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Discussione: Classe dirigente.

  1. #1
    Ragione ed Equilibrio
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    Lightbulb Classe dirigente.

    Se la politica è la condizione per individuare ed agire per la risoluzione dei problemi.
    In Italia si pone il problema e la questione della creazione di una classe dirigente.
    Classe dirigente che, a mio avviso, quasi non esiste.
    Con l'avvento di tangentopoli è la fine della prima repubblica, un sistema di politica corrotta fino al midollo è andato in frantumi.
    Ma il vero ricambio della classe dirigente non c'è stato.

    La nuova classe dirigente dovrebbe crescere nei partiti, luogo naturale di formazione politica, per poi proporsi nella competizione elettorale, e quindi alla prova del voto.
    Spesso, capita, che le liste di candidati elettorali non vengono stilate per merito ma perchè si è amici degli amici.
    Così nei partiti, invece di una cooptazione o selezione del più capace, avviene una becera lottizzazione umana, una vergognasa spartizione di candidati mediocri però raccomandati per essere presenti nelle liste.
    Spesso avviene così anche per la nomina di Ministri e sottosegretari.
    Un mastodondico movimento di raccomandazioni, conoscenze ed amicizie, permette di sistemare nei Ministreri non i migliori, ma i più fedeli portaborse, lacchè e seguaci del politichese più basso ed opportunistico.
    La classe dirigente italiana è scadente, tutta.
    Per non parlare di plurinquisiti che siedono nei banchi del parlamento.
    Lo stesso premier italiano dovrà essere processato, al tribunale di Milano, insieme ad altri eccellenti imputati.

    Che fare?
    Riproporre con forza la questione etica.

    Creare fondazioni e scuole politiche, rifondare la moralità dei partiti, degli uomini, in ultima analisi.
    Ridare forza alla base dei partiti, spesso umiliata dalla voracità e fame di potere e dalla ipocrisia dei vertici.
    Non mi stancherò mai di dire che se il capitalismo in italia è spesso composto da nani e avventurieri, il problema della classe dirigente politica non è di secondaria importanza.

    Altrimenti l'illusione di aver rimosso un sitema corrotto economicamente come quello della prima repubblica, sarà solo una chimera.In quanto, sulle macerie della fraudolenta corruzione della maggioranza dei politici della prima repubblica, si edificherà soltanto CORRUZIONE MORALE.Perchè chi predilige gli amici degli amici al posto dei migliori e più capaci, commette un CRIMINE MORALE, di portata uguale ai crimini economici, commessi da quei politici corrotti che furono spazzati via dalla stagione di manipulite.

    reporter

  2. #2
    decerebrato consapevole
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    Predefinito Re: Classe dirigente.

    Originally posted by reporter

    La classe dirigente italiana è scadente, tutta.
    Per non parlare di plurinquisiti che siedono nei banchi del parlamento.
    Lo stesso premier italiano dovrà essere processato, al tribunale di Milano, insieme ad altri eccellenti imputati.

    Che fare?
    Riproporre con forza la questione etica.
    Fiato sprecato.
    I miei vicini volevano il condono. E l'hanno avuto.
    Molta gente se ne frega della limpidezza dei politici.
    Ognuno guarda al proprio orticello.
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Classe dirigente.

    Originally posted by reporter
    Se la politica è la condizione per individuare ed agire per la risoluzione dei problemi.
    In Italia si pone il problema e la questione della creazione di una classe dirigente.
    Classe dirigente che, a mio avviso, quasi non esiste.
    Con l'avvento di tangentopoli è la fine della prima repubblica, un sistema di politica corrotta fino al midollo è andato in frantumi.
    Ma il vero ricambio della classe dirigente non c'è stato.

    La nuova classe dirigente dovrebbe crescere nei partiti, luogo naturale di formazione politica, per poi proporsi nella competizione elettorale, e quindi alla prova del voto.
    Spesso, capita, che le liste di candidati elettorali non vengono stilate per merito ma perchè si è amici degli amici.
    Così nei partiti, invece di una cooptazione o selezione del più capace, avviene una becera lottizzazione umana, una vergognasa spartizione di candidati mediocri però raccomandati per essere presenti nelle liste.
    Spesso avviene così anche per la nomina di Ministri e sottosegretari.
    Un mastodondico movimento di raccomandazioni, conoscenze ed amicizie, permette di sistemare nei Ministreri non i migliori, ma i più fedeli portaborse, lacchè e seguaci del politichese più basso ed opportunistico.
    La classe dirigente italiana è scadente, tutta.
    Per non parlare di plurinquisiti che siedono nei banchi del parlamento.
    Lo stesso premier italiano dovrà essere processato, al tribunale di Milano, insieme ad altri eccellenti imputati.

    Che fare?
    Riproporre con forza la questione etica.

    Creare fondazioni e scuole politiche, rifondare la moralità dei partiti, degli uomini, in ultima analisi.
    Ridare forza alla base dei partiti, spesso umiliata dalla voracità e fame di potere e dalla ipocrisia dei vertici.
    Non mi stancherò mai di dire che se il capitalismo in italia è spesso composto da nani e avventurieri, il problema della classe dirigente politica non è di secondaria importanza.

    Altrimenti l'illusione di aver rimosso un sitema corrotto economicamente come quello della prima repubblica, sarà solo una chimera.In quanto, sulle macerie della fraudolenta corruzione della maggioranza dei politici della prima repubblica, si edificherà soltanto CORRUZIONE MORALE.Perchè chi predilige gli amici degli amici al posto dei migliori e più capaci, commette un CRIMINE MORALE, di portata uguale ai crimini economici, commessi da quei politici corrotti che furono spazzati via dalla stagione di manipulite.

    reporter
    In linea generale mi pare evidente che nel passaggio dalla cosiddetta Prima Repubblica, che aveva sicuramente molte magagne (basti vedere il debito pubblico che ci ha lasciato e lo sfacelo della Pubblica Amministrazione, compreso un livello di corruzione ben oltre...il fisiologico) , alla cosiddetta Seconda Repubblica la qualità media della classe dirigente non sia certo migliorata, e lo Stato non si è ritirato sufficientemente dal controllo diretto dell'economia o non ha eliminato quelle strutture di controllo burocratico sulla società che nominalmente sorte per garantire la giustizia e la correttezza dell'attività amministrativa e dell'attività economica, sono diventate di fatto criminogene.
    La Rivoluzione Italiana, quella che serve non era e non è quella giudiziaria, sebbene risulti evidente che i reati abbiano i rimedi che la legge prevede....., ma è quella liberale. Ma chi la vuole davvero, e chi davvero è in grado di attuarla, in un paese come il nostro? Prevale ancora una mentalità neo-corporativa che non permette affatto la formazione di una classe dirigente migliore.

    Saluti liberali

  4. #4
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    Caro Moderatore
    condivido in parte il suo intervento.
    credo che al fianco della rivoluzione liberale che Lei auspica, sia necessario fissare come snodo principale la Questione Etica, snodo attraverso il quale deve passare ogni cambiamento culturale per essere rigoroso e realmente valido.
    Cordiali Saluti
    reporter

  5. #5
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    Predefinito

    "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" diceva un filosofo molto famoso. L'Etica non è tuttavia un fatto astratto, avulso dalla storia. E quando riguarda non un singolo individuo e le scelte delle sua coscienza, ma un Popolo, una Nazione, una Classe Dirigente, una Comunità Libera, ecco allora che essa diventa soprattutto un fatto storico-sociale.
    La Rivoluzione Liberale ha senza dubbio origine da un'opzione Etica ed è il presupposto di una società più giusta perchè più libera.
    E' però da ricordare che lo Stato Liberale ( e lo Stato di Diritto in linea generale finchè è tale e coerente con se stesso) , non è e non può essere MAI, uno Stato Etico.
    Le "ricerca del bene" non può essere un fine dello Stato indipendente dal primo e maggiore dei beni: la libertà dei cittadini.
    Lo Stato Liberale è quello che tende a porre invece la "ricerca del bene" al servizio della libertà e come realizzazione della libertà degli individui nella Comunità e quindi della Comunità.
    La "libertà positiva "che lo che l'ideale Liberale persegue e difende, e che va oltre al mero concetto di "libertà dagli impedimenti" (libertà negativa), che pur è una premessa preziosa, approda a quell'Etica delle Istituzioni, delle regole, che si concretizza nel reciproco riconoscimento dei liberi cittadini che costituiscono la libera comunità. Gli individui liberi che consapevoli dei propri diritti diventano pertanto al tempo stesso consci dei legami storici, morali, sociali con la Comunità, e pertanto dei propri doveri.
    La Democrazia Liberale non è dunque uno Stato Etico, ma non è perciò un sistema "eticamente neutro" o "immoralista".
    La Rivoluzione Liberale che ci occorre, non assomiglia per nulla dunque al moralismo moraleggiante del giustizialismo giacobino, ma è tutt'altro che Eticamente neutra e indifferente. Essa, inoltre, tende ad incidere radicalmente sulle condizioni materiali ed economico-sociali, oltre che culturali, che favoriscono e perpetuano la decadenza morale della società civile e delle classi dirigenti e non.

    Saluti liberali

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" diceva un filosofo molto famoso. L'Etica non è tuttavia un fatto astratto, avulso dalla storia. E quando riguarda non un singolo individuo e le scelte delle sua coscienza, ma un Popolo, una Nazione, una Classe Dirigente, una Comunità Libera, ecco allora che essa diventa soprattutto un fatto storico-sociale.
    La Rivoluzione Liberale ha senza dubbio origine da un'opzione Etica ed è il presupposto di una società più giusta perchè più libera.
    E' però da ricordare che lo Stato Liberale ( e lo Stato di Diritto in linea generale finchè è tale e coerente con se stesso) , non è e non può essere MAI, uno Stato Etico.
    Le "ricerca del bene" non può essere un fine dello Stato indipendente dal primo e maggiore dei beni: la libertà dei cittadini.
    Lo Stato Liberale è quello che tende a porre invece la "ricerca del bene" al servizio della libertà e come realizzazione della libertà degli individui nella Comunità e quindi della Comunità.
    La "libertà positiva "che lo che l'ideale Liberale persegue e difende, e che va oltre al mero concetto di "libertà dagli impedimenti" (libertà negativa), che pur è una premessa preziosa, approda a quell'Etica delle Istituzioni, delle regole, che si concretizza nel reciproco riconoscimento dei liberi cittadini che costituiscono la libera comunità. Gli individui liberi che consapevoli dei propri diritti diventano pertanto al tempo stesso consci dei legami storici, morali, sociali con la Comunità, e pertanto dei propri doveri.
    La Democrazia Liberale non è dunque uno Stato Etico, ma non è perciò un sistema "eticamente neutro" o "immoralista".
    La Rivoluzione Liberale che ci occorre, non assomiglia per nulla dunque al moralismo moraleggiante del giustizialismo giacobino, ma è tutt'altro che Eticamente neutra e indifferente. Essa, inoltre, tende ad incidere radicalmente sulle condizioni materiali ed economico-sociali, oltre che culturali, che favoriscono e perpetuano la decadenza morale della società civile e delle classi dirigenti e non.

    Saluti liberali

    E quindi, riassumendo?
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  7. #7
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    Ad esempio minore è il controllo politico e statale sull'economia (inteso come potere, ingerenza oltre che come proprietà punbblica), minore è il terreno di coltura della corruzione.

    Saluti liberali

  8. #8
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    Originally posted by Pieffebi
    Ad esempio minore è il controllo politico e statale sull'economia (inteso come potere, ingerenza oltre che come proprietà punbblica), minore è il terreno di coltura della corruzione.

    Saluti liberali
    Bravo.
    A piccole dosi ogni tanto dici cose condivisibili.
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  9. #9
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    Però secondo me Reporter non ha torto.

    Egli infatti non auspica (mi sembra) uno Stato Etico, peraltro utopico, ma non c'è dubbio che per il cambiamento e per il miglioramento della classe dirigente, e quindi dello stato, "sia necessario fissare come snodo principale la Questione Etica, snodo attraverso il quale deve passare ogni cambiamento culturale per essere rigoroso e realmente valido."
    Sono completamente d'accordo.

  10. #10
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    Originally posted by Pieffebi
    Ad esempio minore è il controllo politico e statale sull'economia (inteso come potere, ingerenza oltre che come proprietà punbblica), minore è il terreno di coltura della corruzione.


    E quindi nel privato non esisterebbe corruzione?
    Non ci credo neanche un pò.

 

 
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