Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: moralismo

  1. #1
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    Predefinito moralismo

    Se avete fegato, leggetevi l'intervento di Giuliano Ferrara sul "Corriere della Sera" di martedi 11 febbraio. Questo giornalista, campione del thatcherismo all'italiana, passa per un uomo di rara intelligenza. Se leggete l'articolo di oggi, vi accorgerete come alla base delle sue argomentazioni pro-guerra vi sia un moralismo grossolano, fondato su un pensiero "binario". In sintesi, la guerra bisogna farla perché americani ed ebrei sono vittime di aggressioni da parte del mondo arabo. Americani ed ebrei combattono contro il male rappresentato da quel mondo arabo che non li accetta. Stop. Siccome il terrorismo colpisce israeliani e americani e non città europee, gli europei contrari all'intervento non capiscono le buone ragioni strategiche e morali di israeliani e americani. E quindi moralmente parlando sarebbero cinici, oltre ad essere superficiali politicamente.
    Nemmeno per un istante vi è un'analisi geopolitica o storica tesa a comprendere il perché della situazione nel Golfo, né le origini del terrorismo internazionale. Nulla. Nessuna sfumatura, il mondo è semplice: ci sono i buoni, che dominano perché sono più bravi, e i cattivi, che invidiano e colpiscono. Se non fosse che l'argomento è tragico, sarebbe comico il passaggio in cui Ferrara mette in evidenza il "sistematico bombardamento di civili israeliani" da parte dei palestinesi, e dell'ANP che avrebbe "svenduto il sacro principio dell'autodeterminazione sull'altare dell'Intifada Al-Aqsa".
    Arafat un criminale. Sharon un difensore di civili inermi. Sembra di sognare (incubo), ma è proprio questo il tenore dell'intervento di questo "intelligentissimo" giornalista. In realtà, basta frequentare un po' i giornali americani tipo "Herald Tribune", "Washington Post", "New York Times", o l'edizione inglese di "Ha'aretz" e "Jerusalem Post" per rendersi conto che Ferrara è solo un banale ripetitore di concetti martellati da anni dai vari Jim Hoagland, Charles Krauthammer, Thomas Friedman, Charles Kindleberger e altri influenti commentatori americani e sionisti di area repubblicana.
    Tutto qui.

  2. #2
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    Predefinito l'intelligenza di Ferrara

    ognuno la giudica per quello che crede, non sarà comunque lui l'unico a scopiazzare di qua e di là, ce ne sono altri di davvero eccezionali in quest'arte vi assicuro.
    Le tesi di Ferrara possono invece dar fastidio, questo lo comprendo, fra l'altro il Corriere ha annunciato una linea editoriale opposta. Sarei curioso invece di ascoltare l'analisi geopolitica e storica più profonda dell'amico politikon. Io ho la memoria corta e mi ricordo un'invasione del Kuwait organizzata da Saddam Hussein, che secondo i nostri pacifisti, tutto sommato non era poi un evento così scandaloso e ho letto le prese di posizioni ufficiali di Saddam e del suo regime che esaltano i martiri palestinesi e ne finanziano le famiglie. Ammesso che questo non sia terrorismo, ma patriottismo, mi chiedo se le bombe umane aiutino la pace e la distensione in medioriente e se soprattutto Israele può accettare l'idea di uno Stato confinante che incoraggia e alimenta azioni del genere contro la sua popolazione. Infine io non so davvero chi siano i buoni ed i cattivi in questo contesto. Non credo che sia questo il modo di ragionare di Ferrara per quello che lo conosco fra l'altro. So, invece, che i paesi europei non contano i loro morti, come li contano i palestinesi, gli israeliani e dall'11 settembre, anche gli americani. E soprattutto, non so se basterà la volontà di non contarli per far si che questi non ci siano.
    Poi con franchezza, questa tendenza europea di non voler contare i morti se non quelli degli altri, mi fa un po' un certo senso di ribrezzo. Sarà che sono anch'io un moralista!

  3. #3
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    Predefinito non so mica dove stavate voi

    ma se fate lo sforzo di pigliarvi qualche documentazione appropriata potete scoprite che esisteva in medioriente un fenomeno che si chiamava pan arabismo e nazionalismo arabo che aveva come suo epicentro l'Egitto di Nasser ed in seguito l'Iraq si Saddam e la Siria di Assad. Erano movimenti politici che uscivano dall'ortodossia religiosa e che gravitavano nell'orbita sovietica da cui avevano consulenza militare ed appoggi economici fino a tutti gli anni '80. Le armi dell'esercito iracheno sono fornite dal patto di Varsavia, andate a vederle. Durante la guerra con l'Iran scatta un meccanismo di indipendenza dall'Urss, o perlomeno il tentativo di emancipazione dall'ingombrante presenza sovietica ed attraverso presunti reparti irregolari di opposizione al regime di Mullah in Iran, l'Iraq trova anche finanziamenti in occidente e negli Usa. Ammesso che la Cia avesse degli uomini sul territorio, le possibilità di comunicazione e di conoscenza di quei regimi erano filtrate unicamente dagli oppositori e chi criticava Saddam era accusato die ssere una spia iraniana. Solo dopo la caduta dell'Urss si consoce esattamente i misfatti del regime iracheno e credo che ancora non si conoscano interamente, ma diciamo che se ne ha un'idea. Anche per queste ragioni gli Usa non hanno grande preoccupazione di difendere il libero stato del Kuwait dall'amico Saddam Hussein che ormai si vede con un'altra luce. Poi se per voi tutte le vacche sono grigie nella scura notte, fatevi beati le marce della pace che volete. Ma non pensate che vi si prenda sul serio.

  4. #4
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    Predefinito la corea del nord

    dimenticavo, poi c'è stata Yalta tanti anni fa, dove un certo tipo che si chiamava Stalin con una matità blu divise il mondo come una torta ed erano le zone di influenza. All'Urss spettava l'influenza sul mondo arabo e i paesi africani, molto più dell'Europa e la Corea del nord con la crisi dei rapporti russo cinesi entrava nell'orbita di Pechino ed a Pechino ancora principlamente risponde, cos' cpme per tutti gli anni '80 Saddam rispondeva a Mosca. Il giorno che uil regime comunista di Pechino non terrà più in riga la Corea del Nord, e questa rapprresenterà un qualche problema nucleare, state tranquilli che gli americani se ne occuperanno e che qui avremo voi pacifisti a dire: giù le mani dall'indipendenza della Corea del nord, sporchi imperialisti yankee.

  5. #5
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Originally posted by antonio
    la memoria , se non mi tradisce, mi ricorda di un saddam huseein gia' dittatore e sanguinario, supportato dagli USA nella guerra contro l'Iran ma non mi pare di ricordare che nel supportarlo gli USA si facessero scrupolo delle violazioni dei diritti umani compiute dal rais amico...
    come non mi pare che si diano un gran da fare per la Corea del Nord..

    che abbia ragione quel cinico di Murdoch?
    Neanche quando appoggiavano Stalin contro Hitler e armavano i partigiani comunisti del Nord Italia, gli americani, cattivoni, si preoccupavano troppo dei cirmini del comunismo, della violazione dei diritti umani in Unione Sovietica, dei Gualg. Ma avevano ragione a farlo. In quel momento la priorità era sconfiggere la Germania NazionalSocialista e i suoi alleati.

    Saluti liberali

 

 

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