L'ipotesi di trasferire due reti della tv pubblica scatena polemiche
Storace: "Basta fare danni". Veltroni: "Baldassare smentisca"
"La Rai resta a Roma
questo cda vada via"
E Saccà scrive una lettera agli amministratori capitolini
ROMA - L'idea, sulla quale lavorerebbe il cda della Rai, è più o meno questa: il trasferimento di una rete a Milano e di un'altra rete a Napoli. Una mossa che potrebbe essere messa nero su bianco in un documento di indirizzo votato dai vertici di viale Mazzini. Almeno questo è quello che raccontano i giornali stamattina. Ma basta per scatenare la reazione della Capitale. Prima il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, poi il sindaco di Roma, Walter Veltroni, insorgono. "Spero vivamente che Baldassarre chiarisca il suo pensiero e che le voci che circolano trovino rapida e convincente smentita", dice il sindaco della Capitale. Più duro ancora Storace: "Non è più tollerabile un andazzo per cui un Cda triturato adesso rimetta nuovamente in discussione la centralità di Roma". E, sempre per rimanere dentro An, tocca al ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno sottolineare come "un possibile trasferimento da Roma delle reti Rai determinerebbe un grave danno, comportando insignificanti benefici per le nuove destinazioni". Nel mirino di Storace finisce l'intero cda, o meglio i due componenti superstiti. Contro di loro, il presidente della Regione Lazio annuncia la sua intenzione di "sollecitare una riunione dell'esecutivo politico di An" e di voler scrivere a Fini. "Chi non è in grado di gestire seriamente un'azienda come la Rai - attacca Storace - non è detto che debba continuare a fare danni. An non deve accettare passivamente le scelte scriteriate del vertice di viale Mazzini". Parole in sintonia con i deputati diessini Giuseppe Giulietti e Walter Tocci che chiedono le dimissioni del consiglio: "E' demenziale pensare di togliere a Roma uno dei suoi gioielli. L'ineffabile coppia Baldassare-Saccà, ha portato la Rai al disastro economico".
In attesa dei chiarimenti, Veltroni ricorda a Saccà le promesse fatte: "Pochi giorni fa mi ha assicurato che non esiste (o debbo dire esisteva?) alcuna intenzione di trasferire strutture e risorse altrove. Adesso le chiedo una parola chiara". Per ora però, da viale Mazzini tutto tace. L'unica cosa che filtra una telefonata tra saccà e Storace e l'annuncio di una letera "di chiarimento" che il direttore generale avrebbe intenzione di inviare agli amministratori capitolini.(20 febbraio 2003)
Finalmente !!!! Dopo tutte le bestialità commesse dalla coppia berlus-china Basdassarre-Saccà
(esecuzione immediata del diktat bulgaro di berlusconi, scadimento oltre ogni limite dei programmi rai,
i berluscon-inneggianti servizi dei tg,
spese folli x gente come la lewinski e l'arbitro moreno,
divieto di mandare in diretta la manifestazione pacifista di sabato scorso a roma,
sorpasso di Italia1 su RAI2,
ridicola sceneggiata sulla d'eusanio)
sembra che anche la destra sociale sia schifata dell'andazzo nel cda rai (ma com'è che nessuno calcola quell'insignificante e abulico albertoni, messo lì solo per distruggere la rai e osannato dai legaioli alla festa di miss padagna come fosse un premio nobel ?).
Speriamo di vederli andar via quanto prima. E poi che ci mettessero pure carlo rossella al loro posto.....tanto prima o poi sarà defenestrato pure lui !!!!




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