Da qualche giorno si sentono proprio delle belle notizie su alcuni abitanti della nostra beneamata Padania.......passando dalla Lombardia al Veneto pare che non si salvi nessuno......mi sa che ce li abbiamo pure noi i nostri bravi terroni altro che palle![]()
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Tangenti Anas, Borrelli: "Non è cambiato nulla"
Dalle carte dell'inchiesta che ha coinvolto 31 imprenditori e funzionari pubblici emerge l'ormai consueto impasto tra politica e appalti. L'ex procuratore di Milano amaro: "La corruzione non è mai finita"
MILANO - ""Se qualcuno si era illuso che la mala pianta della corruzione fosse stata estirpata con le indagini di Mani Pulite, ora è chiaro che non è andata così".
Intercettato nei corridoi del tribunale milanese dai cronisti del Corriere della Sera, Francesco Saverio Borrelli, ormai solo autorevole pensionato della giustizia italiana, ne approfitta per togliersi qualche altro sassolino dalle scarpe.
A Roma, nel frattempo, la politica mette sotto inchiesta proprio il suo lavoro e i suoi ex colleghi. In Commissione, infatti, passa la proposta di un gruppo parlamentare d'inchiesta su Mani Pulite, che dovrebbe occuparsi perfino dei processi in corso.
E Borrelli si sfoga: "La nostra potatura - dice ammenttendo una sorta di fallimento - ha finito per rinvigorire la corruzione". Ma la colpa - giura l'ex procuratore capo di Milano - non è delle toghe. "Il problema della corruzione non è mai stato affrontato seriamente a livello politico" accusa, per poi aggiungere con amarezza: "I magistrati non hanno nulla da temere. Osservo però che invece di eliminare le cause dlela corruzione, si indaga sui magistrati che hanno fatto il possibile per combatterla".
D'altronde, numeri e particolari dell'ultima inchiesta aperta a Milano, quella sulle tangenti degli appalti Anas, aprono uno scenario che sembra riportare indietro le lancette dell'orologio della storia. Una trentina di imprese avrebbero pilotato tutti gli appalti in Italia. Per i funzionari pubblici era prevista una quota fissa del 5 per cento. Si inventavano false frane, o la necessità di inutili prolungamenti stradali, per lucrare sui nuovi appalti o sulla ricostruzione.
Tutto come da copione, insomma, negli anni delle inchieste di Tangentopoli. "Le mazzette - dice Borrelli - non erano un'eccezione. Era la regola di gestione degli affari pubblici e privati. Per questo non potevano bastare le inchieste a sconfiggerla".
E di fatto, stando a quanto rioportao nel fascicolo Anas della pm milanese Giovanna Ichino, il sistema sembra rimasto identico.
e se questo non basta eccovi l'altro articolo:
Giovedì, 13 Febbraio 2003 - Il Gazzettino
MESTRE La Guardia di Finanza ha illustrato i risultati delle indagini sul mercato delle ricette. Nel bilancio Glaxo sotto osservazione 100 milioni di euro
Un fiume di denaro per corrompere i medici
Tra i tremila medici sotto inchiesta anche 8 primari del Nordest - Intercettazioni telefoniche per 13.200 ore
Mestre
"Operazione Giove" coordinata dalla Procura di Verona mostra uno spaccato impietoso del mondo che ruota attorno a sanitari e venditori di farmaci, dove il paziente spesso nella trattativa ha un valore di mille euro. Un fiume di denaro, regali, favori. Nell'indagine della Guardia di Finanza sono finiti sotto osservazione 100 milioni di euro destinati nei bilanci Glaxo del 2001 e 2002 a varie spese di rappresentanza. I reati ipotizzati sono tre: la corruzione, il comparaggio, la concessione o promessa di premi. Le prove si basano sui programmi elettronici sequestrati nella sede del gruppo italo-americano a Verona, fatture e note di spesa allegate ai bilanci, 13.200 ore di intercettazioni telefoniche. Sono oltre 3mila i medici coinvolti nell'inchiesta, tra i quali 8 primari del Nordest.
PIETROBELLI





