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Discussione: P. Gheddo

  1. #1
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    Predefinito P. Gheddo

    Missionario di Cristo e della rotativa. L'ultima battaglia di padre Gheddo

    Il missionario più amato da Giovanni Paolo II ritorna alla sua rivista
    "Mondo e Missione" e la rilancia. Proprio mentre "Fides" perde lettori e le
    testate no global vanno in confusione

    di Sandro Magister
    (C) L'EspressoOnLine

    ROMA - Dai giornalisti invitati a festeggiare i suoi 25 anni da vescovo, lo
    scorso 29 gennaio, il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano si è
    sentito rivolgere un lamento scomodo.

    Il lamento riguardava "Fides", l'agenzia di notizie della congregazione
    vaticana "De Propaganda Fide", il dicastero che si occupa delle missioni
    cattoliche nel mondo.

    Negli ultimi anni, sotto la direzione di Bernardo Cervellera, sacerdote del
    Pime, Pontificio istituto missioni estere, "Fides" era diventata una fonte
    di notizie di primissima qualità sulla Chiesa in Africa e in Asia. E
    soprattutto in Cina.

    Ma dalla primavera del 2001, da quando a capo di "Propaganda Fide" è
    arrivato il cardinale Crescenzio Sepe, "Fides" è cambiata radicalmente. ??E
    solo in peggio??, hanno detto i giornalisti al cardinale Sodano.

    Il cardinale Sepe ha allontanato padre Cervellera e ha affidato la direzione
    di "Fides" a Luca De Mata, già suo collaboratore nell'organizzazione dell'
    Anno Santo del 2000. ??E dopo questo cambio 'Fides' ha aumentato il numero
    delle notizie ma ha perso in qualità e interesse??, hanno lamentato i
    giornalisti.

    Il cardinale Sodano ha risposto evasivamente. In effetti, la segreteria di
    Stato non aveva mai guardato con favore al lavoro di padre Cervellera.
    Riteneva che facesse danno al proprio lavorìo diplomatico, specie con la
    Cina, e in alcuni casi aveva pubblicamente preso le distanze da quanto
    scritto dall'agenzia. Mentre ora da "Fides" non riceve più alcun disturbo.

    Ma non è questo di "Fides" l'unico cambiamento avvenuto nella stampa
    missionaria vaticana e italiana.

    Padre Cervellera, forte della sua conoscenza della realtà cinese, è passato
    a scrivere i suoi eccellenti reportage sul quotidiano dei vescovi italiani,
    "Avvenire", e sulla rivista mensile del Pime, "Mondo e Missione".

    La quale a sua volta ha avuto anch'essa un restyling completo, all'inizio di
    quest'anno. Nella grafica e nei contenuti.

    E una delle novità più significative è il ritorno a "Mondo e Missione", al
    fianco degli attuali direttori Vincenzo Pavan e Gerolamo Fazzini, dell'uomo
    che l'aveva già diretta per 35 anni, dal 1959 al 1994: padre Piero Gheddo.

    Padre Gheddo è un'autorità mondiale in campo missionario. D'impronta
    classica. È a lui che Giovanni Paolo II ha chiesto di scrivere la bozza dell
    'enciclica sulle missioni, la "Redemptoris Missio" del 1990.

    E ora su "Mondo e Missione" padre Gheddo ha inaugurato una column tutta sua,
    intitolata "Armagheddo": dal nome della battaglia finale tra Dio e l'impero
    del male, nel libro dell'Apocalisse.

    Nel numero di gennaio, il primo della nuova serie, Gheddo scrive:

    ??Leggendo libri e riviste missionari, guardando programmi di convegni e
    campagne missionarie, a volte mi chiedo: dov'è finito Gesù Cristo? Quando il
    discorso sulle missioni diventa troppo incentrato sulla fame nel mondo, la
    liberazione degli oppressi, la protesta contro le multinazionali e la
    globalizzazione capitalista, si finisce per svilire la vocazione
    missionaria. Perché la nostra vocazione di missionari è proprio questa:
    trasmettere la fede e l'amore a Gesù Cristo, l'unica ricchezza che abbiamo??.

    La polemica di Gheddo nei confronti di altre riviste missionarie è
    esplicita. In Italia - ma con diffusione in tutto il mondo - ve ne sono
    altre tre maggiori, oltre a "Mondo e Missione" del Pime.

    Le tre sono "Nigrizia", dei missionari comboniani; "Missione Oggi", dei
    missionari saveriani; e "Missioni Consolata", dei missionari della
    Consolata.

    E tutte e tre le riviste corrispondono perfettamente alla descrizione fatta
    da padre Gheddo. Mostrano solo una debole traccia di quell'??unica ricchezza??
    che appartiene alla missione cristiana. E invece dedicano un numero
    smisurato di pagine alla campagna terzomondista, anticapitalista,
    antiamericana, no global.

    In queste tre riviste, i cambiamenti che si sono avuti negli ultimi anni
    sono tutti avvenuti in direzione di un rafforzamento di questo orientamento
    politico e culturale.

    "Nigrizia" è stata la prima a imboccare questa strada: da quando ebbe come
    direttore padre Alex Zanotelli, oggi divenuto personaggio simbolo dei no
    global di tutto il mondo.

    Subito dopo ha sterzato in questa direzione "Missione Oggi". Un suo
    direttore, padre Eugenio Melandri, entrò in politica e fu eletto deputato al
    parlamento europeo nelle liste del Partito della rifondazione comunista.

    E poi ancora ha preso questa strada "Missioni Consolata". Che però è quasi
    riuscita a sorpassare le altre in oltranzismo. Un suo editorialista fisso è
    ora Giulietto Chiesa, ex corrispondente dall'Urss per il giornale "l'Unità"
    del Partito comunista italiano.

    L'ultimo editoriale di Chiesa su "Missioni Consolata" ha per titolo: "La
    strega Saddam e l'inquisizione di Bush". E lo svolgimento è del tutto
    conseguente, con molta comprensione per la strega.

    Mentre un suo contemporaneo intervento sulla rivista concorrente "Missione
    Oggi" ha per oggetto i retroscena dell'11 settembre 2001. In esso Chiesa
    sostiene che a comandare l'abbattimento delle Torri fu...

    ??... una cupola formata da pezzi di servizi segreti dell'Arabia Saudita, del
    Pakistan, degli Stati Uniti, più alcune componenti della finanza
    internazionale??.

    Tutto per gettare le basi di un nuovo impero mondiale a stelle e strisce
    senza più democrazia.

    Al confronto con queste performance, l'antesignana "Nigrizia" appare sin
    troppo moderata e fine. La sua firma di punta è l'intellettuale ebreo Gad
    Lerner, che vi tiene una rubrica mensile. E un altro dei pensatori più
    presenti sulla rivista è il musulmano Khaled Fouad Allam, islamologo di
    fama, discepolo alla Sorbona del grande Mohammed Arkoun.

    ??Ma il guaio è che facendo così ci confondiamo agli altri media - obietta
    padre Gheddo - mentre invece dovremmo trovare una linea editoriale che ci
    caratterizzi, ci distingua e ci renda davvero interessanti per quel che
    siamo??.

    "Mondo e Missione" vuole appunto esprimere questa linea.

    Anche l'agenzia "Fides" di padre Cervellera, in Vaticano, ci aveva provato.
    Peccato che proprio il Vaticano le abbia tagliato le ali.







    ---
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    2 messaggio/i nel thread
    Da:barby25LadyHawK ==*V*== (barby25@barby25.com)
    Soggetto:Re: [politica e cattolici] L'ultima battaglia di Padre Gheddo


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    Newsgroupst.politica.cattolici
    Data:2003-02-08 09:16:03 PST


    Paolo De Bei wrote:

    - cut -
    >
    > Padre Gheddo è un'autorità mondiale in campo missionario. D'impronta
    > classica.

    Mi pare una buona cosa. Non é detto che il classicismo non possa convivere
    con la nostra epoca moderna, anche perchè la Veritá è Classica, nel senso
    che non cambia mai. È ció che é.

    È a lui che Giovanni Paolo II ha chiesto di scrivere la bozza
    > dell 'enciclica sulle missioni, la "Redemptoris Missio" del 1990.
    >
    > E ora su "Mondo e Missione" padre Gheddo ha inaugurato una column tutta
    > sua, intitolata "Armagheddo": dal nome della battaglia finale tra Dio e
    > l'impero del male, nel libro dell'Apocalisse.

    Molto bello. Sará di stampo classico ma da quello che posso notare da questo
    articolo é anche versatile nelle idee ed é il mix migliore.

    >
    > Nel numero di gennaio, il primo della nuova serie, Gheddo scrive:
    >
    > ??Leggendo libri e riviste missionari, guardando programmi di convegni e
    > campagne missionarie, a volte mi chiedo: dov'è finito Gesù Cristo? Quando
    > il discorso sulle missioni diventa troppo incentrato sulla fame nel mondo,
    > la liberazione degli oppressi, la protesta contro le multinazionali e la
    > globalizzazione capitalista, si finisce per svilire la vocazione
    > missionaria. Perché la nostra vocazione di missionari è proprio questa:
    > trasmettere la fede e l'amore a Gesù Cristo, l'unica ricchezza che
    > abbiamo??.

    Aggiungo che non solo si svilisce la vocazione missionaria ma si sviliscono
    gli stessi Ministri di Dio, i Religiosi, perché essi sono la prova vivente
    della Parola di Dio e conforme a questa dovranno muoversi.
    Si deve avere una forza interiore notevole, umilitá, fede e ragionamento per
    poter capire, nel mondo di oggi, fino a che punto è necessario spingersi in
    una direzione e fino a che punto tale limite verrebbe sorpassato.
    Molti autorevoli preti e perfino qualche Cardinale, ipnotizzati dalle false
    parole "cattoliche" che potrebbero trovare dentro ai No Global, si fanno
    corrompere o per meglio dire "abbindolare" da dei principi che cattolici
    non sono. Mi domando se questi preti no globisti hanno mai meditato in
    profondità non solo la Parola di Dio, ma anche IL COMPORTAMENTO DI DIO,
    cioé di Gesú Cristo nel Nuovo Testamento (nel Vecchio bisognerebbe farci
    uno studio ancora piú approfondito molto piú difficile da comprendere per
    la nostra natura umana e che un prete dovrebbe avere nel suo bagaglio
    culturale ma dubito che tutti lo abbiano compreso).

    Gesù parlava ai poveri, dava loro speranza, ma non li aizzava contro il
    potere di Roma o contro i ricchi. Gesú rispettava i ricchi e quasi aveva
    pena per loro perché sapeva benissimo quanto un ricco è imprigionato dalle
    sue stesse ricchezze che non sono altro che materia e si polverizzeranno al
    polverizzarsi del proprio corpo.
    Gesú parlava della dimensione di Dio che è totalmente "illogica" al pensiero
    materiale che noi conosciamo sulla dimensione terrena, e faceva conoscere
    la vera giustizia, quella non immediata, quella che scaturisce dopo le
    sofferenze, gli insulti, gli sputi, le flagellazioni, i martìri, le
    ingiustizie che questo mondo, imperfetto perchè materiale ma perfetto per
    concezione. porta con sè.

    È questa linea che i religiosi dovrebbero seguire ma è una linea DIFFICILE
    perchè richiede un COSTANTE EQUILIBRIO che la nostra natura umana fatta di
    fermenti e di forti emozioni ci rende estremamente problematica da attuare.
    Molti di questi preti sono animati dalle più buone intenzioni. Vogliono
    salvare tutte le persone affamate, insicure, derelitte, oppresse del mondo.
    Vorrebbero che il capitalismo e i capitalisti si dissolvessero per dare
    l'opportunità alla povera gente di vivere e di migliorare...Ma sarebbe
    giusto questo? Sarebbe giusto eliminare dalla scena naturale il capitalista
    solo perchè è differente da un povero? Sarebbe giusto OBBLIGARLO a fare
    quello che non si sente di fare anche se le sue scelte potranno essere
    sbagliate? Si puó farlo ragionare ma non minacciarlo nè imbottirlo di botte
    nè polverizzarlo. Verremmo contro una quantitá enorme di peccati che sono
    il marchio che ci opprime quando contravveniamo alle regole fondamentali
    preposte da Dio alla salvaguardia dell'uomo, DI TUTTI GLI UOMINI e tenendo
    conto delle sue tre nature, materiale, mentale e spirituale.

    Dio é IL TUTTO, Dio SA tutto ed ogni cosa che ha detto e fatto, se
    l'osserviamo bene, é conforme alla difesa dell'uomo, alla scelta del male
    minore a seconda del contesto in cui la persona é immersa. Dio ha tenuto
    conto di tutto dall'inizio della nostra esistenza fino alla fine dei tempi.

    Conoscendo Dio ci si rende anche maggiormente conto della nostra natura
    umana e della dimensione terrena in cui siamo immersi. Bene e male con
    tutte le gamme di gradazioni dall'uno all'altro, sempre esisteranno, come
    esisteranno sempre poveri e ricchi, oppressori ed oppressi. Non possiamo
    pretendere di cambiare ció che la dimensione terrena ha in sé per poter
    rimanere in equilibrio. Ma possiamo MIGLIORARE QUESTO MONDO. Non cambiarlo,
    perché non si puó cambiare. Le regole di questa dimensione non le abbiamo
    stabilite noi. Il male esiste perché esiste il bene. Ne é una sua
    aberrazione e se analizziamo bene un detto antico "banale" dicono gli
    "illuminati" ma vero nella sua essenza che é : "Non tutti i mali vengono
    per nuocere", capiremmo come bene e male siano strettamente correlati e che
    la nostra dimensione é fatta di ambedue. Ovviamente ci deve sempre essere
    un limite.
    Possiamo trasformare il male in bene CREANDO IL BENE (a meno che non ci
    siano due mali a confronto enormi e quindi bisognerá scegliere il male
    minore).
    La grande potenza dell'uomo é propio questa: attraverso l'amore (che non è
    certo quella che i no global professano), trasformare il male in bene,
    creando ed alimentando nuovo amore come hanno fatto i santi, come ha fatto
    Madre Teresa di Calcutta, visto che ce la ricordiamo meglio perché é
    contemporanea. E mi pare che lei non parlasse minimamente di politica, ma
    di Dio dal quale insegnamento si trae l'etica cattolica, quella Vera ed
    universale.

    Ogni persona é un universo a parte ma contemporaneamente, non è da meno di
    un'altra persona, fosse povera, capitalista, no global o politic.
    Questo i religiosi non dovranno mai dimenticarlo e quando saranno vittime
    delle tentazioni di far politica contro altre persone, prendano in mano il
    Vangelo, si ritirino in isolamento e meditino sul significato di persona
    che Gesú ha lasciato attraverso la sua Parola e le sue azioni.

    Il religioso non deve fare politica. Deve ritornare a insegnare l'etica
    universale che non ha colore, non ha linee politiche, non odi ma solo amore
    per ciò che è l'uomo.

    Quando ci saranno le votazioni, nel minuscolo isolamento della cabina,
    allora potranno dare a Cesare ció che é di Cesare e a Dio ció che é di Dio,
    ma nel resto della loro vita che é UNA MISSIONE dal primo all'ultimo
    giorno, dovranno seguire l'ETica per eccellenza, cioé la Parola di Dio, per
    quanto le loro limitazioni umane potranno permetterglielo.

    Questo non é un giudizio né una valutazione. È solo un ragionamento per far
    capire il perchè un religioso non può e non deve far politica, sulla linea
    di Papa Giovanni Paolo II che non ha mai speso una parola di politica dal
    suo Pontificato fino ad ora.

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  2. #2
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