Per quanto la levitazione sia citata per lo più in ambito religioso nelle biografie dei santi, sono riferiti diversi casi avvenuti in contesti assai differenti...
Anna Maria Turi
LA LEVITAZIONE NEI MEDIUM
L'autolevitazione — come sarebbe più corretto dire, dato che di levitazione si parla anche a proposito del sollevamento di oggetti — è un fenomeno raro. Perfino i grandi medium l'hanno mostrata solo in eccezionali occasioni.
Lo scozzese Daniel Dunglas Home (1833-1886) ebbe almeno un centinaio di levitazioni davanti a testimoni. Quelle di cui vogliamo parlare avvennero alla presenza del prof. William Crookes, vera celebrità scientifica nei campi della fisica e della chimica; e di un gruppo di altri testimoni degni di fede che poi ne riferirono alla Società Dialettica di Londra.
Scrive W. Crookes nelle Ricerche sui fenomeni dello spiritualismo: «I migliori casi di levitazione che io abbia veduto con Home sono avvenuti in casa mia. Una volta egli si recò in una parte illuminata della stanza, e dopo esser stato tranquillamente fermo in piedi per un minuto, ci disse che si sarebbe sollevato. Lo vidi ascendere lentamente con una leggera oscillazione e restare per alcuni secondi a circa sei pollici di distanza dal suolo; poi lentamente discendere. Nessuno dei presenti si mosse dal proprio posto.
Un'altra volta fui invitato ad avvicinarmi a lui, che si sollevò diciotto pollici dal suolo. Quest'atto era generalmente compiuto assai deliberatamente, e qualche volta Home ritirava i piedi sulla sedia e alzava le mani alla vista di noi tutti. Una di tali volte io mi abbassai per guardare, e vidi che tutti e quattro i piedi della sedia erano staccati dal pavimento contemporaneamente, mentre i piedi di Home erano sopra la sedia. Meno frequentemente il potere di levitazione si estendeva alle persone che sedevano accanto a lui; cosi una volta mia moglie fu sollevata con la sua sedia dal pavimento». (1)
L'esperimento di levitazione di Dunglas Home
Litografia di Louis Figuier
(Les Mystères de la science, 1887)
Forse il più celebre sollevamento di Home fu quello riferito da Lord Lindsay in un rapporto scritto alla Società Dialettica londinese: « Udimmo sollevarsi la finestra della stanza accanto e, quasi immediatamente, vedemmo Home fluttuare nell'aria fuori della finestra. La luna illuminava in pieno la stanza. Avevo la schiena rivolta alla luce; vidi, sulla parete davanti a me, l'ombra dei piedi di Home a circa sei pollici al di sopra del davanzale della finestra. Dopo essere rimasto per qualche secondo in questa posizione, egli sollevò la finestra, scivolò nella stanza con i piedi in avanti e si venne a sedere». (2) Questo è senz'altro il caso più spettacolare di levitazione della storia recente.
Del reverendo William Stainton Moses (1839-1892), altro gigante della medianità, si conoscono esperienze dello stesso genere descritte da lui stesso e di cui fa fede un altro illustre studioso, letterato e metapsichista, F.W.H. Myers. «Un giorno, il 30 agosto del 1872, sentii la mia sedia rigirarsi davanti al tavolo per essere sollevata dal suolo a una distanza che stimo dai 30 ai 35 centimetri. La sedia così rimase sospesa per qualche istante, e mi sentii sollevato sempre più in alto, con un movimento facile e lento, senza provare disagio o paura. Avevo la perfetta consapevolezza di ciò che accadeva, e descrivevo i fenomeni a coloro che erano seduti intorno alla tavola. Il movimento è durato un certo tempo, abbastanza lungo. Ero di faccia al muro, e ho potuto mettere un segno per indicare sul muro l’altezza alla quale si trovava il mio petto. Questo segno era a m. 1,80 circa dal suolo. Non avevo alcun disturbo mentale. Mi sembrava di essere in un ascensore, e che gli oggetti che mi circondavano si fossero abbassati sotto di me.» (3) Egli poteva anche essere trasportato con tutta la sedia sopra un sofà, in modo molto rapido. Una volta fu sollevato longitudinalmente e andò a sfiorare la testa di uno dei presenti (4).
Enrico Morselli, neurologo e psichiatra dell'Università di Genova, ha studiato attentamente Eusapia Pailadino (1845-1918). Ecco cosa dice di lei: « La Eusapia Palladino non levita che in oscurità quasi assoluta e mai da sola: le è necessaria la "catena tiptica", ossia essa si levita dal pavimento, per lo più insieme con la sua seggiola, quando è in mezzo a persone che possano verificare il fenomeno mediante le loro percezioni tatto-muscolari. (...) Inoltre, quella cerchia di persone assistenti (...) serve a impedire la caduta del medio, a sorvegliare che il tavolino non si spezzi sotto il peso che va a gravitargli sopra, e ad aiutare in ultimo la Eusapia a discendere e a rimettersi al suo posto. (5)
E si potrebbero ancora annoverare altre famose levitazioni, come quelle di Maria Vollhardt, studiata per anni dal dott. Schwab che per due volte riuscì a fotografarla, e di Willy Schneider, che davanti a studiosi qualificati, tra cui alcuni docenti universitari, si è sollevato orizzontalmente, e il suo corpo, rivestito di una tuta nera cosparsa di spille fosforescenti, era perfettamente visibile nella luce rossa della sala delle sperimentazioni. Willy arrivò fino al soffitto, con le gambe legate che agitava ritmicamente, e vi restò per circa dieci minuti. (6)
Willy Schneider
Ma senza andar oltre, si potrebbero già fare alcune osservazioni. Il fenomeno ha nei medium come nei santi le stesse caratteristiche. Si è visto che nei vari soggetti esso si somiglia in quanto ci si solleva in tutte le posizioni, di pochi centimetri o di alcuni metri, avendo una «zona d'influenza», e via discorrendo. La levitazione non si verifica in qualsiasi condizione e circostanza, ma nel contesto adatto, secondo quanto richiesto da sensibilità speciali. Silenzio e oscurità, o altre condizioni che evitano ogni sorta di disturbo, permettono probabilmente il ritorno all'indistinto, all'indeterminato e insieme un recupero di energie vitali. La trance, anche leggera, è condizione indispensabile, perché affidarsi al sonno nervoso significa aver il coraggio di tagliare con tutte le altre dipendenze e avere il coraggio di tornare indietro, in un certo senso di morire.
Eppure i medium sono vitalissimi, come mostra, per contrasto, la loro familiarità con le malattie: la loro esistenza infatti è cosparsa di gravi infermità e si conosce la precarietà della loro salute, fisica e nervosa. Tutti motivi già riscontrati nei grandi santi. È ragionevole pensare quindi che in ogni uomo sia posto in essere lo stesso meccanismo, sia implicata la stessa «forza»; e che se anche sono diverse le singole motivazioni, la levitazione, in fondo, abbia per tutti lo stesso significato (7).
NOTE
1. W. Crookcs, Ricerche sui fenomeni dello « spiritualismoe altri scritti, Milano 1932, p. 162.
2. A. De Rochas, Recueil de documents relatifs à la lévitation du corps humain, Paris, Leymarie, 1897, p. 57 sgg.
3. M.A. Oxon (pseudonimo di W. Stainton Moses), Research on spiritualism during the years 1872-73, in F.W.H. Myers, Society for Psychical Research, Proceedings, XI, 1894, p. 261.
4. Ch. Richet, Traité de Métapsychique, Alcan, Paris 1922, p. 721.
5. E. Morselli, Psicologia e Spiritismo, Bocca, Torino 1908, vol. I
6. R. Sudre, Trattato di Parapsicologia, Astrolabio, Roma 1966, pag. 243
7. Morselli aveva detto: « Esiste nei centri del senso muscolare la capacità di rappresentarsi il pensiero del volo mediante immagini kinestetiche autonome (allucinatorie): donde la conseguenza, che non è « iperscientifica », per quanto sia sempre un'ipotesi (siamo nel campo delle ipotesi, non delle teorie), che anche la levitazione sia la trasformazione di una rappresentazione interna del medio in un fatto reale ». (E. Morselli, Psicologia e Spiritismo, Bocca, Torino 1908, vol. I., p. 281).
Anna Maria Turi, La levitazione (Edizioni Mediterranee, pag. 51 e seguenti)