



Si, avevo capito, intendevo stato nel senso attuale di comunità non autodeterminata.
Trovo che quella che tu chiami la "coercizione di una lobby che dall'alto impone la sua transnazionalità economica, mettendo ai suoi piedi Stati e governi del mondo", non sia causata dal capitalismo, in quanto tale fenomeno inizia in un era che oltretutto voi (in genere) considerate precapitalistica.
Ultima modifica di eq...; 21-09-09 alle 14:54
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Il Capitalismo ha vari livelli: Lenin chiamò Imperialismo il Capitalismo del secolo scorso, scorgendone la pericolosa deriva transnazionale. Marx osservò soltanto quello locale e primigenio del XIX secolo. Per questo c'è bisogno di ripensare ad un Comunismo nuovo e al passo coi tempi. Non dogma ma pragmaticità.


In pratica è condannata a rimanere una discussione tra un nazionalbolscevico e un libertario - cioè due persone la cui posizione in materia poteva già intuirsi con poco sforzo?
Ultima modifica di Prinz Eugen; 21-09-09 alle 15:55


Ultima modifica di Stalinator; 21-09-09 alle 16:24




in realtà il problema è che identificano il marxismo (e letto alla buona per di più) con il comunismo... mannaggia a loro... Lenin, Ho Chi Minh e Mao ai loro occhi da stupidi sarebbero già "pericolosi revisionisti", per non parlare di Stalin, Bucharin o Kim Il Sung.. e poi manca loro tutto il Socialismo francese dell'Ottocento, da Saint Simon e Fourier a Proudhon e Sorel... manca lo studio del Nazionalbolscevismo originario, quello di Niekisch e del Fronte Nero in Germania, così come le nuove sintesi di autori russi come Trubeckoj o Savickij... mica dico tanto, di allargarsi alle piu recenti intuizioni di Dugin o di Thiriart, ma almeno le basi storiche..
Poi fan presto a catalogare tutto quello che non torna ai loro conti anarco-radical chic come "fascismo".
Poveri imbranati.
Ultima modifica di Stalinator; 21-09-09 alle 19:19


up
«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi




Partiamo ad esempio da valori concreti: i soldiPer questo c'è bisogno di ripensare ad un Comunismo nuovo e al passo coi tempi. Non dogma ma pragmaticità.
Per me comunismo moderno significa diseguaglianza sociale tendente a zero.
Confini, nazioni, tradizioni, culture, religioni e discorsi vari contano un cazzo. Anzi sono solo fumo negli occhi.
Conta solo la sostanza, se ho un sistema dove uno vive da re (basta uno Stalin qualsiasi) e gli altri lavorano 12 ore al giorno per un pezzo di pane, non potrà mai essere comunismo. Anche se i media gli hanno dato quel nome.