areoplano 335 317 presempio 166 335 se tu avesti 4 12 andevamo 4 26 purpurrì 5 11
vacanza in un bunker: ASSOLTO CON FORMULA PIENA
L'unica occorrenza di vacanza in bunker è ascrivibile a Giovanni Paolo II, come si evince dal passo seguente di Rai Educational(fonte:http://www.educational.rai.it/mat/dr/risp/canest07.asp)
Educational: Da Dario Lofaro. Il Papa ha deplorato le vacanze nei villaggi esotici. Secondo voi cosa intendeva? E aveva ragione? Gli competeva lanciare quest'anatema?
Canestrini: Non so se gli competesse lanciare questo anatema, ma l'ho trovato abbastanza interessante. Direi che questa volta ci ha azzeccato. Naturalmente nasce il ragionevole sospetto che il Papa abbia fatto questa esternazione perché in un'ottica cristiana, cattolica, la vacanza è comunque il momento dell'edonismo, della glorificazione del corpo. Laddove, invece, per il cattolicesimo il corpo va mortificato. C'è una componente molto forte di edonismo, nella vacanza, quindi è abbastanza in linea con una visione religiosa, di penitenza, l'invitare a non eccedere. Abbiamo visto che la vacanza è di per sé eccesso, trasgressione, ha questi geni. Quello che trovo interessante è il lessico che il Papa ha impiegato: non so chi gli abbia scritto il discorso, però, quando parla di "esotismo superficiale", fa suonare in me qualche eco di letture sociologiche, psicologiche, antropologiche. In sostanza, il discorso del Papa invita a un incontro umano, anziché a una vacanza in bunker tropicali e paradisiaci blindati, come sono molto spesso i villaggi turistici che, praticamente, impediscono agli ospiti di rendersi conto della realtà antropologica e sociale nella quale sono collocati.


Fantastico!Originally posted by pcosta
PROPIO LUI...
Codice:Web Newsgroup propio 21100 18700 areoplano 335 317 presempio 166 335 se tu avesti 4 12 andevamo 4 26 purpurrì 5 11
vacanza in un bunker: ASSOLTO CON FORMULA PIENA
L'unica occorrenza di vacanza in bunker è ascrivibile a Giovanni Paolo II, come si evince dal passo seguente di Rai Educational(fonte:http://www.educational.rai.it/mat/dr/risp/canest07.asp)
Educational: Da Dario Lofaro. Il Papa ha deplorato le vacanze nei villaggi esotici. Secondo voi cosa intendeva? E aveva ragione? Gli competeva lanciare quest'anatema?
Canestrini: Non so se gli competesse lanciare questo anatema, ma l'ho trovato abbastanza interessante. Direi che questa volta ci ha azzeccato. Naturalmente nasce il ragionevole sospetto che il Papa abbia fatto questa esternazione perché in un'ottica cristiana, cattolica, la vacanza è comunque il momento dell'edonismo, della glorificazione del corpo. Laddove, invece, per il cattolicesimo il corpo va mortificato. C'è una componente molto forte di edonismo, nella vacanza, quindi è abbastanza in linea con una visione religiosa, di penitenza, l'invitare a non eccedere. Abbiamo visto che la vacanza è di per sé eccesso, trasgressione, ha questi geni. Quello che trovo interessante è il lessico che il Papa ha impiegato: non so chi gli abbia scritto il discorso, però, quando parla di "esotismo superficiale", fa suonare in me qualche eco di letture sociologiche, psicologiche, antropologiche. In sostanza, il discorso del Papa invita a un incontro umano, anziché a una vacanza in bunker tropicali e paradisiaci blindati, come sono molto spesso i villaggi turistici che, praticamente, impediscono agli ospiti di rendersi conto della realtà antropologica e sociale nella quale sono collocati.![]()


Eccitante...Originally posted by Unheimlich
Franciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Ho visto adesso lo user name, guarda che ti faccio sculacciare da mia zia eh!
![]()


Originally posted by Franci
Quello che mi fa rizzare i capelli quando lo sento detto dal paperogeno di turno.
propio
presempio
se tu avesti
andevamo
purpurrì
vacanza in un bunker
Aaargh!![]()
A mio parere, il peggiore di tutti è PULTROPPO. "Presempio", invece, m'è molto gradito.
Saluti!


Non dimenticherei nemmeno i vari interpete, interpetre, interpetare, interpetrare, interpetrazione e via discorrendo che son così facili da sentire in televisione.
Saluti


Interpetrare è italiano corretto al pari del più usato interpretare.Originally posted by F.B.
Non dimenticherei nemmeno i vari interpete, interpetre, interpetare, interpetrare, interpetrazione e via discorrendo che son così facili da sentire in televisione.


mi permetto di dissentire dall'esimio collega, ma la metatesi di "interpretare" in "interpetrare" è frequente nella lingua parlata per ragione eufoniche (chi ha la erre moscia come me capirà ancora meglio il perché) ma credo non sia attestato da alcuna autorevole fonte classica posteriore al '500.Originally posted by ARI6
Interpetrare è italiano corretto al pari del più usato interpretare.
Anche nei pochi casi attestati, di cui si da conto in appendice, l'uso di interpetrare pare più dovuto a "toscanismo" o vezzo arcaico-letterario; pertanto, a mio avviso, non è assolutamente da usare come alternativo di interpretare.
APPENDICE A
"Allo prestantissimo Hercule ducha de Ferrara, lo suo divoto oratore frate Baptista da Ferrara" del Panetti.
Il Panetti nella dedicatoria al duca sottolinea "Non è adunque se non laudabile il tuo desiderio, ex.mo principe, che hai circha le historie, le quale si de grecho come de latino fai in lingua materna interpetrare acioché come homo più presto ne le arme che negli studij exercitato le possi intendere senza obscuritade alcuna."
Il Villani, nella Nuova Cronica - Libro Settimo:
Cominciati i detti nuovi fiorini a spargersi per lo mondo, ne furono portati a Tunisi in Barberia; e recati dinanzi al re di Tunisi, ch'era valente e savio signore, sì gli piacque molto, e fecene fare saggio, e trovata di fine oro, molto la commendò, e fatta interpetrare a' suoi interpetri la 'mpronta e scritta del fiorino, trovò dicea: "Santo Giovanni Batista"; e dal lato del giglio: "Fiorenzia". Veggendo era moneta di Cristiani, mandò per gli mercatanti pisani che allora erano franchi e molto innanzi al re (e eziandio i Fiorentini si spacciavano in Tunisi per Pisani), e domandogli che città era tra' Cristiani quella Florenza che faceva i detti fiorini.