Rif: La società senza Stato
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00_Void
Partiamo ad esempio da valori concreti: i soldi
Per me comunismo moderno significa diseguaglianza sociale tendente a zero.
Confini, nazioni, tradizioni, culture, religioni e discorsi vari contano un cazzo. Anzi sono solo fumo negli occhi.
Conta solo la sostanza, se ho un sistema dove uno vive da re (basta uno Stalin qualsiasi) e gli altri lavorano 12 ore al giorno per un pezzo di pane, non potrà mai essere comunismo. Anche se i media gli hanno dato quel nome.
Stalin ha realizzato il primo vero Stato socialista dei lavoratori, e le menzogne della cricca revisionista e degli ebrei illuminati che confezionano i loro accrocchi pseudostorici non lo tangono. Come fai a dire che nazioni e tradizioni, come confini sono solo fumo negli occhi... sono frutto di realtà storiche, di cambiamenti epocali e di assestamenti di millenni, che esistono da quando esiste la vita sulla Terra. Basta con questi qualunquismi per cui tutto è una "sovrastruttura", nei quali nemmeno Marx in fin dei conti credeva, dal momento che riflessioni su razze e nazionalità, così come di geografia, abbondavano, alla pari di Engels. Senza parlare di Lenin o Mao.
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00_Void
Partiamo ad esempio da valori concreti: i soldi
Per me comunismo moderno significa diseguaglianza sociale tendente a zero.
Confini, nazioni, tradizioni, culture, religioni e discorsi vari contano un cazzo. Anzi sono solo fumo negli occhi.
Conta solo la sostanza, se ho un sistema dove uno vive da re (basta uno Stalin qualsiasi) e gli altri lavorano 12 ore al giorno per un pezzo di pane, non potrà mai essere comunismo. Anche se i media gli hanno dato quel nome.
Se i valori concreti sono i soldi e non un pathos comunitario non c'è ragione di tendere all'uguaglianza sociale quanto alla trasformazione concreta delle proprie condizioni materiali di esistenza, in funzione del godimento qui e ora.
Rif: La società senza Stato
La citazione del post iniziale era la mia. Aspettando qualche risposta di qualche compagno cerco di chiarire meglio il mio pensiero.
Il comunismo non può essere un'anarchia senza regole e senza un'autorità centrale che mantenga il controllo della situazione. Lo Stato deve essere una continua guida per lo sviluppo del socialismo, come si può pretendere che anche dopo aver raggiunto la perfetta uguaglianza sociale dovuta al superamento del capitalismo con l'abolizione delle classi, si possa allentare la guardia e permettere che eventuali guastafeste controrivoluzionari possano ribaltare il potere socialista?
Della dottrina marxiana bisogna separare l'analisi scientifica dai contenuti messianici. Lo Stato non può essere abolito perchè ciò equivale in parole povere a cadere nell'anarchia e dal momento che l'uomo è sempre uomo e non cambia il suo stato di natura da un giorno all'altro neanche inculcandogli nel migliore dei modi un'ideologia, bisogna far sì che ci sia sempre un garante dell'ordine e della disciplina. Questo ruolo è appunto svolto solo ed esclusivamente dallo Stato.
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Stalinator
Stalin ha realizzato il primo vero Stato socialista dei lavoratori, e le menzogne della cricca revisionista e degli ebrei illuminati che confezionano i loro accrocchi pseudostorici non lo tangono. Come fai a dire che nazioni e tradizioni, come confini sono solo fumo negli occhi... sono frutto di realtà storiche, di cambiamenti epocali e di assestamenti di millenni, che esistono da quando esiste la vita sulla Terra. Basta con questi qualunquismi per cui tutto è una "sovrastruttura", nei quali nemmeno Marx in fin dei conti credeva, dal momento che riflessioni su razze e nazionalità, così come di geografia, abbondavano, alla pari di Engels. Senza parlare di Lenin o Mao.
No discorsi sulle razze non sono presenti nella dottrina marxiana. E nemmeno sulle nazionalità dato che Marx è il padre dell'internazionalismo proletario che allora era di quanto più lontano ci fosse dal nazionalismo. Lenin e Mao erano in parte nazionalisti, ma riuscirono a esserlo conciliando perfettamente questo aspetto con l'internazionalismo (e alcune citazioni del libretto rosso non sarebbero male per dimostrare ciò..).
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Rebel
La citazione del post iniziale era la mia. Aspettando qualche risposta di qualche compagno cerco di chiarire meglio il mio pensiero.
Il comunismo non può essere un'anarchia senza regole e senza un'autorità centrale che mantenga il controllo della situazione. Lo Stato deve essere una continua guida per lo sviluppo del socialismo, come si può pretendere che anche dopo aver raggiunto la perfetta uguaglianza sociale dovuta al superamento del capitalismo con l'abolizione delle classi, si possa allentare la guardia e permettere che eventuali guastafeste controrivoluzionari possano ribaltare il potere socialista?
Della dottrina marxiana bisogna separare l'analisi scientifica dai contenuti messianici. Lo Stato non può essere abolito perchè ciò equivale in parole povere a cadere nell'anarchia e dal momento che l'uomo è sempre uomo e non cambia il suo stato di natura da un giorno all'altro neanche inculcandogli nel migliore dei modi un'ideologia, bisogna far sì che ci sia sempre un garante dell'ordine e della disciplina. Questo ruolo è appunto svolto solo ed esclusivamente dallo Stato.
Secondo Marx l'uomo sarebbe determinato dai rapporti di produzione. La loro trasformazione mediante una transitoria dittatura del proletariato condurrebbe all'estinzione dello Stato, reso superfluo dalla fine della "preistoria dei rapporti sociali" con l'avvento della "società libera".
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Rebel
No discorsi sulle razze non sono presenti nella dottrina marxiana. E nemmeno sulle nazionalità dato che Marx è il padre dell'internazionalismo proletario che allora era di quanto più lontano ci fosse dal nazionalismo. Lenin e Mao erano in parte nazionalisti, ma riuscirono a esserlo conciliando perfettamente questo aspetto con l'internazionalismo (e alcune citazioni del libretto rosso non sarebbero male per dimostrare ciò..).
Ci sono numerose lettere tra Marx ed Engels in cui si parlava di nazioni più adatte al Comunismo ed altre meno che andavano in qualche maniera "debellate": un positivismo anche etnico che a me non piace tra l'altro, con sincerità.
Il nazionalismo inteso come difesa e Widerstand (per dirla con Ernst Niekisch) per me è sacrosanto ed è l'opposto dell'imperialismo che tende ad omologare e inglobare. Stalin ne La Questione nazionale è stato pressochè dettagliato, riconoscendo alla nazionalità i caratteri geografici, linguistici, culturali, storici, economici e politici. Il cosmopolitismo è ciò che ha staccato la Nazionalità dal terreno che la genera e dall'ambiente circostante, unico e pucliare nel suo particolare stato di conformazione storica: Socialismo in un Paese. Ecco qua la formula e la grande intuizione del camerata Stalin (in inglese e all'estero i comunisti di ferro usano da decenni questa parola, inrusso Tovarish e in Inglese Comrade, che in Italia è praticamente aborrita perchè usata anche dal fascismo).
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Rebel
Della dottrina marxiana bisogna separare l'analisi scientifica dai contenuti messianici. Lo Stato non può essere abolito perchè ciò equivale in parole povere a cadere nell'anarchia e dal momento che l'uomo è sempre uomo e non cambia il suo stato di natura da un giorno all'altro neanche inculcandogli nel migliore dei modi un'ideologia, bisogna far sì che ci sia sempre un garante dell'ordine e della disciplina. Questo ruolo è appunto svolto solo ed esclusivamente dallo Stato.
PERFETTO.
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Stalinator
Ci sono numerose lettere tra Marx ed Engels in cui si parlava di nazioni più adatte al Comunismo ed altre meno che andavano in qualche maniera "debellate": un positivismo anche etnico che a me non piace tra l'altro, con sincerità.
Fiancheggiavano le nazioni occidentali del capitalismo maturo di contro alle culture arcaiche percorse da residui feudali (quello che noi oggi chiamiamo Terzo Mondo), riconoscendo una "funzione storica progressiva" alla borghesia e al colonialismo. Ci volevano Lenin e Stalin perché la tendenza si invertisse...
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Stalinator
PERFETTO.
E' nazionalbolscevico antimarxista senza saperlo...
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PERFETTO.
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Non è lo Stato a creare i cittadini, ma siamo noi a dover costruire il nostro Stato.
Quanta ipocrisia. :sese:
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Prinz Eugen
Fiancheggiavano le nazioni occidentali del capitalismo maturo di contro alle culture arcaiche percorse da residui feudali (quello che noi oggi chiamiamo Terzo Mondo), riconoscendo una "funzione storica progressiva" alla borghesia e al colonialismo. Ci volevano Lenin e Stalin perché la tendenza si invertisse...
E' nazionalbolscevico antimarxista senza saperlo...
Erano i residui del positivismo e dello scientismo in cui purtroppo Marx ed Engels si ritrovavano. Se fossero stati più realisti e soprattutto meno oggettivisti, avrebbero compreso che il male è nell'internazionalismo stesso, come idea di supremazia o di inglobamento, ed era chiaro che avendo vissuto solo il Capitalismo della prima fase, quella a carattere locale, non avevano ancora potuto osservare le grandi speculazioni e tutto quel meccanismo che ha dato poi il seguito all'anarco-capitalismo degli ultimi decenni.
Fortuna Lenin, Stalin, Kim Il Sung, Mao e Ho Chi Minh... loro avevano chiaramente capito.