la nostra politica estera è gestita da quattro scalzacani.
L'espressione, di D'Alema , sarà un po' forte ma è scelta con una certa genialità perchè rende plasticamente l'idea della totale incapacità di coloro che pensano di governarci.
quello che impressiona ora è che, esauriti tutti i trucchi e giochetti, è subentrato il silenzio di chi ormai non sa più che pesci pigliare.
Il nostro ineffabile premier vorrebbe stare col più ricco e forte, ma la quasi totalità dell'elettorato ha dimostrato con forza che non vuole saperne di guerra e disapprova la sua scelta.
Ha avuto l'idea peregrina di firmare quel documento contro Francia e Germania proprio nell'imminenza del nostro semestre di presidenza.
E pensare che era così facile fare una politica estera efficace. Bastava non agitarsi e valutare gli eventi freddamente al momento in cui questi si proponevano. Invece adesso è spompato perchè ormai si è delineata con una certa precisione quale siano la sua autorevolezza e importanza nell'ambito del consesso internazionale.
Praticamente quella del due di picche quando la briscola è cuori.
E non gli piace.




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