Dopo la guerra preventiva ora c’è anche la bomba atomica preventiva. Logico completamento della dottrina bushiana.
Il dittatore democratico americano, infatti, ha preparato davvero accuratamente la sua strategia di conquista planetaria, inserendo nei suoi piani proprio ogni mezzo, purché sia ben giustificato dal fine ultimo.
E dunque, dopo aver teorizzato l’opportunità di ingaggiare di volta in volta nuove battaglie nelle differenti parti di globo in nome di un personalissimo diritto all’”autodifesa precauzionale”, ha ampliato il ventaglio delle sue possibilità includendo anche l’eventualità di utilizzare “preventivamente” le armi nucleari, come risposta ad attacchi chimici e biologici.
In realtà, questa non è del tutto una novità.
La notizia in questione infatti prende spunto dalla Direttiva presidenziale sulla Sicurezza nazionale numero 17 approvata il 14 settembre scorso, in cui si chiariva che l’America “si riserva il diritto di rispondere con il ricorso a una forza schiacciante - comprese armi potenzialmente nucleari - all’uso di (armi di sterminio) contro gli Stati Uniti, le nostre forze all’estero o paesi amici e alleati”. Concetto poi ribadito anche nella versione della direttiva resa pubblica l’11 dicembre. Ma il quotidiano statunitense “The Washington Times” ieri ha reso nota una nuova versione del documento nel quale, invece dell’espressione “incluse armi potenzialmente nucleari”, si legge “incluso il ricorso a tutte le opzioni a nostra disposizione”. La piccola modifica, sostanziale, non compare naturalmente nel testo reso pubblico, ma in una versione segreta cui il giornale avrebbe avuto accesso.
Interessante da notare il comportamento della Casa Bianca che non ha voluto smentire, né commentare la notizia. Limitandosi così ad un eloquente silenzio-assenso.
Secondo esperti ed analisti militari interpellati si tratterebbe semplicemente di una naturale evoluzione del vecchio concetto di “deterrenza” del periodo della guerra Fredda, modificato ad hoc, ma noi sappiamo bene che questo non rappresenta altro che un’ulteriore passo in avanti verso un progressivo nuovo far west, in cui presumibilmente il territorio di frontiera si sposterà in Oriente. Partendo dall’Afghanistan, passando per l’Iraq, spostandosi per la Corea, si giungerà forse nuovamente in California.
In nome di un unico precetto, valido unilateralmente: nessuna regola.




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