Oggi c'è stato uno sciopero generale di 4 ore contro la crisi industriale indetto dalla sola CGIL ma io non me ne sono assolutamente accorto, dalle mie parti tutti erano regolarmente al lavoro
da il nuovo
Cgil: sciopero pienamente riuscito
Il sindacato di Guglielmo Epifani parla di un successo della mobilitazione (70%) proclamata contro il declino dell'industria. "Peccato che Cisl e Uil non abbiano aderito. Poca innovazione, questo è il problema".
ROMA– Piazze piene oltre le previsioni, fabbriche vuote oltre le previsioni. La Cgil si conta sulla riuscita” dello sciopero di 4 ore contro la crisi industriale . Conta il risultato della propria mobilitazione solitaria che ha ritrovato le critiche degli altri sindacati, di Confindustria, del governo. “E' un peccato - dice Epifani soddisfatto, parlando in Abruzzo - perché di fronte a questi problemi dovremmo e dobbiamo restare uniti”.
I primi dati disaggregati diffusi dal sindacato sono “più che soddisfacenti e fanno pensare a una piena riuscita della mobilitazione”. Dalle percentuali si registra “un'ottima risposta dei lavoratori e delle lavoratrici”. Secondo la Cgil, le astensioni sono del 95% alle Officine Meccaniche di Brescia, 90% alla GD di Bologna, 70% all'Ansaldo Energia di Genova, l'85% alla Alcan di Milano, 90% all'Isotta Fraschini di Bari, 95% all'Alfa di Pomigliano, 98% alla Fiat Avio, 85% all'Alenia.
Buoni risultati anche nello stabilimento Fiat Mirafiori di Torino, con il 60% e punte del 75% alla meccanica Powertrain. Ma i dati della Cgil non sono gli stessi di quelli diffusi dalla Fiat che invece oscilla tra il 4 e il 14%. E Confindustria parla di adesione bassissima: "I dati che abbiamo noi - dice il direttore generale, Parisi -parlano di un'adesione che non supera il 30% degli operai nella grande impresa. Fare uno sciopero sulla mancata crescita è abbastanza inutile, nel senso che non si contrasta la bassa crescita con uno sciopero". Per finire, Federmeccanica: 15% di adesioni.
Ma la Cgil sostiene che si è fermato il il 90% degli addetti delle aziende chimiche di Porto Marghera, 100% alla Pirelli di Torino (turno notturno) e l'80% al primo turno; e ancora il 90% alla Richard Ginori, e il 75% alla Italcementi di Padova. Ad Arzano, nello stabilimento del presidente di Confindustria, Antonio D'Amato l'adesione sarebbe stata del 100%.
”L'assenza di Cisl e Uil a questo sciopero è un peccato”, ha detto Epifani, in apertura della manifestazione di Pescara dove c'erano 20mila persone in corteo; di fronte a questi problemi “dovremmo e dobbiamo restare uniti”. Adesso bisogna” far capire, a chi ha responsabilità per decidere, che bisogna fare qualcosa. La vera palla al piede dell'industria italiana è la mancanza di investimenti in ricerca e innovazione. Chi non innova nel
mercato di oggi non ce la fa".
E mentre la Cgil sciopera, il segretario della Cisl è soddisfatto del tavolo di confronto aperto con Confindustria: ''Noi avevamo fatto proposte molto precise e dettagliate, nel senso che noi riteniamo, secondo un metodo sindacale, che prima si fa l' analisi della situazione, si avanzano proposte e si va al confronto con le proprie controparti - spiega Pezzotta - Dopo di ciò se le controparti non danno risposte adeguate, si decide quale tipo di iniziativa, di mobilitazione mettere in campo. Questo è il nostro modo di comportarci e stiamo andando avanti con coerenza su questa strada''.
Irrimediabilmente divisi? "Ci auguriamo - dice il numero due della Uil, Musi - che questa sia la prima e l'ultima volta di uno sciopero proclamato da una sola organizzazione: ci auguriamo che la Cgil finalmente esca da questo inutile esercizio di testimonianza per affrontare, invece, insieme i problemi quotidiani dei lavoratori".''Quando ci siederemo davanti al presidente di Confindustria - dice Epifani - possiamo sperare che almeno ci sia un comune giudizio sulla crisi e sui modi di uscirne, uno scatto di orgoglio del sindacalismo confederale, un punto di vista autonomo contro Confindustria e contro l'azione del governo? Se sarà così, potremo ricominciare a camminare insieme. Altrimenti il problema non sarà, come oggi, se scioperare o no, ma se abbiamo tutti la stessa visione del nostro ruolo e delle nostre prerogative''.


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